GRACEPOINT
Science Of Discontent

Etichetta: Candlewax Records
Anno: 2000
Durata: 47 min
Genere: thrash/prog/alternative


I Gracepoint sono un gruppo statunitense che finora ha pubblicato solo un album, questo "Science Of Discontent" ormai vecchio di 4 anni. La line-up che ha registrato questo CD era composta da Matt Tennessen (voce), Lon Kunze (chitarra), Stefan Radzilowski (chitarra), Sam Van Moer (basso e cori) e Lance Reed (batteria e cori). Dopo la pubblicazione di questo lavoro il gruppo era praticamente sparito, ed ora è tornato attivo con una line-up rinnovata.
"Science Of Discontent" contiene 9 canzoni (la title-track è una strumentale), ed è un album piuttosto difficile da recensire. A grandi linee lo si puà descrivere come un incrocio tra thrash metal, prog metal e l'hard rock alternativo che girava negli anni '90. Le canzoni passano dalle melodie cupe dell'alternative a dei passaggi quasi techno-thrash, senza però mai rientrare in pieno in uno di questi generi. I riff sono piuttosto cattivi, e spesso anche belli intricati. Le canzoni sono basate sulle variazioni ritmiche e sull'alternanza tra parti cattive e parti melodiche e cupe. Ci sono un sacco di cambi di tempo e tonnellate di riff. Sono presenti vari assoli, ma occupano un posto di secondo piano nella musica dei Gracepoint: sono un abbellimento, e non la parte forte delle canzoni. La voce di Matt è piuttosto caratteristica, ha un tono cupo e poco squillante, è la cosa che ricorda di più i gruppi alternative.
La produzione di questo album è discreta e niente di più. Si seguono tutti gli strumenti, ma i suoni potevano essere ben più pompati. La confezione è discreta, la grafica non mi piace molto, ma almeno ci sono tutti i testi e sono chiari da leggere (trattano di tematiche introspettive e di problemi interpersonali).
In complesso secondo me questo CD è buono, ma lascia un po' di amaro in bocca. Va apprezzata la personalità del gruppo, visto che è riuscito a crearsi uno stile tutto suo già al primo lavoro. Va apprezzato il tentativo di cercare di fondere generi così distanti. Ma la qualità non lascia sempre contenti. Ci sono un sacco di riff fighi e varie idee ottime, ma non sono legate tra loro in maniera perfettamente filante. Ho la sensazione che il gruppo abbia voluto strafare in certi punti, cercando di inserire troppi cambiamenti forzati, quando bastava sviluppare meglio le idee che c'erano già per ottenere una canzone che lasci il segno. Così non è, molte idee lasciano soddisfatti in pieno, ma ci sono vari punti che suonano forzati e che fanno perdere di impatto al tutto. Si tratta certamente di un buon lavoro, questo è sicuro, ma credo e spero che i Gracepoint possano fare molto di meglio e sfornare qualcosa di gran livello col prossimo lavoro.
(teonzo - Ottobre 2004)

Voto: 7


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Sito internet: http://www.gracepointmusic.com/