GOTHIC SLAM
Just A Face In The Crowd

Etichetta: Torrid Records / RoadRunner
Anno: 1989
Durata: 39 min
Genere: thrash


Questo è il secondo ed ultimo album dei newyorkesi Gothic Slam, se già prima veniva da paragonarli ai Death Angel per le loro origini ispaniche, ora viene da paragonarli anche per lo stile musicale! Infatti lo stile del gruppo si è spostato dal thrash grezzo e sparato del precedente "Killer Instinct" ad un thrash sempre cattivo ma suonato con ottima tecnica e classe, come stile direi che potrebbe essere un incrocio tra "The Ultra-Violence" ed "Act III" (primo e terzo album dei Death Angel, per chi vuole ci sono le rece in archivio), senza però le influenze funky.
Nell'album sono comprese 10 canzoni, la prima in realtà è una strumentale di un minuto e mezzo che fa da intro per "Who Died And Made You God", poi c'è pure la cover di "Thunder And Lightning" dei Thin Lizzy, purtroppo non ho sottomano la versione originale e non posso fare paragoni, comunque qui è resa in puro stile thrash, e c'è pure una semiballad dal titolo "Demented Obsession", che comincia piano per poi trasformarsi verso metà canzone e cominciare a pestare. Il resto delle canzoni sono tutte di uno stile simile, un thrash bello tecnico ed intricato che però riesce a mantenere un'ottima carica.
I componenti del gruppo hanno fatto tutti dei passi in avanti dal punto di vista esecutivo: il batterista ora si lancia anche in parti incasinate piene di controtempi e rullate, i chitarristi hanno imparato a comporre riff di classe e violenti allo stesso tempo, ed anche a suonare degli ottimi assoli, mentre il bassista non si fa mai notare più di tanto ma è sempre lì presente in seconda linea a fare muro. Su tutti però spicca il lavoro del cantante Dan: già sull'album precedente mostrava di avere ottime doti, qui ha l'opportunità di sfoggiarle in pieno, visto che ci sono momenti in cui non è costretto ad urlare come un forsennato e può cantare più pulito. Resta sempre il suo timbro caratteristico da ragazzo ispanico, e questo dà quel tocco in più all'album.
La produzione è molto buona, con dei suoni belli potenti e definiti. La confezione non mi piace molto, certo nel libretto ci sono i testi, ma l'immagine di copertina fa proprio schifo, una delle più brutte che abbia mai visto... brrrrr!!!
In conclusione questo è un album immeritatamente sconosciuto ai più, dovrebbe far parte della collezione di ogni thrasher! Qui dentro c'è di tutto: parti incazzate, stacchi melodici, parti cadenzate da pogo, molta tecnica, ed un vero cantante che sa sia urlare che cantare normalmente mantenendo una propria personalità. Purtroppo manca la canzone killer, quella che dà il colpo finale e spinge l'album ad altissimi livelli, però il livello resta sempre ottimo, ed appena finito viene sempre voglia di riascoltarlo. Insomma, non merita un posto nei migliori 20 album thrash della storia, ma secondo me ci si avvicina. Quindi se ve lo trovate davanti ricordatevi che dietro a quella copertina merdosa c'è un album thrash veramente figo!
(teonzo - Settembre 2002)

Voto: 8.5



C'è chi concentra tutte le proprie idee migliori in una manciata di canzoni, creando una specie di "hit", in modo da attrarre l'attenzione sul proprio nome grazie ad un singolo gancio destro in mezzo alla fronte; c'è chi invece le distribuisce lungo tutto il disco, mantenendo un livello di songwriting mediamente alto, lavorando ai fianchi, ma senza quel colpo di coda decisivo per la propria carriera. E' questo secondo caso che riguarda i Gothic Slam, bravissimi nel mettere assieme dieci canzoni senza infamia e con diverse lodi, senza mai cedere in alcun calo di tensione, ma allo stesso modo senza mai comporre quel pezzo-torci-budella che avrebbe trasportato il disco nel novero dei fondamentali. Sta a voi decidere quanto vi possa interessare.
(Orion - Ottobre 2002)

Voto: 7.5