GODLESS
Let There Be Darkness (promo)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 62 min
Genere: Death Metal


Godless è il nome di una one-man-band greca, attualmente operante in Austria. Il fondatore Chris Muimbwa ha deciso di far tutto da solo più per necessità che per effettiva volontà. Dal 1994 infatti i Godless hanno avuto moltissimi cambi di line-up e pare che tutti i musicisti coinvolti si siano dimostrati, alla lunga, pigri o distratti. A poco è servito pubblicare due demo ("Downfall Of The Religions" e "Massacre And Holocaust"): i problemi rimanevano, immutati rispetto a prima. Nell'agosto del 1999, Chris ha deciso di licenziare i suoi compagni perché con essi non riusciva a portare a compimento l'album "Let There Be Darkness".
Nel 2000 finalmente iniziano le registrazioni per questo CD. Tra l'altro, le canzoni erano già state tutte scritte tra il '97 e il '98. Chris, privo di un budget elevato, riesce comunque a farsi aiutare da due session men: uno per gli assoli di chitarra e l'altro per le backing vocals. Dopo 20 ore di registrazione il CD è pronto per essere mixato. Le procedure di mixaggio, che Chris ha eseguito in casa sua, terminano dopo dieci mesi di duro lavoro.
Ora, si potrebbe pensare che la fedeltà di questo disco sia scadente. Così non è, considerato il bassissimo budget con cui è stato prodotto ed il mixaggio fai-da-te. Tanto per dire, ci sono band black che, per un supposto estremismo musicale, escono dagli studi di registrazione con demo che suonano in maniera indecente. Chris invece ha fatto un gran lavoro, eliminando il fruscio di fondo e rendendo tutte le tracce nitide e potenti. Dimostra di sapersela cavare con tutti gli strumenti e, pur non essendo virtuoso con nessuno di essi, è in grado di suonarli in maniera potente e precisa.
"Let There Be Darkness" è un lavoro molto personale. Bisogna pensare che Chris Muimbwa ci ha lavorato su sin dal lontano 1997 e che ha dovuto fare tutto da solo, suo malgrado. Ogni particolare di questo disco, eccetto i contributi dei session men, sono farina del suo sacco e della sua estetica musicale. Il suo death è particolare, ricco di influenze ma privo di quella sensazione di scopiazzatura tipica delle band senza personalità. In genere le composizioni sono abbastanza tradizionali, con spunti melodici e qualche richiamo al thrash e al black. La struttura delle canzoni è complessa ma mai eccessivamente tecnica; la durata media dei brani è piuttosto generosa.
"Godless" apre "Let There Be Darkness". E' una delle canzoni più semplici dell'intero album ed è molto vivace. Ricca di riff orientaleggianti, riesce nel suo intento di risvegliare l'attenzione dell'ascoltatore. Brutale ed intensa, non si rivela scontata grazie alla ricerca di riff particolari ed ai frequenti cambi di ritmo.
Più lenta e melodica è "Hordes". In essa Chris sacrifica la brutalità a favore di sonorità epiche. Grande appasionato di musica classica e di colonne sonore, ritiene che comunicare sensazioni sia lo scopo principale del compositore. La struttura di "Hordes" è complessa, l'assolo semplice e melodioso, la composizione totalmente tonale. Effettivamente è un brano molto evocativo. Nel suo sito, Chris sostiene che questo è il tipo di musica che vuole che i Godless suonino.
"Tale Of A Gothic Cathedral" possiede un riff d'apertura così disteso e triste che deve moltissimo al black. Il brano poi si riprende diversificandosi in una molteplicità di riff e ritmi. In genere rimane comunque un mid-tempo. Le considerazioni fatte per la canzone precedente valgono anche per questa. I Godless cercano in tutte le maniere di dipingere uno scenario, principalemente epico, nel quale l'ascoltatore deve sentirsi partecipe. Per tutti i quattordici minuti di durata del brano, che scorrono via agevolmente, si viene sempre sorpresi da nuove soluzioni musicali. Anche sonore, come l'utilizzo di uno strumento popolare brasiliano.
"Heaven's Final Failure" è una canzone molto lenta. Chris ci tiene a specificare che, per la sua composizione, ha utilizzato scale e ritmi tipicamente greci. Il brano è relativamente complesso, soprattutto la parte di basso. L'assolo di chitarra è curioso, in un ambito così cupo: chi si sarebbe mai aspettato un suono bluesy con note perennemente in glissato? Sinceramente "Heaven's Final Failure" tende molto al doom o al gothic dei primi tempi.
"Anticreation" è un'altra traccia lunghissima. Undici minuti di death metal potente e malvagio! Accelerazioni improvvise si succedono a lunghi passaggi lenti ed inquietanti. Ritornano i riff orientaleggianti. E' notevole come tracce così lunghe non annoino o non sembrino ripetitive alla lunga!
"Whores Of Jerusalem" è un brano carico di sensazioni eroiche e di grinta. Non è molto veloce però si distingue per i suoi riff mai banali. D'altro canto quale delle canzoni di "Let There Be Darkness" è banale? Un gutturale profondo funge da backing vocals. Il feeling epico è tangibile soprattutto alla fine del brano. Anche qui c'è un assolo molto "americano": per i miei gusti, poteva bastare quello della traccia precedente. Un bonus comunque al tentativo di rendere tutti le parti soliste assolutamente melodiche.
"To Enter The Shadows" è la canzone più strana dell'album. Totalmente differente dalle precedenti, è estremamente influenzata dall'estetica black. Nel suo sito Chris considera questa traccia come la sua preferita di "Let There Be Darkness". I riff sono freddi, semplici e malvagi. E' atonale, ricca di suoni striduli, fischi, corde toccate a vuoto. La voce del cantante è carica di cattiveria e astio. Effettivamente, in un contesto black, questo sarebbe un grandissimo brano.
Questa versione di "Let There Be Darkness" avrebbe dovuto essere la definitiva. In realtà, grazie alle possibilità di un meritato contratto, Chris registrerà nuovamente le tracce. Pertanto questo CD è da considerarsi quale promo. La speranza è che incrementi la qualità di registrazione ma che l'esecuzione dei brani rimanga immutata. Sarebbe un peccato se tanto buon materiale venisse rovinato per le scelte sonore di qualche produttore o per la scarsa vena del musicista. Chris afferma che principalmente verrà rimpiazzata la drum machine con una vera batteria e che utilizzerà una tonalità di basso più grave. Cercherà comunque di fare del suo meglio perché il suono fangoso rimanga!
Un suggerimento: visitate il sito della band. Ci sono due canzoni inedite in mp3 e molti brani di "Let There Be Darkness" sono scaricabili.
(Hellvis - Maggio 2003)

Voto: 8


Contatti:
Mail: godlesstheband@yahoo.gr
Sito internet: http://www.godless.info/