GOATHOLOCAUST
Satan Jugend

Etichetta: Infernus Rex
Anno: 2006
Durata: 35 min
Genere: war black metal


Scenari di guerra e riferimenti satanici, con tanto di caprone armato di bazooka. Con questa immagine di copertina, disegnata in bianco e nero, si presentano i Goatholocaust, freschi autori del debut CD "Satan Jugend". In precedenza il gruppo aveva pubblicato anche uno split con i Vociferian. Fanno parte della combricola LeathergoatSSkult, polistrumentista e unico compositore, e NunSSlutgoat, autrice delle voci femminili e di alcuni testi. Quest'ultima canta soltanto qualche parola nell'intro, per cui la sua presenza è trascurabile.
Lo stile del gruppo è un black che mescola parti old style e altre più attuali e belligeranti, sconfinando nel war metal in più riprese. Non mancano alcuni riferimenti al thrash e al death più grezzi e intransigenti. Nulla di nuovo, precisiamolo da subito. Sono presenti undici tracce, compresa un'intro e la breve strumentale "Raven Dusk Embalming Mortification". Le canzoni non sarebbero neanche malaccio, se solo fossero state suonate con un po' di decenza. Mi riferisco soprattutto alla batteria, macchiata da troppi passaggi a vuoto e fuori tempo. Guardando alle chitarre, infatti, non si può certo dire che le idee manchino. D'accordo, non c'è nulla di sconvolgente, bene o male sono le solite cose, ma almeno presentano una certa varietà. Basti ascoltare "Cheap Whore Molestation", nella quale la chitarra ritmica svolge un buon lavoro. La sezione ritmica, però, è da dimenticare. L'album è stato registrato in tre giorni soltanto: voglio sperare che sia per questo motivo che suona così male, altrimenti LeathergoatSSkult farà bene a reclutare un batterista dotato nell'immadiato futuro e concentrarsi esclusivamente sul resto.
Come dicevo, le canzoni sono abbastanza articolate e condotte dalle chitarre, che passano da riff veloci ad altri ritmati, talvolta inserendo lunghi accordi e arpeggi in pulito (su "Butchered Christ"). Neanche queste sono esenti da difetti, ma il bagaglio tecnico dimostrato è senza dubbio superiore. Ci sono poi alcuni arrangiamenti e qualche assolo poco riuscito.
A parer mio, il gruppo sta facendo il passo più lungo della gamba, lanciandosi in soluzioni complicate senza essere in grado di suonare neanche le cose più semplici. Come risultato, abbiamo canzoni varie e costruite su numerosi cambi di tempo, ma suonate male. Ad esempio, c'è sempre un attimo di pausa tra un cambio e l'altro, un vuoto breve ma percettibilissimo, come se LeathergoatSSkult non riuscisse a raccordare il tutto in maniera fluida. Alternativamente, potrei pensare ad un missaggio svolto da un incapace, che non è stato in grado di unire le varie tracce di chitarra e batteria in maniera corretta. Boh!?
In più di un'occasione i cambi sono bruschi e improvvisi: anche questo aspetto è da perfezionare. Quando riusciranno a comporre brani con una struttura più naturale e ordinata, sono convinto che i Goatholocaust potranno dire la loro.
Di buono c'è invece la voce, malvagia e velenosa, che ricorda alla lontana quella dei Blacklodge oppure degli Zemial. Il basso, invece, è abbastanza in evidenza ma non sostiene a dovere la distorsione della sei corde, che spesso risulta aspra e stridente, staccata dal resto.
Insomma, "Satan Jugend" non mi è piaciuto. E' frutto di un gruppo immaturo sotto il profilo tecnico e spersonalizzato dal punto di vista dell'immagine. Basti dare una sbirciata ai titoli delle canzoni e all'artwork, che mescola riferimenti alla guerra, simboli satanici e dipinti medievali demoniaci e blasfemi senza una logica precisa. Tutto secondo copione. Stranamente le idee ci sono e non sarebbero neanche da buttare, dal momento che siamo ben lontani da certe banalità spacciate per arte che circolano nell'underground black. Vedremo dunque in futuro come cambieranno le cose per i Goatholocaust, nel frattempo meglio rivolgersi altrove.
(BRN - Aprile 2006)

Voto: 5


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