GNOSTIC
Hatewar 666 (ristampa)

Etichetta: Infernus Rex
Anno: 2005
Durata: 48 min
Genere: black metal


Gli americani Gnostic si sono formati nel 1997, dopo che Lord Magus Obliterater (basso e voce) ha abbandonato i più noti Thornspawn. Assieme a Grimlord Necroghoul (chitarra), Blaphemous Inferno (chitarra) e Lord Vistigium (batteria), Obliterater ha dato vita ad un gruppo dedito al black metal di vecchia scuola, privo di compromessi. Già alla fine del 1997, gli Gnostic hanno inciso il loro primo demo: "Vistigium De Monasterion". Tanto è bastato perché il quartetto riuscisse ad esibirsi a fianco di gruppi di una certa caratura quali Cannibal Corpse, Malevolent Creation, ecc.
Un anno dopo, la band è ritornata in studio per registrare il cinque tracce "Bloodwars Of Heretic Supremacy". Non paga dei buoni riscontri ottenuti dai fan, qualche mese dopo gli Gnostic hanno dato alle stampe il promo "Necrobliteration". Questo lavoro ha permesso agli americani di passare sotto l'egida della Goat Productions. Il primo frutto di questa collaborazione è stato un CD-r contenente le tracce di "Bloodwars Of Heretic Supremacy" e "Necrobliteration". A questo punto, gli Gnostic hanno registrato l'EP "Necrodawn", ma l'improvviso fallimento della Goat Productions ha fatto sì che questo EP non vedesse la luce.
Nel 2000, grazie ad un interessamento della Realms Of Darkness, il gruppo ha potuto partecipare ad uno split a quattro. Ad esso avrebbe dovuto seguire un full-length ma, destino, anche questa etichetta è fallita.
Alla fine del 2001, grazie all'Ordealis Records, gli Gnostic sono riusciti a pubblicare una ristampa in vinile del loro secondo demo e, finalmente, l'album di debutto "Evoking The Demon".
Nel 2004, passato all'etichetta olandese Infernus Rex, il quartetto ha dato alle stampe "Hatewar 666". Attenzione, non si tratta di un secondo album contenente canzoni nuove di zecca! Si tratta piuttosto di una ristampa dei vecchi demo del gruppo, compreso l'inedito "Necrodawn" e i rifacimenti di due tracce tratte da "Vistigium De Monasterion".
Come ho scritto all'inizio di questa recensione, gli Gnostic suonano un black metal di vecchia scuola. Loro amano definirlo "black fucking war metal": un'espressione colorita, dalla quale l'unico motivo di interesse sta nella parola "war". Eh sì, perché ormai nella babele di sottogeneri del metal in generale, c'è anche chi definisce una determinata frangia di black come "war metal". Non ho mai potuto soffrire tale definizione, che in genere sta ad indicare più atteggiamenti ed ideologie che vere e proprio differenze stilistiche. E' anche vero però che, a furia di sottilizzare, molti gruppi hanno reso il loro metal sempre più battagliero ed eroico, e quindi questa lieve sottigliezza del "war metal" ha assunto, più o meno, un senso. Gli Gnostic cavalcano dunque questa sottile linea che divide il black metal tout-court dal war metal, tenendosi ad una certa distanza dagli abusati modelli scandinavi. Più che alla Norvegia, gli Gnostic guardano al black metal che fu, a quelle band del passato che -per un motivo o per l'altro- sono state bollate come oscure o sataniche. Ecco che quindi qua e là fanno capolino i Blasphemy, i primi Possessed, ma anche i classici Venom, Hellhammer e, perché no, anche i nostrani Bulldozer. Tutte queste influenze, per andare a formare un black metal molto diretto, prevedibile e senza compromessi. Insomma, si tratta di musica oscura, veloce, arrabbiata, sanguinaria... che non mi fa cambiare idea nei confronti del vecchio black metal americano. Se attualmente gli Stati Uniti stanno sfornando diversi gruppi black metal di buon livello, in passato la stessa cosa non poteva essere detta. Il black non è mai stato molto amato, ed il più delle volte veniva bollato così un semplice death metal a tema satanico. A parte qualche eccezione, gli Stati Uniti non hanno mai proposto un qualcosa di particolarmente interessante che fosse illuminato dalla fiamma nera. Si potrà discutere su questo, ma obiettivamente è così. Gli Gnostic si inseriscono in questa tradizione, fatta di musica diretta, facile, ma priva di quell'istinto devastante e malvagio che ha fatto grande la produzione europea. Tecnicamente parlando, il quartetto sa suonare. Punto a loro favore, ma questo è quasi scontato quando si parla di gruppi americani. Ciò che manca è la creatività, il talento di comporre una canzone che sia in grado di farsi ricordare. Forse solo "Khristened In Blood And Fire" è in possesso di questo requisito. Le altre sì, sono coinvolgenti e cattive, anche molto diverse fra di loro, ma non lasciano il segno più di tanto.
Altro punto a favore degli Gnostic è la qualità di registrazione. Scadente (soprattutto nelle prime tracce tratte da "Necrodawn"), ma in grado di far sentire tutti gli strumenti. Ovviamente, i rifacimenti del primo demo ("Hail To The Fire" e "Swine Hostess") rendono molto di più, mettendo in luce la discreta potenza della band. Solo discreta comunque.
Alla fin fine, questo "Hatewar 666" mi da pochi spunti sui quali dilungarmi. Black metal americano: nulla di più. Sicuramente piacerà agli amanti della musica più underground ed oscura. A me è piaciuto, sì, ma da critico devo anche valutarne il valore artistico e, purtroppo, gli Gnostic non sono la miglior band del pianeta terra. Sono musicisti onesti, in grado di far brillare la fiamma nera ma incapaci di farla ardere. Ammetto di non aver ascoltato i loro ultimi lavori, quindi non so se il loro stile abbia avuto degli sviluppi o se la loro proposta sia diventata più personale.
"Hatewar 666" è un album non irrinunciabile, ma se amate il black underground a stelle e strisce non vi deluderà.
(Hellvis - Febbraio 2006)

Voto: 6.5


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