GLACIAL FEAR
Frames

Etichetta: Nocturnal Music
Anno: 1997
Durata: 45 min
Genere: death con tastiere


"Frames" è il primo album dei Glacial Fear, uscito dopo il 7" "Secrets At The Steam Forest" ed il MCD "Atlasphere: The Burning Circle". La formazione era rimasta invariata rispetto al MCD precedente, quindi troviamo Andrea Rizzuto (voce e basso), Salvatore Mancuso (tastiere e programmazione), Gianluca Molè (chitarre e programmazione) e Gianluca Anastasi (batteria). Inoltre compare Patrizia Schioppa come cantante ospite.
La musica contenuta in "Frames" è la naturale evoluzione di quanto fatto nel lavoro precedente. Si tratta di un death metal "futuristico", non nel senso di appartenente al futurismo, ma nel senso di ideale colonna sonora per scenari apocalittici e post atomici; mi verrebbe da scrivere "cyber", ma sarebbe fuorviante perché siamo distanti da quello che viene inteso ora come cyber death metal. Si sentono sempre le radici death metal, ma i Glacial Fear erano andati oltre, creandosi uno stile proprio (intendo per l'epoca, ora ci sono altri gruppi simili, tipo i polacchi Atrophia Red Sun). I tratti distintivi di questo lavoro sono principalmente 3: i riff di chitarra, le parti di tastiera e la voce femminile. I riff sono piuttosto violenti e cattivi, si discostano dai cliché death metal perché a volte sono basati su melodie malate, altre volte sono meccanici e claustrofobici. Le tastiere sono poche volte in primo piano, spesso sono in sottofondo a creare un tappeto di note lunghe, però contribuiscono fortemente a dare quell'alone apocalittico e tecnologico alla musica. La voce femminile è caruccia ma non clamorosa (ha un bel timbro, ma l'interpretazione è un po' piatta), viene usata in molti frangenti in alternanza col vocione growl di Andrea, e questo aiuta i Glacial Fear ad allontanarsi dagli standard del death metal. Da segnalare gli inserti techno (batteria elettronica) alla fine di "Garden Of Sight", ultima canzone dell'album.
La produzione è la nota dolente di questo lavoro. La batteria ha dei suoni proprio mosci e poco incisivi. Anche la chitarra manca di potenza, suona impastata e distante. La confezione è carina, la grafica riprende temi tecnologici (rappresentazioni numeriche dei bit, codici a barre ed altro), ed il libretto contiene tutti i testi. In copertina è raffigurato una specie di aborto di animale, non ho mai capito che cazz sia.
"Frames" è sicuramente un album coraggioso, difatti i Glacial Fear si erano fatti apprezzare in giro per l'Europa dagli amanti dell'underground: all'epoca si parlava della scena death sperimentale italiana, il gruppo più conosciuto ed adorato erano i Sadist, poi seguivano a ruota i Glacial Fear ed i Detestor, più un fitto sottobosco di altri gruppi (tra i pochi ancora attivi cito i Will 'O' Wisp). Le canzoni sono di livello medio alto, però non sono esenti da pecche (almeno per me): la voce femminile non mi esalta particolarmente, e le parti di tastiera avrebbero potuto essere più varie ed osare di più (quando lo fanno i risultati sono ottimi), invece di rimanere in secondo piano per gran parte dell'album. Inoltre c'è la produzione che purtroppo fa calare di un bel po' il valore generale di questo lavoro. La musica è di qualità, ma con questi suoni cala la voglia di riascoltare spesso il CD. Senza questi difetti staremmo parlando di un classico del death sperimentale. Così com'è lo reputo un buon lavoro ed un ascolto obbligato per chi vuole capire l'evoluzione della scena estrema in Italia.
(teonzo - Gennaio 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito internet: http://www.glacialfear.it/