GLACIAL FEAR
Fetish Parade

Etichetta: Negatron Records
Anno: 2000
Durata: 35 min
Genere: thrash/death moderno


Dopo "Frames" i Glacial Fear avevano dovuto affrontare vari problemi. Pur avendo ricevuto buoni consensi in giro per l'underground, il loro primo album non era riuscito a fare il botto a causa di una distribuzione limitata al puro underground. Inoltre se n'erano andati sia il tastierista Salvatore Mancuso che il batterista Gianluca Anastasi. Al loro posto sono arrivati Enzo Rotondaro (batteria) e Nicola Bavaro (voce, già negli Schizo). Quindi sono sparite le tastiere, il bassista Andrea Rizzuto ha smesso di cantare, e Gianluca Molè (chitarra) ha continuato ad essere la mente del gruppo. Con questa formazione i Glacial Fear avevano firmato un contratto con la Negatron Records, un'etichetta di Pavia all'epoca molto promettente. La Negatron si stava dando da fare per supportare i gruppi metal italiani dotati di forte personalità. Aveva già pubblicato gli esordi di Iblis e Dammercide, e dopo aveva messo sotto contratto Coram Lethe e Komaday. Purtroppo la Negatron ha dovuto affrontare il classico ostracismo dell'ambiente metal italiano, ed ha finito per chiudere i battenti senza pubblicare i lavori di Coram Lethe e Komaday (e pure Edenshade, con cui stavano contrattando). Per la cronaca gli Edenshade sono riusciti a stampare l'album (trovate la rece), i Coram Lethe hanno impiegato 4 anni per trovare un contratto (dovrebbe uscire entro poche settimane, spero!), ed i Komaday dovrebbero essere ritornati in pista dopo uno scioglimento temporaneo.
Chiusa la parentesi sulla Negatron, passo alla descrizione di questo "Fetish Parade". Pur avendo perso le tastiere, i Glacial Fear hanno mantenuto la passione per le atmosfere moderne, tecnologiche e malate. All'epoca varie recensioni li avevano descritti come un clone dei Voivod epoca Eric Forrest, ma secondo me si tratta di una affermazione piuttosto limitativa per i Glacial Fear. Il genere a grosse linee è simile, ma da qui a dire che questo album sembra fatto dai Voivod ce ne passa.
Rispetto a "Frames" ora le canzoni sono più veloci e tirate e meno atmosferiche. I riff hanno il solito marchio di Gianluca, sono tutti malati, con un sapore tecnologico e moderno. Sono sempre presenti le loro melodie sporche, fetide e stuprate, ma stavolta questo aspetto è fornito dal basso e dalla chitarra. Il basso di Andrea è molto più presente rispetto al passato, e la chitarra usa una gamma di suoni molto più ampia, a grosse linee simile a quanto si sente in ambito thrashcore. Inoltre l'aspetto solistico è più curato e presente rispetto al passato. La voce di Nicola è diversa da quella di Andrea, è un growl più aspro ed urlato. Inoltre su "Installation Madness" c'è anche una parte in voce pulita (niente di che ad essere onesto), mentre su due tracce compare come ospite alla voce Enrico Giannone degli Undertakers.
La produzione è buona ma non eccelsa. Non è scarsa come quella di "Frames", ma soffre di difetti simili: la batteria è un po' piatta, e le chitarre sarebbero dovute essere più corpose. La confezione è di qualità. Il libretto è molto corposo e ripiegato in 3x3. Ci sono tutti i testi, anche se si fa fatica a leggerli, perché sono scritti a mano in rosso su fondo grigio. La grafica è tutta di stampo fetish tecnologico, con immagini piuttosto forti.
In complesso questo album mi piace un po' di più rispetto a "Frames". I Glacial Fear hanno osato di meno, ma in compenso hanno reso più solida la loro proposta. Inoltre la produzione, pur se non perfetta, non fa calare il valore delle canzoni. "Fetish Parade" è un bell'album, se vi piace il thrash moderno e malato allora fa per voi. Il problema è trovarlo, l'etichetta è sparita e bisogna sperare in qualche fondo di magazzino su qualche mailorder.
(teonzo - Gennaio 2005)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.glacialfear.it/