GJENFERDSEL
I

Etichetta: Ketzer Records
Anno: 2006
Durata: 32 min
Genere: black metal


I Gjenferdsel sono nati nel 2002 come progetto del chitarrista e cantante Iudex; reclutato un batterista, la band ha pubblicato un primo demo, intitolato "Det Kom Et Skip Til Björgvin...", limitato a 100 copie. In seguito si è aggiunto il bassista Invictus, che in breve si è trovato a sostituire il precedente batterista dietro le pelli. Il posto di bassista è stato ricoperto da Infestus a partire dal 2006. Nel frattempo il gruppo aveva già ottenuto un contratto con la Ketzer Records, per cui i tre sono entrati subito in studio per registrare il loro primo album, chiamato semplicemente "I".
La copertina ritrae un lago circondato da colline in parte innevate. Le altre foto contenute nel libretto sono associate ciascuna ad una canzone e le rappresentano al posto dei testi.
Musicalmente, non l'ho ancora accennato, i Gjenferdsel suonano black metal. E con questo ho già detto quasi tutto. Sì, perché fin dalle prime note, anche senza aver letto la biografia, si intuisce subito che sono norvegesi. La loro terra d'origine, la natura incontaminata e i paesaggi nordici sono con ogni probabilità la loro fonte d'ispirazione principale, assieme a tanti gruppi che li hanno preceduti in questo... E' un black metal intriso di malinconia, solitudine, e fierezza. Le note sono fredde, tuttavia non c'è alcuna sensazione di ostilità. Mancano i riff crudi. E' la voce l'elemento più aggressivo della loro musica, difatti l'incedere delle canzoni è tendenzialmente lento e non mancano dei passaggi melodici. Una delle canzoni è fatta con la sola chitarra classica, ed è anche tra le migliori del CD.
Di nuovo non c'è assolutamente nulla, si tratta di un album abbastanza tradizionale e nella norma. Gli otto brani presenti appaiono un po' troppo schematici, ordinari, privi di elementi in grado di contraddistinguerli. E' dunque difficile lasciarsi prendere dall'entusiasmo di fronte ad una proposta così scarna e poco personale. Tra di loro le canzoni differiscono ben poco: nel finale di "Dödshymne" si registra un tentativo poco felice di inserire una voce pulita ed epica, poi più nulla, a parte alcuni innesti di chitarra classica ben riusciti all'inizio di "Thurs".
Personalmente questo genere di proposta non mi esalta, va bene per alcuni ascolti non troppo impegnati ma non offre sorprese di alcun tipo. I passaggi acustici sono una delle cose migliori che si possono sentire su "I", per cui se il gruppo vuole continuare con lo stile di adesso, consiglierei di approfondire maggiormente questo aspetto, studiando nuove possibilità di allacciare gli arpeggi all'interno delle composizioni. Per il resto, c'è da osare di più e lavorare sia sulle canzoni, sia sulla produzione, di per sé discreta ma migliorabile sotto molti aspetti.
(BRN - Marzo 2007)

Voto: 6


Contatti:
Mail Gjenferdsel: mail@gjenferdsel.no
Sito Gjenferdsel: http://www.gjenferdsel.no/

Sito Ketzer Records: http://www.ketzer-records.de/