PAUL GILBERT
Flying Dog

Etichetta: Shrapnel Records
Anno: 1998
Durata: 50 min
Genere: pop / rock


Non passa neanche un anno e Paul Gilbert, ormai orfano dei suoi Mr. Big, ritorna sul mercato con un nuovo album solista: "Flying Dog". Dopo il mezzo flop, decretato dalla critica internazionale, del precedente "King Of Clubs", tutti puntavano per questo nuovo album ad un ritorno alle origini hard rock. Ed invece rieccoci qui con la "sua" musica, che raccoglie a piene mani melodie e inserti vocali riconducibili a Beatles e Cheap Trick, tutto poi frullato con un po' più di rock'n'roll questa volta!
Paul Gilbert scrive principalmente musica allegra, scanzonata, senza troppe pretese (arrangiamenti e tecnica a parte), canzoni da sentire sia in auto nel traffico della città (grazie alla semplicità delle canzoni e la melodicità dei ritornelli, cantabili e orecchiabili), sia in casa con le cuffie per cogliere tutti i passaggi tecnici del lavoro di chitarra, non affatto semplice dal punto di vista esecutivo.
"Flying Dog" si apre con due pezzi ("Get It" e Girl Crazy") che non si spostano di una virgola dallo stile già presentato sul precedente album. Gran lavoro di voce su entrambe. Paul Gilbert, tra le altre cose, è un buon cantante: provate a sentire come ci mette l'anima ed interpreta i suoi pezzi, con grande partecipazione e ottimi arrangiamenti.
"Be My Wife" è la prima sorpresa dell'album, sia per la tecnica usata sia per la stranezza del pezzo: inizia come una jam session tra amici con un'improvvisazione stile anni settanta, poi di colpo si traforma e muta in un punk rock melodico condito, come ormai marchio di fabbrica, da tanti cori e finalmente da assoli e parti di chitarra che tanti aspettavano dall'abbandono dei Mr. Big. Quasi sei minuti di buon rock.
"Mr. Skin" è atipica nel suo esordio cadenzato, è una canzonetta che ben presto non potrà che farvi battere il piedino a terra grazie al suo tempo incalzante. "Beautiful Girls Are Insane", a parte il titolo molto divertente, fa rallentare un album che aveva preso una strada molto festaiola. "Midnight Maryanne" tenta di fare il verso a "Mr. Skin", vuoi per le melodie vuoi per il ritmo anche qui incalzante, ma non riesce a ritagliarsi il giusto spazio.
"Heavy Disco Trip", lo dice il titolo, non si fa pregare più di tanto e l'heavy rock esplode. Il cantato è un po' banale, ma la musica super e la velocità pazzesca di esecuzione ci fanno tornare per un momento sul pianeta Mr. Big. "Kate Is A Star" fa affondare nuovamente il tutto: una chitarra con un delay e la voce di Paul posta in apertura ci portano alla solita ballata di beatlesiana memoria. Uno spiacevole incidente o un attimo di respiro? Decidetelo voi.
Con "Down To Mexico" e "Tell The Truth" tocchiamo il picco di questo CD. La prima è un rock'n'roll stupendo con strofa e ritornello da ascoltare a tutto volume, irrompe veloce e dinamitarda con il suo incedere festaiolo, ed è garantito il riascolto al termine del pezzo. "Tell The Truth" è una canzone assurda, quasi indescrivibile, vuoi per la struttura poco usuale vuoi per il gradevole esperimento. Sembra tanto una siglettina, o uno stacchetto televisivo, ma non temete, Paul sa il fatto suo e vi stupirà ancora una volta con gli assoli e la tecnica, molto più presenti qui in "Flying Dog" che in "King Of Clubs".
"Wrong Man" non riesce minimamente a spiccare dopo i due precedenti pezzi. E' lenta e melodica, conferma ancora una volta come il vecchio hard rock suonato dal nostro sia solo uno sbiadito ricordo, L'ultima traccia "Gilberto Concerto" è una piacevole sorpresa: un'interpretazione di musica classica arrangiata e suonata con una moltitudine di chitarre. Un bel pezzo che non tutti (salvo i patiti) ascolteranno più di un paio di volte.
Il lavoro in questione dopo un'attenta valutazione risulta più riuscito rispetto all'esordio. Sarà perché Gilbert qui non si occupa di suonare tutte le parti musicali, ma si affida agli ospiti del precedente album, lasciando loro lo spazio di suonare il proprio strumento per tutta la durata dell'album. Quindi Bruce Bouilette ricopre il ruolo di seconda chitarra, Mike Szuter di bassista e Johnny Fedevich di batterista. Grazie all'aiuto di questi valenti musicisti Paul con "Flying Dog" riesce a confezionare un album molto più elaborato ed articolato, si nota pure un netto miglioramento dal punto di vista vocale, peraltro già buono.
Insomma un CD da avere se volete passare circa un'ora di completo divertimento ascoltando buona musica. Ricordate però che per accostarsi ai lavori di Paul Gilbert dovete essere più che di larghe vedute e avere svariati interessi musicali, che spazino un po' tra tutti i generi e sottogeneri del rock, pop e punk (prendiamo il termine "punk" sempre con le pinze). Ci saranno interessanti sviluppi e conferme nelle prossime puntate della carriera del nostro eroe.
(Hellcat - Dicembre 2004)

Voto: 8


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Sito internet: http://www.paulgilbert.com/