GAMMA RAY
Powerplant

Etichetta: Noise
Anno: 1999
Durata: 63 min
Genere: power (...)


All'inizio degli anni '90 ritenevo i Gamma Ray uno dei gruppi più validi in campo heavy-speed metal; l'esordio "Heading For Tomorrow" era veramente un bell'album, capace di consolare abbondantemente chi si dispiaceva del fatto che Kay Hansen avesse lasciato gli Helloween, e anche i successivi album - fino a "Land Of The Free" compreso - possono essere considerati, in generale, dischi validi (ottimo e da avere "Insanity And Genius" del 1993). Col tempo (complice anche l'uscita del bravissimo cantante Ralf Scheepers) la proposta di Kay Hansen e soci ha perso però di smalto e le ultime uscite non è che abbiano fatto gridare al miracolo.
Questo "Powerplant", ad esempio, mi sembra un album piuttosto mediocre, suonato bene, ma senz'anima, con canzoni alla ricerca ostinata del coro e neanche troppo ispirate. La canzone di apertura "Anywhere In The Galaxy" sarebbe anche potente e valida, ma il riff portante della strofa sembra preso pari pari da un'album come "Painkiller" (cosa questa che si ripeterà più pesantemente sul successivo "No World Order"!!!), in "Short As Hell" Hansen sembra fare il verso ai Metallica e non temo smentita se affermo che una delle migliori cose del disco è la cover di "It's A Sin" dei Pet Shop boys!!!
Che dire poi di "Heavy Metal Universe"? E' in tutto e per tutto un tributo/parodia ai Manowar, con tanto di tuoni ed effetti vari... Certo, ci sono anche dei buoni pezzi, tipo l'ottimo "Razorblade Sigh" e "Send Me A Sign", che però non risollevano più di tanto l'album. "Wings Of Destiny" ad esempio ha un bell'inizio, tecnico e potente, ma il seguito non ne mantiene le promesse, tanto da sfociare in un coro che ricorda quasi - quasi...- i Rhapsody...
Formalmente il disco è ovviamente quasi impeccabile: la produzione è scintillante, il gruppo è molto affiatato e Zimmerman è un mitragliatore con la doppia cassa (veramente bravo anche dal vivo); Hansen può funzionare come cantante in studio, anche se è quasi sempre sorretto da cori e effetti alla voce...
Nel complesso un disco che si fa ascoltare, grazie a quei tre/quattro pezzi abbastanza buoni, ma che col tempo non "chiede" di essere rimesso nel lettore...
(Linho - Gennaio 2003)

Voto: 6



Un disco creato e prodotto come un vetro di Murano. Altrettanto colorato e altrettanto senz'anima. Per qualche strano motivo pero' riesce a piacermi quando sono scoglionato e ho bisogno di roba semplice e solare e heavy allo stesso tempo. Un disco che ho ascoltato un bel po' di volte e che tornera' sicuramente spesso nel mio stereo. Con tutte le riserve di cui alla recensione di cui sopra.
(Mork - Gennaio 2003)

Voto: 7