GAMMA RAY
No World Order

Etichetta: Metal-Is
Anno: 2001
Durata: 51 min
Genere: power


Dopo l'ottima raccolta "Blast From The Past" ritorna con un disco da studio Kai Hansen e la sua allegra combriccola. E lo rifà in grande stile. Dopo un album decisamente sottotono come "Powerplant" il combo tedesco ci regala un ottimo lavoro, fatto di canzoni che non viaggiano veloci come la velocità della luce ma di canzoni equilibrate e quadrate. Veloci e melodiche si, ma senza scadere nel ridicolo. Dopo una simpatica intro, si parte a mille con la veloce e oscura "Dethrone Tyranny" (dove il bridge centrale ricorda in maniera inquietante "Damage Inc" dei False Horsemen), che mette in chiaro quale sia il feeling del disco. La canzone che più si avvicina a ciò che i Gamma Ray hanno fatto in questi ultimi dischi è "Heaven Or Hell", ovvero la classica Hansen-song, dove melodie e velocità si fondono tra loro. Ma questo ciddì verrà ricordato anche per il poderoso mid tempo di "Damn The Machine" e per la bella "Eagle". I nostri simpatici tedeschi dimostrano che nonostante tutto non sono obsoleti e non sono schiavi di stupide melodie per ottenere successo e facili consensi. Un lavoro controcorrente (per quanto controcorrente si possa andare nel power metal...) che non abusa della famigerata doppia cassa ad "elicottero", che costruisce le canzoni intorno a grandi riff (un esempio? "Fire Below"). Ma alla fine di tutto, si riconosce il trademark di Kai, l'unica persona che potrebbe permettersi di copiare se stesso a vita...soprattutto per meriti conquistati sul campo. Certo, chi non apprezza il lavoro del raggio gamma, non troverà degli stimoli per comprare il cd, ma chi apprezza il genere, saprà andare a colpo sicuro, su un lavoro di classe e magistralmente eseguito. Cosa pretendere di più?
(Noldor - Dicembre 2001)

Voto: 8



Finalmente sono tornati i Gamma Ray, gruppo di punta della scena power, con l'atteso settimo album. Devo fare i complimenti alla band di Kai Hansen, che forte di una line-up ormai consolidata è riuscita a creare un disco davvero convincente. Dopo due capolavori come "Land Of The Free" e "Somewhere Out In Space", la band ha sfornato "Powerplant", disco da molti criticato, ma secondo me di grande valore, pur non raggiungendo i picchi dei due album prima citati. Dopo la raccolta dell'anno scorso la band si ripresenta con questo "No World Order", il quarto con Kai Hansen alla voce, e si dimostra a mio avviso la migliore uscita dell'anno fino a questo momento. Tutti i componenti del gruppo si dimostrano in grande spolvero e forniscono una prestazione convincente in tutti i passaggi, a partire dai riff e gli assoli creati dalla coppia Hansen/Richter alle chitarre, dalla sezione ritmica di Zimmermann e Schlachter, fino al cantato di Kai, privo di virtuosismi, ma pienamente convincente. Le sonorità presenti nell'album a parte in qualche episodio cambiano rotta e si rifanno maggiormente agli anni '80, prendendo spunto soprattutto dai Judas Priest e più in generale dal metal di quel periodo, premendo meno il piede sull'acceleratore e indurendo il sound. Questa non è assolutamente un'accusa alla band, che è riuscita a creare dei riff granitici e davvero accattivanti e, oltre a variare la solita proposta in doppia cassa sparata (che comunque io adoro), è riuscita a coinvolgere l'ascoltatore con dei pezzi davvero d'effetto, che faranno venir voglia di rimettere il CD nello stereo appena finito di ascoltare. Comunque non mancano pezzi in classico stile Gamma Ray, come la veloce "Dethrone Tyranny" o "Heaven Or Hell", pezzo che riprende la struttura di "I Want Out" e che è stato scelto come singolo. Dunque ancora una volta i Gamma Ray hanno fatto centro e creato un altro album vincente che va controcorrente, non seguendo gli standard attuali del power, ma che piacerà sicuramente a tutti fan della band e non solo, essendo davvero un gran disco! Uscite di casa e andate immediatamente a comperare questa nuova uscita del Raggio Gamma perché ne vale veramente la pena. Dio Kai Hansen ha colpito di nuovo!
(Metal Axe - Dicembre 2001)

Voto: 9



A me Power Plant era piaciuto molto. Quest'ultimo lavoro invece lo trovo un'immondo pastone di mille cose che hanno gia' fatto e rifatto ad nauseam. Arrivano persino a plagiare se stessi, il che mi fa pensare che siano arrivati ormai alla frutta.
Li amo come band, ma dal prossimo lavoro pretendo almeno uno sforzo creativo, qui totalmente assente.
(Mork - Febbraio 2002)

Voto: 5



Settimo lavoro in studio per zio Kai ed i suoi Gamma Ray. Lavoro importante, sia per il cambio d'etichetta, che per riscattarsi dal mezzo flop(musicale, non commerciale) del precedente "Powerplant".
Certamente è un album che vive di contrasti, da un lato il ritorno a sonorità care a "Land Of The Free" e "Somewhere Out In Space", dall'altro un indurimento della proposta, intenta a tributare gloria ai Judas Priest. E' un album da ascoltare più volte, prima di essere assimilato, il suo difetto più grande è quella sensazione di già sentito, che compare in più parti, per esempio: "The Heart Of The Unicorn" ed "Eagle" sono un plagio (spero voluto) di "Metal Meltdown" sempre dei Priest; "I Want Out" degli Helloween viene saccheggiata sia nel ritornello di "Heaven And Hell", sia in alcune melodie di "Damn The Machine".
Personalmente ho apprezzato NWO, che risolleva in parte il gruppo dalla cadute precedente, però non riesce ad esaltarmi come ai vecchi tempi.
(carma1977 - Novembre 2002)

Voto: 7.5