GAMMA RAY
Heading For Tomorrow

Etichetta: Noise
Anno: 1990
Durata: 54 min
Genere: heavy/speed metal


Dopo essere uscito dagli Helloween Kay Hansen non perse tempo nel formare un'altra band che rispecchiasse quanto suonato nel recente passato; in tale ottica va vista la scelta di reclutare l'ottimo Ralph Scheepers alla voce (che i più accaniti seguaci di heavy metal tedesco ricorderanno per il suo passato nei Tyran Pace), descrivibile senza indugio come un incrocio tra Michael Kiske e Rob Halford. Questo "Heading For tomorrow" uscì nei negozi nel 1990 e ci volle un bell'adesivo che specificava che il Raggio Gamma non era che la nuova creatura dell'ex chitarrista degli Helloween per invogliare la gente all'acquisto, visto che la copertina non rientrava di certo nei canoni heavy metal e non era comunque, a conti fatti, invitante (infatti c'è una foto di Kay e Ralph con occhiali scuri da sole che guardano... ehm... al domani???).
Ma ovviamente l'ultima parola spetta alla musica e fortunatamente questa è di ottimo livello. Diciamo subito che questo disco è un "Keeper..." parte terza. Come spiegare, altrimenti, l'intro sinfonico, l'entrata speed, la suite finale, la presenza di brani dai contenuti più... scherzosi... insomma, il classico disco fatto per chi aveva apprezzato gli ultimi (per allora) due capitoli in studio degli Helloween... E Kay riuscirà nel suo intento... per i metallari i nuovi Helloween divennero questi Gamma Ray; il successivo album delle zucche ("Pink Bubbles Go Ape") infatti raccoglierà una serie infinita di critiche sancendo così il definitivo passaggio di consegne (personalmente ritengo comunque "Pink Bubbles Go Ape" un ottimo album... probabilmente il migliore degli Helloween negli anni '90...).
Ma veniamo a questo "Heading For Tomorrow". Dopo la "solita" intro sinfonica si parte a tutta birra con "Lust For Life", up-tempo veramente trascinante suonato da una band che "brucia" dalla voglia di suonare. Scheepers si dimostra degno erede di Kiske, la sezione ritmica pesta a più non posso (ottimo il tempo di batteria di Mathias Burchardt!)... gli Helloween dei due "Keeper ..." sono qui... anche a livello di produzione è palese la ricerca del suono "alla Helloween". Ma la cosa non guasta, d'altronde Kay Hansen era uno di loro... semmai è da apprezzare il fatto che sappia sfornare ancora dell'ottimo heavy metal alla sua maniera.
Con "Heaven Can Wait" i ritmi si attenuano, ma la qualità rimane alta... il brano è ben costruito e, pur dando l'impressione di essere sempre alla ricerca del coro vincente, si nota anche una discreta ispirazione nella costruzione delle strofe (che a volta mancherà negli album successivi).
La seguente "Space Eater" è uno dei brani più belli della discografia dei Gamma Ray. Il brano inizia con un'andatura robotica; il basso di Uwe Wessel martella, la chitarra arrangia con accordi di sostegno... la differenza, a livello tecnico, la fa Schepeers che materializza nelle nostre teste più di una volta le sagome di Kiske e Halford senza apparire un misero clone, ma denotando grande padronanza del suo "strumento". Un grande brano di heavy metal, anche decisamente originale nel suo andamento...
"Money" invece fonde gli Helloween di "Keeper... 2" con una piccola parte dei Queen più orchestrali (che, a ben vedere, avevano influenzato anche le zucche di Germania...). Chi aveva apprezzato "Rise And Fall" o "Dr. Stein" troverà qui pane per i suoi denti.
La ballad operistica "The Silence" prende ancora dai Queen (ma fare rock con "certe" atmosfere senza essere influenzati dai Queen di, ad esempio, "A Night At The Opera" è difficile...) ma lo fa con intelligenza... l'inizio, con la solista in primo piano, è studiato e di ottimo gusto, così come i cori a più voci che si alternano nel corso della canzone. Per non parlare dei momenti pianistici (con tanto di delicati falsetti in primo piano) e degli strappi metal più tirati... insomma, si sente che a monte c'è un certo sforzo compositivo che ha dato i suoi frutti. La canzone, come il resto dell'album fin qui, è molto valida per chi ama questo genere di metal.
Peccato che l'altra metà del disco non sia su questi livelli. "Hold You Ground" è uno speed metal ben suonato e cantato, ma non è certo il brano di punta dell'album. Certo, si può anche concedere un momento di riflessione ad Hansen che fino a qui ha composto tutto l'album...
Che dire però di "Free Time", unico brano composto interamente dal Ralph Scheepers? Sicuramente il peggiore del disco, sia come musica che come testi. Sembra quasi che i nostri stiano suonando una cover di uno sconosciuto gruppo hard rock di una decina d'anni prima...
Passiamo alla title-track di quattordici minuti, che in piena tradizione Helloween va a chiudere il disco (che nella versione in CD aveva però una canzone in più). Il pezzo si apre con il coro e non posso fare a meno di canticchiare "Oh Oh people of the earth / Listen to the warning..." solo che quesi sono i versi di "The Prophets' Song" dei Queen (da "A Night At The Opera")!!! Il coro è praticamente un plagio, solo che è più epico, cantato a più voci... Peccato, perché il brano è veramente bello nel suo proseguo... bello l'incedere cadenzato con un velo di tastiere a rendere più arioso l'insieme... Scheepers canta da par suo e la sezione ritmica asseconda bene i riff di un Kay Hansen in piena forma compositiva... bellissima l'atmosfera creata dal break strumentale intorno ai tre minuti e mezzo... lunghi minuti scanditi dal soffice tocco delle bacchette sui piatti e da una chitarra pulita molto ispirata nei suoi fraseggi... le tastiere stendono un velo cangiante, e ogni tanto si lasciano andare con qualche effetto che poi scompare come per magia... il tutto dura quasi cinque minuti, poi c'è un crescendo e si ritorna al metal... ottimo metal, per inciso. Hansen può dare sfogo ai suoi istinti... d'altronde questa è la sua canzone e nessuno osa suggerirgli - per fortuna - di tagliare gli assoli. Verso i dodici minuti c'è uno stacco e si riparte con un riff a due corde alla Iron Maiden, che francamente poteva essere evitato... non aggiunge niente al pezzo... per fortuna viene ripreso un inciso epico molto bello, con tanto di oh oh che non sanno assolutamente di patetico. L'unico dubbio è questo: perché il coro è uguale a quello dei Queen? Per il resto il pezzo è bello, molto particolare ma bello...
Chiude la cover - inutile - di "Look At Yourself", fatta tra l'altro piuttosto bene. Inutile per me, che non capisco il senso di questo tipo di cover... Il brano è uno dei capisaldi dell'hard rock dei '70 e spero che dopo aver sentito questo rifacimento a qualcuno venga la voglia di andarsi a ricercare i primi album degli Uriah Heep perché sono veramente notevoli: le radici di gruppi come Iron Maiden e tanti altri risiedono anche nei solchi dei dischi di questa grande band inglese (che continua imperterrita a suonare e a sfornare CD ancora oggi!).
In definitiva è un disco veramente valido, che lascia più di un dubbio in alcune occasioni, ma che si dimostra decisamente riuscito. Non è il migliore della loro discografia, almeno secondo il mio parere, ma chi apprezza l'heavy metal classico alla tedesca - quindi con venature più speed rispetto ai gruppi inglesi di inizio anni '80 - non può fare a meno di questo disco. In definitiva è uno dei dischi metal più importanti degli anni '90, anche se qualitativamente è uscito di meglio.
(Linho - Agosto 2003)

Voto: 9