GALLILEOUS
Passio Et Mors... (Ristampa)

Etichetta: Redrum666 Records
Anno: 2008
Durata: 38 min
Genere: funeral doom metal


I polacchi Gallileous si sono sciolti nel 1995, dopo aver pubblicato solo due demo: "Doomsday" (1992) e "Passio Et Mors..." (1994). Formatosi nel 1990, il gruppo composto da Grzegorz (voce), Krzystof e Tomasz (chitarre), Mirek (batteria) e Karol (basso) non ha retto al passare del tempo, ed ha appeso la strumentazione al chiodo.
Recentemente però, la band si è riformata, ha firmato un contratto con la Redrum666 Records e, addirittura, ha già annunciato la prossima uscita del suo primo full-length: "Ego Sum Censore Deuum". La formazione è cambiata: al basso troviamo Cebull (già nei Sad Dark Day), ed alle chitarre Stona e Wino, ambedue provenienti dai Triglav ed il secondo dei quali si occupa anche della voce, assieme al batterista Mirek. Per breve tempo ha fatto parte del gruppo il pianista Daga, che però ora se n'è andato.
In attesa dell'album, la Redrum666 ha ristampato il demo "Passio Et Mors...". La copertina, molto ben fatta, è nera e semplice, col bel logo del gruppo al centro. Il libretto, di otto facciate, contiene i testi in latino: sono tratti dal Nuovo Testamento, e raccontano gli ultimi momenti della vita di Gesù. La formazione che ha inciso il disco, ovviamente, è quella originale, la prima incarnazione dei Gallileous.
"Montem Olivarum" narra di Gesù sul Monte degli Olivi, mentre prega e trema, in attesa dell'arrivo dei suoi carnefici. Dopo una breve introduzione costituita dai vocalizzi di un coro, i Gallileous entrano in scena col loro suono potente e pesantissimo. Il gutturale di Grzegorz è estremamente grave, e sembra provenire dall'oltretomba. Ad accompagnarlo, un gruppo compatto, deciso e depresso ai massimi livelli. Le due chitarre sono ribassate all'eccesso, e la sezione ritmica procede in modo severo ed implacabile, mantenendo una disciplina ferrea. E, ripeto, quello che colpisce è senza dubbio la pesantezza: imperturbabile, inumana, prosegue per la sua strada senza tentare di liberarsi della zavorra. Rabbia, grinta, tutti i sentimenti simili sono incatentati, e non rimane solo che piegarsi sotto il peso di tali gigantesche catene musicali.
Il ritorno del coro nella distanza, più i suoni superdistorti delle chitarre creano un'atmosfera straniante e spettrale.
"Tu Es Rex Judaeorum?" ritrae Gesù imprigionato, e portato davanti a Ponzio Pilato per subire il giudizio. E sebbene Pilato non trovi colpa in lui, è costretto ad ascoltare le richieste dei sacerdoti e del popolo, che lo vogliono crocifisso. Anche in questa occasione, il ritmo è veramente dilatato allo spasimo, con un riffing delle chitarre lento in modo distruttivo. Il ritmo poi si "vivacizza" un po', se questo termine può essere appropriato in tale frangente. Però la musica non si snatura: un doom metal funereo e soffocante, costituito da riff monolitici e da ritmi ostinati e schiacciasassi. Il lavoro delle chitarre è poderoso, nella sua oscurità. Sì, il suono è davvero oscuro, privo di luce... E, come nel brano precedente, anche in questo caso ci sono intermezzi nei quali la musica lascia spazio ad episodi ai limiti dell'ambient più malato: passaggi spettrali, sì, ribadisco questo termine.
"Passio..." narra l'episodio della crocefissione di Gesù, in mezzo ai due ladroni, con i centurioni che spartiscono i suoi averi ai dadi ed i soldati che lo scherniscono. Si tratta di una canzone leggermente più veloce delle precedenti, anche se il ritmo cambia spesso. Nella sua totale imperturbabilità, si avverte uno spirito eroico e drammatico, che dona agli episodi narrati nel testo una tensione palpabile. Oltre che una tristezza senza fine. Musica e parole in latino hanno un fascino severo, ieratico, come un affresco antico di una rappresentazione sacra. L'evocatività del doom fa piombare l'ascoltatore in un abisso di sofferenza, e comunica tutte le paure possibili ed immaginabili di un individuo che, per quanto divino, si trova a fronteggiare l'inevitabilità della morte, e le sue tenebre che tutto avvolgono.
"...Et Mors" segna gli ultimi momenti di Cristo, fino alla morte: il cielo che si oscura, il velo del tempio che si squarcia, le parole finali di Gesù e la sua morte. E basta. Niente resurrezione, niente vittoria sulla morte. Una morte definitiva, che porta via con sè speranze, profezie, fede e senso di rivalsa. Questa è la visione dei Gallileous, e la esprimono con una composizione funerea, dall'incedere pachidermico e dal solito riffing dilatato e potente. Per la prima volta in questo lavoro, si ascoltano anche arpeggi solitari, che comunicano ancora di più un senso di colpa, di pentimento, e di disillusione nei confronti di speranze prima credute solide. Esprime anche la paura schiacciante dei centurioni e dei sacredoti, di fronte alla natura che urla la sua rabbia per la morte del figlio di Dio. Ritorna il coro a chiudere il tutto.
Questa ristampa di "Passio Et Mors..." è preziosa, a mio avviso, perchè ripresenta al pubblico un gruppo talentuoso, che avrebbe rischiato di cadere nell'oblio, ingiustamente. Con appena due demo all'attivo, solo un'opera di archeologia musicale avrebbe potuto far ricordare questa band prematuramente scomparsa, praticamente agli inizi della sua carriera, e che probabilmente non ha avuto modo di esprimersi al massimo delle sue potenzialità. Ma ora i Gallileous si sono riformati, ed il loro passato viene riscoperto. Nello stesso tempo, il gruppo sta sfornando un nuovo album, frutto probabilmente di anni di ispirazione frustrata e di idee inespresse. Credo ci siano tutti i presupposti per aspettarsi un grande lavoro. Per ora comunque, godiamoci questa valida ristampa.
(Hellvis - Aprile 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Gallileous: juliuszmirek@op.pl
Sito Gallileous: http://www.myspace.com/gallileous

Sito Redrum666 Records: http://www.redrum666.risp.pl/