GALADRIEL
From Ashes And Dust

Etichetta: Metal Age Productions
Anno: 2002
Durata: 45 min
Genere: gothic/epic/dark


Dalla Slovacchia ecco i Galadriel. Questa band è nata nell'estate del 1995 da un'idea di Dodo Datel (basso e voce) e Voloda Zadrapa (chitarre). Dr. Victor, un batterista che già aveva suonato con loro in una precedente esperienza musicale di tipo heavy metal, si è unito ai due poco tempo dopo. Ispirandosi agli Amorphis, cercarono di sviluppare un genere di musica complessa, ricca di melodia e atmosfere. In realtà, il loro stile ha preso una piega differente quando, nel 1996, la cantante Sona "Witch" Kozakova mise le sue qualità vocali a disposizione dei Galadriel. Le loro prime registrazioni si spostarono su lidi più gotici. Da segnalare la presenza alle tastiere di Ivan "King" Kral dei Lunatic Gods. Grazie a questo materiale l'etichetta inglese Unknown Territory mise sotto contratto la band.
A metà del 1997 Voloda decise di lasciare la band per mancanza di motivazione. Il sostituto fu presto trovato in Tomax Gabris, all'epoca appena sedicenne. Alla fine del 1997 l'album di debutto "Empire Of Emptiness" era pronto.
Due anni dopo è il turno di "The Mirror Of Ages" e, nel 2001, i Galadriel tagliano il terzo traguardo con "Oblivion". Purtroppo, a causa di problemi sorti con l'etichetta, questo CD non fu praticamente pubblicizzato né la band ottenne alcun supporto. Pertanto, il rapporto quadriennale con l'Unknown Territory si ruppe in maniera drastica.
Passati sotto l'egida della Metal Age, nel 2002 i nostri pubblicano il loro quarto lavoro: "From Ashes And Dust". Questo CD è un lavoro professionale, ineccepibile dal punto di vista sia grafico che strumentale. Infatti i musicisti sono molto precisi e potenti. Il growling di Dodo è aggressivo o caldo a seconda delle situazioni e le vocals di Sona sono limpide. Però... ci manca qualcosa! Mi sembra che ai Galadriel manchi un briciolo di personalità. Tutti bravi, tutto bello ma niente che li metta al di sopra di tante band simili. Non è un giudizio negativo, sia ben chiaro. E' necessario però sottolineare che nella musica bisogna avere il coraggio di rischiare. I Galadriel sono ottimi interpreti di una musica poco personale. Essi calcano sentieri molto affollati, ormai. Fossero una band di debuttanti si potrebbe non sottolineare questo difetto, ma al quarto album bisogna pretendere di più.
Alcuni episodi sono interessanti, come la folkeggiante "A Horned Man" o la vigorosa opener "Thorns". Altri invece sono belli (non c'è una canzone scadente, per intenderci) ma poco appassionanti, tanto per dirne una, "The Rememberance". Le parti più convincenti si hanno quando la band osa spingere un po' sull'acceleratore e Dodo sbraita dietro ai microfoni. In questi casi il tutto si ravviva e anche l'attenzione si risveglia. Quando però alla voce passa Sona, che pure è una brava cantante, i Galadriel tendono a ricreare atmosfere sognanti che negli ultimi anni si sono un po' troppo inflazionate.
Non voglio comunque che si pensi che "From Ashes And Dust" sia un CD da buttare, anzi. E' ben fatto, in alcuni casi l'arrangiamento dei brani presenta strutture complesse di chiara derivazione heavy metal. Lo slancio epico in alcuni episodi è notevole. Se insisto sul fattore personalità è perché vedo bene che i Galadriel hanno potenziale. Come tecnica, l'ho già scritto, non hanno nulla da invidiare a nessuno. Per questo devono assolutamente trovare una formula espressiva più convincente e carismatica.
Molto apprezzabile è la cover dei Blind Guardian "The Bard's Song - The Hobbit" che conclude il CD. Un tributo alla band tedesca con cui i Galadriel - nomen omen - condividono a volte l'immaginario fantastico.
Da sottolineare anche la presenza del video della title-track "From Ashes And Dust", girato con gusto e tecnica.
(Hellvis - Luglio 2003)

Voto: 7


Contatti:
Mail: dodo_galadriel@hotmail.com
Sito internet: http://www.galadriel.sk/