GABRIELS
The Legend Of A Prince

Etichetta: autoprodotto / Extreme Agency
Anno: 2010
Durata: 57 min
Genere: power/prog metal sinfonico


Devo dire la verità, la prima cosa che ho fatto dopo aver ascoltato l'album di Gabriels è stato cercare di capire se avessi a che fare con un demo oppure con un album vero e proprio, perchè a conti fatti sapere questo avrebbe potuto modificare il mio giudizio. Il perchè del dubbio era molto semplice: sebbene la durata e il numero delle canzoni sia assolutamente quello di un full-length, la qualità delle registrazioni, la scelta dei suoni e la resa complessiva non lo è affatto. Gabriels, infatti, ha realizzato questo progetto praticamente da solo, con qualche piccola collaborazione esterna nelle voci. Il resto è tutto composto, suonato e registrato da lui. Questo musicista, poi, ha un curriculum di studi di tutto rispetto: conservatorio, studi di pianoforte con diversi maestri, laurea... Insomma, un orecchio allenato non poco. E allora perchè questo CD così incredibilmente plasticoso, tanto da lasciare il dubbio che la maggior parte degli strumenti siano dei semplici campionamenti? Ok, le tastiere sono tutte suonate da Gabriels, ci mancherebbe, ma il tutto è appena accettabile se si tratta di provini per un album ancora da registrare. Al che mi sono chiesto se, appunto, non si trattasse di un demo registrato con mezzi casalinghi a titolo dimostrativo per poi sviluppare un discorso successivo magari con un contratto discografico siglato: invece scopro che l'album è regolarmente in vendita su diversi circuiti digitali, da iTunes ad Amazon, passando per Believe e molti altri. Allora mi spiace, ma non ci siamo.
Comunque accantoniamo la questione dei suoni e concentriamoci invece sul resto. "The Legend Of A Prince", sostanzialmente è un concept album dedicato al videogioco "Prince Of Persia" che, dal leggendario omino pixelloso che saltava qua e là (quante ore ci ho perso su quel gioco!), fino al recentissimo blockbuster hollywoodiano, ha riscosso grande favore di pubblico fin dal 1989. Musicalmente si tratta di un'opera pomposa, giustamente infarcita di tastiere e melodie mediorientali, che narra la storia attraverso diverse voci (il principe, Jafar, la principessa). Si tratta, quindi di metal sinfonico declinato ora in pieno stile neoclassico, ora con accenni prog, soprattutto in fase solista.
Vi chiederete, quindi, se almeno musicalmente l'opera mostra tutte le sue carte, nonostante i suoni orribili: purtroppo anche cercando di soprassedere su questo aspetto, anche la musica pur con qualche buono spunto, finisce spesso in momenti di banalità sconcertante, che soffocano le idee migliori. Prendiamo per esempio l'iniziale "Prince Of Persia Act 1": l'atmosfera orientale è quella giusta, ma gli arrangiamenti sono piuttosto scontati, così come l'assolo di tastiera, uguale a mille altri dagli Stratovarius ai Dream Theater. E che dire poi dell'agghiacciante voce contraffatta di Jafar? Una cosa imbarazzante.
Funziona meglio la successiva "Time Is Come" (sic), che mostra una buona interpretazione vocale da parte di Gabriels, che ha un buon piglio drammatico da musical, tant'è vero che il musicista si cimenta anche nel ruolo di Gesù in un allestimento del celebre "Jesus Christ Superstar" e in quello di Gringoire nel "Gobbo di Notre Dame" di Cocciante.
Continuiamo una breve panoramica dell'album, che passa da buoni momenti strumentali come "Jafar's Dungeon Act 1" che non può non far tornare alla mente la scuola di Blackmore in "The Gates Of Babylon" dei Rainbow, seppure con le dovute proporzioni; ad altri decisamente meno riusciti come l'atto secondo, che scivola ancora pesantemente con il cantato (cantato?) di Jafar e sulle orchestrazioni davvero troppo ampollose, difetto che penalizza anche "Prince Of Persia Act 2", che oltretutto non viene supportata nemmeno da un apparato strumentale adeguato, con una batteria che funge appena da metronomo e dei riff assolutamente banali di chitarra. Meglio la melodrammatica ballatona "My Shana", che vede ancora fare capolino il tipico stile da musical, ma da qui in avanti non trovo proprio nient'altro degno di nota, anzi dilungarsi su composizioni di qualità molto discutibile come "Sinner" sarebbe solo deleterio per l'autore. Quindi mi fermo qui e ripeto il mio disappunto di fronte ad un'opera a mio parere raffazzonata nei suoni e ancora un po' troppo amatoriale a livello compositivo. Probabilmente Gabriels ha fatto il classico passo più lungo della gamba e spero che possa aggiustare il tiro nel nuovo concept in preparazione sull'11 Settembre. Per quanto riguarda "The Legend Of A Prince", fosse stato un demo saremmo arrivati alla sufficienza, così invece proprio no.
(Danny Boodman - Luglio 2010)

Voto: 5


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