FURY
Slavekind
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 33 min
Genere: Thrash Metal
Decisi e incazzati, dall'assolata Australia ecco i Fury! Creatura dei chitarristi Ricky Boon e Darren McLennan, questa band sembra destinata ad un futuro radioso!
Il loro esordio risale al 1997 con l'album omonimo. All'epoca il cantante Michael O'Neill era già in formazione, mentre il bassista Steven Comacchio si è aggregato poco dopo.
Nel 2000 è la volta del MCD "Stigmatised", un piccolo successo underground che ha permesso ai Fury di farsi conoscere anche fuori dall'Australia.
"Slavekind" è il nuovo sforzo dei Fury. Non è un capolavoro ma è sicuramente un'uscita felice. Interpreti di un thrash sudato ed onesto, a parer mio dal vivo danno il loro meglio. Scrivo questo perché la loro musica è estremamente trascinante!
In "Slavekind" la formazione è completata da Derek Beauchamp alla batteria. Questo musicista, abbastanza conosciuto nell'underground australiano, collabora con la band dai tempi di "Stigmatised". Rimane però un session-man, infatti il suo nome non figura mai nella line-up del gruppo.
La traccia di apertura si intitola "Shapes Of Three", uno dei brani migliori del CD. Ottimo esempio di thrash, ha i suoi punti di forza nella prova del cantante e nel lavoro delle asce. Michael O'Neill si dimostra piuttosto duttile: passa dallo "shouting" incazzato (l'impressione è che abbia eletto Phil Anselmo a suo nume tutelare) al cantato pulito con scioltezza.
Anche la title-track gode degli stessi pregi. In questo caso però l'incedere è più pesante rispetto alla traccia di apertura. "Slavekind" è un brano spiccatamente death/thrash, dotato di un ritornello melodico. Queste brevi concessioni alla melodia non diminuiscono la violenza dell'assalto sonoro. Notevoli i cambi di tempo nel passaggio centrale.
In tutta onestà c'è una cosa da aggiungere. Queste due canzoni sono le uniche due così spiccatamente melodiche. Nel resto dell'album O'Neill si limita a strillare incazzato. Penso però che i Fury decideranno in futuro di inserire più ritornelli melodici, perché sarebbe un peccato non sfruttare tutte le potenzialità del cantante.
Il CD prosegue con "One Thousand Pasts". Un brano martellante e inquietante. Il ritornello è possente, di pochi accordi ma di grande intensità.
I Fury tirano fuori le armi d'assalto per "Forsaken". Thrash da guerra, aggressivo allo spasimo. Le vocals sono di derivazione hardcore, gli assoli sono virtuosi e tonali. Brano composto con perizia e talento, esattamente come i precedenti.
"Denying Fear" è una grande canzone. Nonostante la complessità di alcune figure ritmiche, i molteplici cambi di tempo e l'inserimento di elementi melodici in un contesto a-melodico, i Fury riescono a non perdere mai il proprio impatto. Le chitarre fanno un grande lavoro, regalando all'ascoltatore una buona manciata di riff memorabili. Dopo un solo ascolto mi sono ritrovato a canticchiarne il ritornello: fate voi!!
"The Serpent's Kiss" si apre con un dialogo serrato tra strumenti a corda e batteria. Un botta e risposta tecnico ed entusiasmante che culmina in un brano spaccaossa. Veloce e incisivo. Il bagaglio tecnico dei musicisti non è indifferente, visti gli innumerevoli cambi di tempo e di riff. Il tutto senza dimenticare quella musica diretta che ha fatto del thrash uno dei generi metal più amati! La stessa figura ritmica iniziale viene ripetuta a metà, anche se questa volta i musicisti suonano all'unisono (grancassa a parte).
Tesa e brutale, "Lies" nasconde una lievissimo accenno melodico sotto ettolitri di sangue! E' un brano veramente incazzato. La band dimostra grande affiatamento e una forte intesa.
"Of This Insanity" chiude l'album in maniera più che degna. Che attacco, ragazzi! Vivace ed ossessivo al punto giusto, nonostante non sia velocissimo, questa canzone riesce a farvi scuotere il capoccione anche se non ne avete voglia. Vi confesso che è stato duro per me scrivere la recensione col culo piantato sulla sedia. Viene voglia di alzarsi e gettarsi in un pogo appassionato, eheh!
Qui si chiude l'album. La versione che ho ricevuto contiene due bonus-track: "Transcendence" e "Shadows At Your Back". Il primo è uno strumentale ipnotico, molto lento. Struggente nel suo incedere, porta alla mente gli antichi adagi barocchi. Il secondo brano è di tutt'altra pasta: urla furiose su riff assassini.
Che cosa si può aggiungere? Considerate le qualità della band, una volta trovato un batterista stabile non potranno che migliorare. Tenuto conto, inoltre, che le qualità tecniche sono notevoli, sono sicuro che il futuro sarà dalla loro parte.
P.S. Visitate il loro sito internet per ulteriori notizie, per il merchandise e per scaricare i loro mp3.
(Hellvis - Marzo 2003)
Voto: 8
Contatti:
Mail: furymail@senet.com.au
Sito internet: http://fury.musicpage.com/