FUNERAL WINDS + ABIGAIL
Screaming For Grace / Abigail
(Split)
Etichetta: Warmaster Records
Anno: 1995
Durata: 43 min
Genere Funeral Winds: black metal
Genere Abigail: black/thrash metal
Per chi scrive, questo split tra gli olandesi Funeral Winds e i
giapponesi Abigail è senz'altro uno dei migliori che si possono trovare
in circolazione: era il 1995, le band erano ancora ai primi passi,
quando la Warmaster Records, l'etichetta gestita da Bull Metal, il
defunto batterista dei colombiani Masacre, li riunì in un'unica,
straordinaria uscita.
Cominciamo quindi con la presentazione di queste due orde: i
Funeral Winds sono uno dei gruppi storici della scena olandese,
esistono dal 1991, sono ancora attivi e annoverano una discografia
composta da tre full-length e una decina tra split, EP, e demo; il loro
è un black metal dalle fortissime tinte old-school, ispirato in modo
palese dai mostri sonori degli anni ottanta, Hellhammer in testa.
Dell'attuale line-up l'unico ad aver preso parte a questa uscita è
Hellchrist Xul, chitarrista, che ora si occupa anche delle vocals: gli
altri membri, ora attivi in altri progetti, erano il bassista Isinah
Xul, il cantante Gorgoroth e il batterista Esteban. Il loro lato,
intitolato "Screaming For Grace", è qualitativamente comparabile alle
uscite dei primi anni novanta, quando anche le produzioni di seconda
fascia avevano quell'aura magica che ora è andata persa: black metal
d'assalto dove la lezione del "Martello Dell'Inferno" viene riproposta
in un'ottica più feroce e demoniaca, con l'inumano Gorgoroth che, da
fiera belva, si divincola in un marasma di riff Warrior-iani e sulfurei
come pochi; il primo pezzo è intitolato "Twilight Shine Upon My Crypt",
che qui viene accorpato con le successive "The Fiery Winds Of Our
Revenge" e "Resurrection Of The Five Winds" in un'unica canzone della
durata di più di undici minuti: nonostante questo, tra sfuriate
bestiali, interludi da sabba delle streghe e break diabolici, vi
assicuro che nonostante il minutaggio questo pezzo difficilmente
riuscirà a far calare la vostra attenzione. La voce di Gorgoroth poi è
quanto di più disumano mi sia mai capitato di sentire, penso di poter
dire che in queste tre canzoni sia racchiusa una delle voci più
bestiali della storia del black, violenta, terrificante, luciferina.
Buona anche la prova dei strumentisti, che offrono un'esecuzione
sicuramente all'altezza. La successiva traccia è la terremotante
title-track, tiratissima e spietata, ancora più retrò della precedente,
una manna per tutti gli amanti delle sonorità più datate, mentre
l'ultimo pezzo offerto dagli olandesi, "Liar Of Golgotha", è più
atmosferico e cadenzato, ma forse anche meno convincente dei
precedenti. Il lato della band capitanata da Hellchrist Xul finisce
qua: resta comunque la convinzione che i Funeral Winds abbiano scritto
con questo split una delle loro pagine più gloriose, in virtù di pezzi
decisamente ispirati e che possono sicuramente competere con qualsiasi
produzione proveniente dalla vicina Scandinavia.
Passiamo ora agli arcinoti Abigail, progetto giapponese fondato da
Yasuyuki Suzuki che ora può vantare una discografia sterminata ma che
all'epoca di questo split arrivava da due soli demo e un EP,
"Descending From A Blackened Sky", del '93. L'approccio alla materia
black di questi musicisti dal Sol Levante è senz'altro meno
tradizionale rispetto a quella dei compagni di pubblicazione: se avete
ancora qualche dubbio ascoltatevi la celeberrima "Attack With Spell",
pezzo dal tiro mostruoso, quasi rockeggiante, ma eseguita con la
"delicatezza" propria di un hooligan ubriaco; la voce di Yasuyuki in
questa release è molto più gracchiante rispetto al tono raschia gola
esibito nelle produzioni più recenti; la registrazione è ariosa e
riverberata, molto azzeccata, soprattutto per questo tipo di sonorità.
La successiva "Dead God - King Of Kemeth" sposta il tiro verso lidi più
thrash, ne consegue che anche la velocità d'esecuzione acceleri
notevolmente, anche se solo in alcune parti, alle quali si alternano
dei rallentamenti assassini veramente scavezza-collo. Molto
punkeggiante e più scanzonata, ma non meno letale, è la terza traccia,
"The Crown Bearer", con tanto di brevi accelerazioni improvvise da
infarto, sonorità queste che faranno la fortuna futura degli Abigail,
consegnandoli ai giorni nostri allo status di band di culto
dell'underground black/thrash. "We Shall Not Await The Dawn" tradisce
le origini orientali dei componenti, visto che, tra il batterista che
mena fendenti come un dannato e le chitarre che sembrano suonate con un
trapano, parte ad un certo punto una voce epica da samurai, che
interverrà puntualmente fino alla fine del pezzo; comunque, se questa
canzone non bastasse a farvi capire la provenienza di questo gruppo
auto definitosi come "the most evil band in japan", allora beccatevi la
strumentale "Darkness Steal" e il suo motivetto orientaleggiante,
atmosfere perfette per gustarsi un buon sakè caldo sotto la luna piena.
Gli Abigail, dunque, pur avendo una visione sicuramente diversa del
genere rispetto ai colleghi olandesi, completano alla grande lo split
con cinque pezzi grezzissimi, che dimostrano che alla fin fine true
black metal i giapponesi non lo sono mai stati, ma hanno sempre avuto
nel proprio DNA, quando più o quando meno, una letale dose di sonorità
dinamitarde legate indissolubilmente alla vecchia scuola estrema.
Per chiudere, penso di non potervi dire niente se non di
procurarvi questa uscita, a mio avviso uno dei migliori split mai
immessi sul mercato, creato da due band killer che, seppur con stili e
filosofie diverse, hanno dato vita ad un ibrido potenzialmente letale
per le vostre orecchie: consigliatissimo.
(Ranstrom Gail - Ottobre 2009)
Voto Funeral Winds: 7.5
Voto Abigail: 7.5
Contatti:
Mail Funeral Winds: hxul@hotmail.com
Sito Funeral Winds: http://funeralwinds.necromanteion.net/
Sito Abigail: http://www.myspace.com/666abigail