FROST
Extreme Loneliness - Fragments

Etichetta: Paragon Records
Anno: 2005
Durata: 64 min
Genere: black metal sinfonico


I Frost sono una band ungherese che ha mosso i primi passi nel 1996. Saltati in extremis nel gran carrozzone del black metal sinfonico, che proprio in quel periodo era al vertice del proprio successo commerciale, i Frost hanno provato a ritagliarsi uno spazio nel panorama internazionale. Sarà per la loro provenienza geografica, sarà per il fatto che in quegli anni il black sinfonico tirava, il gruppo ha guadagnato uno status di culto. La loro discografia è abbastanza sostanziosa. Dopo tre demo ("Inno A Satana" - 1996, "Storm Above The Carpathians" - 1997 e "Under The Hungarian Black Moon" - 1998), i Frost sono approdati al debutto ufficiale nel 1999 con il MCD "Songs Of The Ancient Gods". Successivamente, dopo il demo "Ritual Forcast" (2000), è stata la volta del full-length "Extreme Loneliness - Fragments" (2001). La penultima uscita è nuovamente un demo, datato 2004, dal titolo "Voices From Beyond The Gates".
L'etichetta americana Paragon Records ripropone ora il loro full-length "Extreme Loneliness - Fragments", arricchito però di cinque tracce bonus: quattro provenienti da "Songs Of The Ancient Gods" e "Voices From Beyond The Gates", e la cover di "Elizabeth Bathory" dei Tormentor.
Il black metal sinfonico dei Frost trae ispirazione dai grandi gruppi norvegesi di inizio anni '90, in particolare i primi Emperor, Dimmu Borgir e Gehenna. A differenza di questi gruppi però, gli ungheresi contrappongono un suono che punta principalmente sull'impatto delle chitarre, e relega la tastiera a mero orpello atmosferico. Dette atmosfere non sono mai maestose, ma quasi sempre malinconiche e gelide. L'esecuzione, almeno per quanto riguarda le prime nove tracce, è precisa. D'altro canto la struttura ed il riffing dei brani non sono mai troppo complessi. Anzi, nonostante la semplicità sia un elemento tradizionale del black, nel caso dei Frost un po' di difficoltà in più non avrebbe guastato. Ad un ascolto approfondito, infatti, "Extreme Loneliness - Fragments" riserva ben poche sorprese. La canzoni sono tutte piuttosto prevedibili, giocate su successioni armoniche e soluzioni d'arrangiamento trite e ritrite. Dovendo citare le tracce "migliori" (tra virgolette, perché la qualità dei brani è piuttosto costante), segnalo "The Curse", "Awaken" e "Storm Above The Carpathians".
Ci sono poi le bonus-track. La qualità di registrazione è più scarsa rispetto a quella dell'album. Non saprei dire quali fra queste canzoni facciano parte dell'EP e quali del demo: nel sito della band questo non è riportato, ed io sono in possesso solo del CD ma non della copertina. Si tratta comunque di canzoni senza infamia e senza lode, tra le quali spicca "In Front Of Armies". Come per l'album, anche in questo caso le composizioni sono abbastanza prevedibili. In alcuni casi i Frost ci illudono con una manciata di riff buoni, per poi cadere nelle solite banalità.
La cover dei Tormentor è stata tratta da un album tributo pubblicato dalla Osiris Productions. Una buona prova che non si discosta eccessivamente dall'originale.
Che dire in conclusione? Beh, con tutta la buona volontà, questa ristampa della Paragon Records non è un'uscita imperdibile. Non che sia un brutto disco: potrebbe appagare i nostalgici del black sinfonico degli anni '90 (a patto che apprezzino la grinta esecutiva). Però i Frost non sono un gruppo eccezionale e, se in Ungheria "Extreme Loneliness - Fragments" viene considerato un classico (almeno, a quanto afferma il foglietto promozionale), il suo valore è sminuito dal confronto con la scena internazionale.
(Hellvis - Luglio 2005)

Voto: 7


Contatti:
Mail Frost: frostland@freemail.hu
Sito Frost: http://frostland.uw.hu/

Sito Paragon Records: http://www.paragonrecords.net/