FRONT BEAST / MEPHISTO (ITA)
In League With Evil Metal

Etichetta: Iron Tyrant
Anno: 2004
Durata: 41 min
Genere Front Beast: black metal
Genere Mephisto (ITA): black/thrash metal


La fascia di pubblico alla quale è destinata questa uscita mi sembra abbastanza ovvia: a partire dal titolo (un chiaro omaggio a "In League With Satan" dei Venom), passando per la copertina infarcita di rimandi al gore più sataneggiante e finendo con i titoli delle canzoni, mi sembra che tutto dia ragione alle mie prime impressioni. Cominciamo quindi a parlare delle due orde che hanno dato vita a questo split CD, limitato tra l'altro a mille copie: i Front Beast sono nientemeno che uno dei mille side-projects (undici per la precisione) che vedono coinvolto il tedesco Evil Avenger, noto ai più per il suo ruolo di chitarrista nei thrasher Nocturnal, che in questo progetto ricopre il ruolo di tuttofare, in quanto si tratta di una one-man band; nonostante il moniker richiami le primissime produzioni dei ben più gloriosi connazionali Destruction, non si può certo dire che stilisticamente le due band si somiglino, in quanto il genere proposto dai Front Beast non è il thrash grezzo del combo di Schmier bensì un black minimalista molto burzumiano. Con questo progetto non si può certo dire che sia rimasto con le mani in mano: dal '99, anno di fondazione, le uscite si contano a decine, tra demo, split e un unico full-length ("Black Spell Of The damned", del 2006), anche se è doveroso precisare che molte uscite sono composte dalle stesse canzoni, magari con l'aggiunta di qualche traccia bonus qua è là; il materiale ivi contenuto, infatti, proviene dal demo "Walpurgisnacht", ad eccezione di un pezzo che non è stato inserito nello split. A dare inizio alle ostilità ci pensa la traccia che diede il titolo al succitato demo, "Walpurgisnacht", appunto, e qui vengono i dolori: lo stile su cui è improntato questo pezzo è in tutto e per tutto assimilabile al cosiddetto "depressive BM", quindi batteria in mid-tempo perenne, riff di chitarra dilatati e ripetitivi, con l'aggiunta delle tipiche voci straziate. Mettiamola così: in questo campo c'è sicuramente chi ha prodotto cose migliori, ma se pensate che l'ispirazione sia l'unica cosa di cui difetti il progetto di Evil Avenger, vi sbagliate di grosso. Questa canzone sembra veramente scritta da un manipolo di quindicenni alle prime armi: la struttura è poverissima e ripetuta fino allo stremo, chitarra e batteria vanno ognuna per i cazzi suoi, la voce ad un certo punto sparisce (direi quasi per fortuna, è orripilante!), non si può neanche parlare di qualità del riffing perché il livello che si raggiunge rasenta il ridicolo; sembra che il chitarrista dei Nocturnal abbia inciso questi pezzi per sputtanarsi, perché anche un babbeo capirebbe che pubblicando questo materiale l'unico risultato raggiungibile è la totale rovina della propria reputazione artistica, se di ciò si può ancora parlare. La traccia successiva, tale "Into The Crypts", è un up-tempo senza capo né coda che finisce ancora prima che voi riusciate a capire che minchia stia combinando: l'unico picco viene raggiunto, guarda caso, dalla cover di "Ea, Lord Of The Depths" di Burzum, dove, nonostante persistano sia la registrazione da cantina che la tecnica dozzinale, si riesce perlomeno a ridestare un po' l'attenzione. Passiamo quindi ai napoletani Mephisto, combo che a quanto pare è molto osannato all'estero, ma non datemi dello stronzo se mi chiedo il perché: di progetti nati per omaggiare la vecchia scuola estrema (Bathory, Venom, Sodom, i soliti, insomma) negli ultimi anni ne sono nati a bizzeffe, e i Mephisto, attivi dal 2003, non brillano certo per chissà quale talento. Affetti anche loro dalla mania di inserire ogni pezzo in almeno tre uscite, aprono la loro parte con "Bitch Of Satan", pezzo discreto ma che sa di brodo riscaldato già troppe volte per invogliare ad assaggiarne una cucchiaiata. Se poi devo dirla tutta, la batteria non mi piace neanche un po', non tanto per le scelte stilistiche, comunque scontate, quanto per la ferocia d'esecuzione, praticamente nulla, una prestazione moscia ai limiti della sonnolenza. Unico pezzo che emerge da lotto è "Possessed By Evil Metal", dotata di un refrain molto accattivante, che sarebbe ancora più godibile se il cantante evitasse di scimmiottare Fenriz e il suo tono da ubriacone; non male neanche "Fullmoon Damnation", canzone che unisce parti più tirate ad altre più atmosferiche. Tutto sommato, comunque, la band si destreggia abbastanza dignitosamente, convincendo di più nelle parti più thrash, come in "Chainsaw Holocausto", mentre una nota di merito va agli assoli di chitarra, sempre ispirati e funzionali.
In chiusura, penso di non poter certo definire questo split un'uscita esaltante da far vostra a tutti i costi, ma più come un disco consigliato ai completisti, nonché ovviamente ai fan delle band in questione, che potranno "gustarsi" una discreta ma non certo grandiosa prova dei Mephisto, mentre per i Front Beast riservo il giudizio espresso da Fantozzi per la "Corazzata Potemkin". Aridatece i Venom!
(Ranstrom Gail - Ottobre 2009)

Voto Front Beast: 3
Voto Mephisto (ITA): 6



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