FROM THE SHORES
Until My Last Breath
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 18 min
Genere: death metal melodico/metalcore
I From The Shores provengono dal Veneto, dalla provincia di Venezia
precisamente. Il moniker From The Shores risale soltanto al 2008. In
precedenza, il gruppo si chiamava Firstdate, e con questo nome ha
pubblicato due demo, il demo 2005 e "From The Ashes" del 2006, ed ha
partecipato ad un buon numero di concerti.
La formazione dei From The Shores consiste in Theo al basso, Luca
alla voce, Paolo e Leonardo alle chitarre, ed Andrea alla batteria.
Luca e Paolo hanno suonato in precedenza negli A Foot In The Grave,
mentre Leonardo ed Andrea hanno fatto parte degli Arkham Asylum.
"Until My Last Breath" è un MCD corredato da una copertina
monocromatica, di un blu molto intenso ed oscuro. La pecca dell'artwork
è data dal poco contrasto tra le scritte, le immagini e lo sfondo. Il
libretto di due pagine è leggibile solo con grande difficoltà. Insomma,
nonostante la bella copertina che ritrae due profili con lo spazio
sullo sfondo, l'artwork risulta poco chiaro.
"Until My Last Breath" è stato registrato agli Hate Studios, nel marzo del 2008.
Il disco parte con "The Dawn At Sunset". Il suono di un pianoforte,
sostenuto dalle lunghe note degli archi: ecco cos'è nella sostanza
questa introduzione. Il preludio sfocia in breve in "Fury Of The
Embers". E' evidente sin dall'inizio l'ottima qualità di registrazione,
la pesantezza del suono, e l'abilità vocale di Theo. Il cantante
alterna un gutturale molto profondo ad urla devastanti, dimostrando un
eclettismo notevole. Buono il lavoro delle chitarre, che nei momenti
melodici mettono in evidenza il loro debito con la tradizione del death
metal melodico. La ritmica è molto puntuale e trascinante, e dona al
tutto un dinamismo davvero elevato. Al tempo stesso, il quintetto si
dimostra piuttosto creativo, e mescola nel suo stile le influenze più
varie. Un passaggio in blastbeat, con tanto di tastiera, porta in sè
reminiscenze black; il passaggio dell'assolo di chitarra, invece,
sostenuto da un ritmo più lento, è quasi epico. Comunque sia, "Fury Of
The Embers" è una canzone valida, capace di prendere al primo ascolto.
"Serve The Flesh For Dessert" offre molti passaggi decisamente
aggressivi, e ribadiscono la fantasia compositiva dei nostri. Il
dinamismo ritmico, ad esempio, è notevole: i From The Shores possono
passare con naturalezza da ritmi vorticosi a passaggi più moderati, ma
carichi di groove. La tecnica dei musicisti è fuori discussione: in
effetti, il genere stesso richiede una certa preparazione. La
creatività e l'abilità esecutiva sono i fiori agli occhiello del
quintetto; un'adesione eccessiva ai clichè del genere, dal punto di
vista melodico, è invece il suo difetto maggiore. Il difetto tipico di
tutta una generazione di musicisti. Non riesco proprio a capire perchè,
nel momento in cui si voglia suonare del death metal melodico o del
metalcore, si debbano utilizzare sovente le medesime successioni
armoniche. La cosa alla lunga risulta stancante ed esasperante. Nota di
merito, comunque, per il finale soft.
"I Have Never Been Hurt By Luxury" non cambia di molto le carte in
tavolta, nel bene e nel male. Vengono accostate ottime idee ad altre
più scontate, e passaggi pesanti come macigni a spunti melodici ricchi
di verve. Una canzone comunque priva di grandi sorprese.
Molto meglio la conclusiva "As The Firmament Ratifies The End", se
non altro perchè è in possesso di una serie di riff d'apertura davvero
belli, e per quei suoi richiami al black che, se non altro, rendono più
varia la ricetta. Ma è comunque il death il genere principale,
ovviamente. E, credetemi, alle volte i From The Shores riescono ad
essere davvero convincenti nei passaggi più lenti e doomeggianti,
perchè la pesantezza evocata è davvero pazzesca. Attorno ai tre minuti
e mezzo di durata, ecco partire una sezione più morbida,
contraddistinta da un assolo melodico e ben realizzato della chitarra.
"As The Firmaiment Ratifies The End" è una delle canzoni più evocative
del lotto.
"Until My Last Breath" è, a parer mio, un buon biglietto da visita
per questi veneti. E' evidente l'amore del gruppo nei confronti di
certe sonorità (nel foglietto informativo, loro stessi citano The Black
Dahlia Murder, At The Gates, Job For A Cowboy e Ad Blood Runs Black),
ma anche l'intenzione di travalicare i generi e di proporre qualcosa di
personale. Per ora, la cosa è riuscita soltanto a metà, ma non per
demeriti loro, quanto piuttosto per l'utilizzo di quegli stilemi che
stanno rendendo il death metal melodico/metalcore sempre più omogeneo e
scontato. Io credo che i From The Shores abbiano un grande potenziale,
e sono sicuro che in futuro ci sorprenderanno con dei cambiamenti
notevoli, in meglio ovviamente.
Per ora, comunque, ribadisco che "Until My Last Breath" sia un MCD valido, che non deluderà gli eventuali acquirenti.
(Hellvis - Aprile 2009)
Voto: 7
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