FREUND HEIN
Chaos Immanent
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 31 min
Genere: speed/thrash schizzato e progressivo
Nati come Craving For Valusia nel 1994, tre anni dopo i musicisti hanno
esordito con l'EP omonimo. Dopo aver cambiato il proprio nome in Freund
Hein, la band ha pubblicato nel 2000 sia la videocassetta "Bone Video"
che il demo "Bonetrax". Gli anni successivi è poi stata la volta degli
EP "Subversive Revolution" e "Coincidentia Oppositorum",
rispettiviamente del 2001 e del 2002. E finalmente, nel 2006, ecco il
tanto atteso full-length: "Chaos Immanent".
Molto bello l'artwork del libretto e della copertina, in bianco e
nero. Disegnato con una buona mano fumettistica (da Kristof Kepler),
dalla copertina che mostra i musicisti in fasce accompagnati in
carrozzina dalla morte, alle varie pagine del libretto che vedono i
nostri suonare sul palco da giovanissimi ad anzianissimi, con la morte
tra il pubblico, è tutto un tripudio di bei disegni e di sintomi di una
personalità unica. Se già la parte grafica è così particolare, chissà
come sarà la musica!
La fo rmazione vede Gorepheus Bloodimir Grindpa Heartbreaker Jesus
Wurschtl Christ (pseudo) Beatnik Hein a.k.a. Schemichelkonig alla voce,
Primarius Grillhacker al basso, The Man Who Wasn't There Before (Glaso)
alla chitarra, Hombre "The Bulgarian" Destructore alla tastiera e The
Notorious Penta-Peil alla batteria.
"White Dictator", con il suo attacco schizofrenico, ci introduce
nella dimensione tutta particolare dei Freund Hein. L'urlo distorto del
cantante scandisce parole cariche di minaccia, in riferimento
all'avvento di un "dittatore bianco". Le radici progressive sono
evidentissime nella ritmica tutta spezzettata, serrata della prima
parte; ma anche nei passaggi di tastiere della seconda, nel quale il
cantante si lancia in vocalizzi puliti. Dopo una breve sezione più
lenta, vi è una ripresa del tema iniziale. Passando sopra a tutte le
bizzarrie compositive, questa canzone ha un'anima thrash/speed. Da
essa, si dipartono tutte le variazioni e gli slanci creativi.
"Truth And Other Lies", dal titolo molto ironico, ha un testo che
spazia dal greco antico, al latino, all'inglese, al tedesco. Insomma,
uno sfoggio di cultura un po' sopra le righe, assolutamente non
giustificato. In questo brano, il ritmo è decisamente più lento
rispetto all'opener, ma il nervosismo insito in esso non è da meno.
Anche in questo caso sono ravvisabili le medesime radici musicali. Se
al primo ascolto colpiscono l'impatto e la bravura tecnica del gruppo,
ad ascolti più approfonditi si rimane meravigliati dalla creatività
della batteria, che non si limita mai a svolgere il compitino, oppure
dalla puntualità e dal garbo della tastiera mai invadente.
Più ambiziosa è "Trilogy": in essa il riffing raggiunge vertici di
complessità elevatissimi. Il modo di cantare del cantante ricorda molto
quello di Mike Patton, periodo Mr. Bungle. Ecco, il paragone di questo
progetto con i Freund Hein dovrebbe darvi un'idea della schizofrenia
totale di questa musica. In effetti, gli elementi thrash/speed sembrano
meno presenti, in questa canzone. In compenso, la voce si esibisce in
maniera teatrale, creando melodie belle e pacchiane.
Il medesimo senso di malattia mentale pervade anche la successiva
"Sorry I Forgot To Pray Today". La traccia è strutturata sulla
falsariga della precedente, pur con tutta una serie di varianti. La
struttura arzigogolata e ultracomplessa resta invariata, pur resa agile
da un senso di goliardia irrefrenabile che la rende più digeribile.
Davvero bravi nell'esecuzione, i musicisti ci mettono anche anima. La
resa sonora, ottenuta grazie al lavoro del Concrete Studio e del
Massive Mastering, è perfetta. Ecco quindi che l'ascoltatore può godere
di tutti i particolari di un arrangiamento forbito, eccessivo, ma
soprattutto malsano.
"Junk?" trova i suoi motivi di meraviglia nel bell'alternarsi di
silenzi ed esplosioni di violenza attorno al minuto e mezzo, e
all'aggressività insita nel suo intestardirsi ritmico. Forse, nel suo
complesso, la canzone è meno convincente delle altre forse perchè più
sconclusionata. Mi piace poco il finale, che sembra lasciato in
sospeso. E comunque tutta la sua struttura è un po' forzata.
"In Den Letzten Zugen Liegt Die Menscheit" ci riporta sui
territori delle prime canzoni, quelli forse più consoni al gruppo.
Anche perchè, durante queste esplosioni di techno-thrash schizoide,
riescono ad avere un suono personale. Negli altri casi, pur con tutta
l'ammirazione, sono ravvisabili alcune influenze. Bello l'utilizzo del
hammond, che fa molto Dog Fashion Disco. Da sottolineare comunque
l'impegno di tutti i musicisti per creare qualcosa personale, di nuovo,
di sorprendente. E difatti è la sorpresa lo scopo finale di questa
musica, a parer mio. C'è un'estetica del meraviglioso che fa molto
barocco e, in tal senso, i Freund Hein possono considerarsi barocchi,
anzi, rococò! Molto potenti e bravi.
"Der Tod Lasst Sich Nicht Berechnen" mi prende alla sprovvista,
perchè ho già utilizzato troppe parole per descrivere la follia dei
Freund Hein. Ma questi continuano ad inventare! Beh, a rischio di
ripetermi, non posso non citare la complessità ritmica, i riff mai
uguali a sè stessi, l'imprevedibilità del cantante che comunque
mantiene un suo stile peculiare. Non posso che suggerirvi di visitare
il sito MySpace del gruppo per avere un contatto diretto con la loro
musica!
"Antropomorphen Gestirns Vergang" sembra in possesso di una
ritmica un po' meno veloce, ma comunque sempre potente ed aggressiva.
Nonostante le finezze tecniche, i Freund Hein amano azzannare alla gola
l'ascoltatore. E per farlo ce la mettono tutta, dietro ai loro
strumenti. Questo è probabilmente il punto di forza maggiore del combo
austriaco: la capacità di comunicare passione, nonostante la difficoltà
della loro proposta musicale.
I Freund Hein sono un gruppo da tenere d'occhio, capace di sorprendere
e di ridare linfa a quel particolare tipo di metal che fa della tecnica
il suo punto di forza. Questo senza le raffinatezze emotive del prog
metal, compensate con la grinta ed il sudore tipiche del genere.
Meriterebbero un voto altissimo, se la musica andasse giudicata solo
dalla tecnica e dalla bravura dei musicisti. Però mi tengo stretto per
via di due considerazioni: la prima è che mi sembra che il gruppo possa
dare di più, in quanto la sua creatività pare ancora imbrigliata, di
tanto in tanto, da alcuni canoni musicali dai quali non riesce a
schiodarsi. In secondo luogo, il songwriting soffre ancora di cali di
tensione, e nel caso di "Junk?" abbiamo pure un brano totalmente
interlocutorio. Perciò, credo che il gruppo vada sostenuto con passione
e volontà, perchè i musicisti sono davvero bravissimi. La musica è
estremamente creativa e vitale. Ragion per cui, consiglio a tutti di
accostarsi a questo CD e di sostenere la band, anche se nulla mi toglie
dalla mente che in futuro sapranno fare ancora di meglio!
(Hellvis - Dicembre 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Krippel Christoph
Hollenstein 24
3710 Ziersdorf
AUSTRIA
Mail: freundhein@gmx.de
Sito internet: http://www.myspace.com/freundhein