FRAMEPICTURES
Remember It
Etichetta: ProgRock Records
Anno: 2010
Durata: 76 min
Genere: progressive metal
I musicisti che compongono i Framepictures in origine erano dei session
men che lavoravano per un cantante pop, d'altra parte succede spesso
anche in Italia che ad accompagnare gli artisti di musica leggera da
classifica ci siano dei signori musicisti; poi, però, questi quattro
ragazzi - Artur Jorge (batteria), Helder Da Silva (chitarra), Ricardo
Drumond (basso) e Mafalda Brogueira (tastiere) - si resero conto di
voler suonare qualcosa di più soddisfacente e così pensarono di dare
vita ad un quartetto di progressive strumentale simile ai Planet X.
Dopo poco, però, arrivò il desiderio di trovare un bravo cantante e di
comporre delle vere e proprie canzoni, seppur non certo imbrigliate nei
canoni 'strofa-ritornello', come vedremo. L'arrivo di Tiago Delgado,
quindi, andò a completare la line-up e così ci troviamo oggi a parlare
del debutto di questa preparatissima formazione portoghese, dedita ad
un progressive metal che si rifà agli onnipresenti Dream Theater, ma
anche ai Porcupine Tree, senza dimenticare un tocco più vicino alla
sensibilità del progressive rock degli annni '70.
Mi rendo conto, iniziando il mio approccio a questa recensione, di
ripetere un concetto non certo innovativo e il sottoscritto ha già
avuto modo di dirlo in altre occasioni, ma effettivamente da un po' di
tempo a questa parte la ProgRock Records ha preso una piega che, da una
parte, mi lascia un po' perplesso, ma dall'altra non delude mai. Mi
spiego meglio: qualche anno fa le uscite dell'etichetta statunitense
erano meno standardizzate e maggiormente impegnate a trovare qualcosa
di nuovo sul mercato; mentre negli ultimi anni la scelta è stata quella
di puntare molto di più anche sui generi più abusati (sempre in campo
progressive). Il risultato è che, data la professionalità
dell'etichetta, raramente si incappi in qualcosa di negativo, ma allo
stesso tempo è più difficile trovare qualcosa che osi, che cerchi di
andare oltre l'orticello dei fan di questa o quella band. Questo si
percepisce anche nel lavoro dei Framepictures, che svolgono il loro
lavoro con grandissima professionalità, suonano molto bene, scrivono
canzoni con gusto, ma davvero non riescono ad aggiungere quel quid che
fa la differenza. Chissà, forse sto diventando più esigente io, con il
passare degli anni, ma continuo a pensare e sperare che ci siano (e ci
sono!) band capaci di andare oltre l'orizzonte del proprio genere.
Poi, una volta tolto questo sassolino dalla scarpa, non ci sono
tantissimi motivi per lamentarci del lavoro dei Framepictures, anzi,
come dicevo si tratta sicuramente di un buon album e non faccio fatica
a pensare che molti appassionati del genere potranno trovare in questi
ragazzi un'ottimo modo per placare la loro sete di progressive.
Nell'album trovere sette composizioni, tutte piuttosto lunghe: il
minimo di durata è dettata dalla title-track, che dura circa cinque
minuti e mezzo, mentre ci sono un paio di punte, una da dodici minuti
("Call For Me") e una addirittura di ventisei ("My Will To Live").
Musicalmente si attraversano un po' tutte le caratteristiche tipiche
del progressive metal: brani articolati, saltuari momenti di
virtuosismo, trame melodiche che si intrecciano e un buon dialogo tra
gli strumenti. Le atmosfere dei brani in genere sono ariose, con un
buonissimo gusto melodico, che permette ai brani di essere fruiti fin
dal primo ascolto, pur affrontando una massa musicale notevole, sia per
durara che per intricatezza. Ineccepibile, poi, la performance
strumentale dei singoli musicisti, che padroneggiano la materia con
grande preparazione, a partire del buon lavoro di chitarra (sia in fase
solista che ritmica) influenzato da Petrucci, passando per la solida
sezione ritmica e arrivando fino alle tastiere che risultano più
interessanti quando si traducono nell'uso del pianoforte: le altre
soluzioni scelte, infatti, risultano davvero un po' troppo
standardizzate. Discorso a parte, invece, per il cantante Tiago
Delgado, che a mio parere risulta senza dubbio un elemento di
particolarità: il suo timbro, infatti, mi ha ricordato una versione
meno sguaiata e folle di Ozzy Osbourne, il che non è certamente la
consuetudine all'interno del panorama progressive. Tra i sette brani
funzionano molto bene i pezzi più articolati, dove la band più dare
sfoggio di tutte le buone qualità citate, da "Memories Fade Away",
passando per "Call For Me" e la mastodontica "My Will To Live"; al
contrario pagano un po' le canzoni più contenute, dove la mancanza di
una forte personalità finisce per imbrigliare la band in canzoni un po'
scontate, se non addirittura in composizioni discutibili come "Shadows
Black And Grey", in cui la band cerca di darsi un tono moderno e
finendo invece per assomigliare ai Linkin Park (ok, forse esagero, ma
non di molto).
Come vedete, quindi, ci sono diversi buoni motivi per apprezzare
"Remember It", tant'è che la band si guadagna un voto di tutto
rispetto, eppure, ripeto, vorrei tornare più spesso ad alzare le
sopracciglia per la sorpresa di aver scoperto una formazione che sa
davvero rimescolare le carte in tavola.
(Danny Boodman - Dicembre 2010)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Framepictures: framepicturesband@gmail.com
Sito Framepictures: http://www.myspace.com/framepicturesband
Sito ProgRock Records: http://www.progrockrecords.com/