FRAILTY
Lost Lifeless Lights

Etichetta: Solitude Prod.
Anno: 2008
Durata: 67 min
Genere: doom metal


Frailty è il nome di un gruppo lettone, di Riga per la precisione, che ha mosso i suoi primi passi nel 2003. Dopo qualche anno di gavetta e lavoro, la band ha pubblicato nel 2007 un promo di quattro tracce, intitolato semplicemente "Promo 2007".
"Lost Lifeless Lights" è l'esordio ufficiale del gruppo, registrato allo studio Pentagon Recordings sotto la supervisioni di Ginta Lundbergs. Il CD contiene le quattro canzoni già comparse nel promo del 2007, tre inediti ed una cover. La formazione che ha inciso il disco consiste in Mārtiņš alla voce, Edmunds alla chitarra ed alla voce, Ģirts all'altra chitarra, Kārlis al basso, Andris alle tastiere e Lauris alla batteria. Ora questa formazione non esiste più: Kārlis e Andris hanno lasciato il gruppo, e al loro posto sono arrivati il bassista T. e la tastierista M. (nel nuovo sito, i nomi interi sono scomparsi, a favore delle sole iniziali).
La copertina di "Lost Lifeless Lights" è contraddistinta da colori scurissimi, tra il nero ed il grigio, e raffigura una fotografia ravvicinata di un'eclissi. Il libretto, di sedici facciate, contiene tutte le fotografie dei musicisti ed i testi delle canzoni, molto semplici ma chiari nelle loro tematiche: disperazione, abbandono, tristezza, malinconia, depressione e così via.
Le tematiche trattate dai nostri vanno a braccetto con lo stile del gruppo: un doom metal creativo, pesante ma non eccessivamente soffocante, e dal piglio talvolta eroico. Lo stile vocale utilizzato con più frequenza è il gutturale, cavernoso e convincente; altre volte, fa capolino una voce pulita, che però risulta estremamente sgradevole ed incerta: stona spesso, e nel suo insieme non riesce mai, ma dico mai, a convincere. E' anzi uno dei particolari che penalizza maggiormente un disco in fondo solido come "Lost Lifeless Lights".
Con le sue nove tracce per sessantasette minuti di musica, "Lost Lifeless Lights" rientra perfettamente nei minutaggi tipici dei dischi doom. Non il doom classico, ma quello intriso di suggestioni gotiche e caratterizzato da una voce distorta. Ma non solo. La proposta dei Frailty è molto influenzata, a parer mio, da certe idee tipiche del pagan o del viking, e non di rado le composizioni mettono in mostra un piglio quasi epico, in contrasto con le parole sempre molto meste e desolanti. Anche gli odiosi vocalizzi puliti sembrano avere la stessa origine. Di sicuro, comunque, i Frailty sanno trattare la materia doom metal con competenza, ed alcuni passaggi sono davvero ispirati. Il gruppo, al momento della registrazione, è sembrato in possesso di un'ottima intesa, e le capacità esecutive sono sicure. Le due chitarre suonano i riff principali: in genere, una chitarra suona le parti principali, e l'altra svolge un ruolo di sostegno, di accompagnamento e crea belle armonie. Basso e batteria svolgono i loro lavori con diligenza e potenza. La tastiera dona spessore al tutto, contribuendo all'atmosfera e alla capacità evocativa di ogni canzone.
"I Know Your Pain", "The Fall Of Eve" e "The Scorn" sono tre canzoni normali, ben eseguite ma assolutamente prive di qualunque spunto personale. Riescono comunque bene nel loro intento di comunicare sensazioni opprimenti, e mettono in chiaro che i Frailty vogliano candidarsi come un gruppo doom del futuro, facendosi largo con un presente solido. "Ariadne", "The River Of Serpents", "Graphics In Ebony" e "A Summer To Die" sono invece i quattro brani con "quel qualcosa in più". In queste composizioni, i Frailty dimostrano di possedere un talento genuino, che forse non è ancora espresso al meglio, ma che li distingue comunque dalla massa. "A Summer To Die" è una canzone estremamente commovente, che attraverso esplosioni metalliche e suoni più contenuti, sussurra un cordoglio infinito al cuore dell'ascoltatore, ed una passione carnale delirante: "Per poterla bere / Per conoscerla profondamente / Guardandola / Volendola / Prendendo il suo corpo / Una luce dolce ed un'estate per morire... / Nel calore del sole, nel cuore profondo della natura".
"The River Of Serpents" è probabilmente il capolavoro dell'album, perché snocciola alcuni dei riff più sinistri che abbia ascoltato ultimamente nel doom. E' una traccia pesantissima, ai limiti del funeral doom. La potenza del gruppo è ai massimi livelli.
Originali e più veloci, dalle forti componenti epiche e pagane (seppur non presenti nei testi), "Ariadne" e "Graphics In Ebony" spingono l'ascoltatore a muoversi, e mettono in evidenza la potenza della band, ed anche le sue capacità ritmiche. "Graphics In Ebony" è sicuramente più intrigante della prima, ma ambedue le canzoni soffrono dello stesso difetto. Vale a dire, la tendenza esasperata dei Frailty nel voler "metterci qualcosa in più". In che senso? Beh, "Ariadne" funziona benissimo fino ai quattro minuti di durata. E la canzone potrebbe finire lì. E invece no, ecco partire una coda lunga ed inutile, fuori contesto ed un po' irritante. In "Graphics In Ebony" succede lo stesso, anche se lo sviluppo è ben più interessante e di spessore. Però ambedue le canzoni avrebbero funzionato al meglio se lasciate finire verso i quattro minuti, minutaggio attorno al quale si esaurisce la prima parte dei due brani. Perché questa voglia di aggiungere una parte in più, spesso inutile? Quattro minuti sono troppo pochi per il doom? Ma chi l'ha detto? Le canzoni, lente o veloci che siano, funzionano fino a che riescono a scorrere con naturalezza. Tutto ciò che viene aggiunto per migliorare o per allungare, è superfluo. E spesso e sovente, nel corso di "Lost Lifeless Lights", i Fraitly eccedono da questo punto di vista (i due esempi che ho fatto, sono quelli nel quale la cosa è più evidente).
E' chiaro che i Frailty debbano ancora crescere. Almeno due difetti (aggiunta di parti superflue e voce pulita sgraziata e stonata) sono da migliorare assolutamente. Il resto funziona bene, e a volte addirittura alla grande. Perciò, diamo al gruppo il tempo di migliorarsi ma, al tempo stesso, sentiamoci liberi di apprezzare quando ha da proporci attualmente.
(Hellvis - Novembre 2008)

Voto: 7


Contatti:
Mail Frailty: ian.jansons@gmail.com
Sito Frailty: http://www.frailty.lv/

Sito Solitude Prod. : http://solitude-prod.com/