FORSAKEN
Anima Mundi

Etichetta: Golden Lake Productions
Anno: 2004
Durata: 52 min
Genere: doom metal


Ieri sono stato ad una Festa della Birra. Conoscerete la situazione... Birra costosa spacciata con disprezzo su bicchieri di plastica, cibo insipido con più gomma che proteine ed esibizioni di cover band locali che fanno finta di cantare in inglese. Beh, insomma, una di quelle situazioni lì. Ad ogni cambio di palco gli ometti che si occupavano dell'impianto mettevano su lo stesso CD: "Scenes From A Memory" dei Dream Theater. Ora, non voglio far incazzare nessuno con i miei deliri da talebano, per cui li ometto. Vi dico solo che, con addosso una certa irritazione, mi sono sfogato su un mio amico tastierista, inveendo contro di lui e tutta la sua categoria (Keith Emerson escluso, naturalmente).
Potrete immaginare lo stato d'animo con cui mi sono messo all'ascolto di "Anima Mundi", nuovo album dei doomster maltesi Forsaken, dopo aver scoperto che nella loro attuale formazione c'è un tale Mario Ellal che suona le tastiere! E sono stato piacevolmente sorpreso dall'apprendere che il modo in cui si occupava del suo strumento mi suonava competente e tutt'altro che ingombrante.
Evviva evviva, ora vi posso parlare di questo disco senza troppa tensione in corpo. Allora, com'è "Anima Mundi"? E' uno dei migliori dischi di doom metal che mi siano capitati di recente. Forse perché me sono capitati davvero pochi? Può darsi.
Questi Forsaken li avevamo già conosciuti qualche tempo fa, quando usci il loro mini-album "Iconoclast" ("Via Cruciiiiiiiiiiiiiiis!...") ed abbiamo anche già avuto modo di far con loro quattro chiacchiere (vedere nella sezione interviste). Devo dire che fondamentalmente non sono cambiati di una virgola. doom metal della vecchia scuola: un po' Trouble, un po' Revelation e taaaaaaanto Candlemass, anche quelli di "From The 13th Sun", forse perché la voce di Leo Stivala mi ricorda un po' quella del povero cantante che si trovava a dover sostituire Messiah Marcolin...
Brani ben registrati, ben scritti e ben eseguiti. Un sound massiccio che risponde fedelmente a tutti i bisogni di questo genere: ritmiche possenti e minimali, tastiere discrete e d'atmosfera, riffoni plumbei e voce pulita da bravo profeta.
Come al solito i testi hanno quasi sempre qualcosa a che fare con tematiche bibliche, o comunque fanno riferimento a problematiche di natura spirituale. Fa eccezione l'intermezzo "The Poet's Nightmare", nel quale un Kevin Drake nelle vesti di narratore recita un testo di H.P. Lovecraft.
Difficile decidere di citare un brano piuttosto che un altro, visto che fondamentalmente, data la volontà dei Forsaken di rimanere entro i canoni del loro genere, ci sono poche possibilità di spiccare in un qualche modo. E purtroppo, direi. Mi sento giusto di citare la pesantissima "The Eyes Of Prometheus" (11 minuti di pezzo, ma praticamente il più breve non scende sotto i 7 minuti) e "All Is Accomplished", che è praticamente identica a "Dark Are The Veils Of Death" dei Candlemass!! Li salva giusto il fatto che ho scoperto poco prima di scrivere queste righe che quel brano risale agli esordi della band (primi anni '90, attenzione!!)... Ma è comunque indice della poca originalità delle composizioni dei Forsaken (in fondo "Nightfall" è del 1987!). Ed è per questo motivo che, nonostante si abbia a che fare con un ottimo album, non me la sento di andare oltre un comunque ottimo 8.
(MoonFish - Settembre 2004)

Voto: 8


Contatti:
Mail Forsaken: albertbell@rocketmail.com
Sito Forsaken: http://www.forsakenmalta.com/
Sito Golden Lake Productions: http://www.goldenlakeprods.co.uk/