FORGOTTEN TOMB
Negative Megalomania

Etichetta: Avantgarde Music
Anno: 2007
Durata: 57 min
Genere: black/doom/gothic metal


Tornano i Forgotten Tomb, a due anni (e qualcosina in più) dalla pubblicazione del buon "Love's Burial Ground". E lo fanno forti di un contratto con la Avantgarde Music, una delle etichette italiane di maggior qualità. Il risultato di questo connubio si intitola "Negative Megalomania", il quarto album del gruppo. Il promo in mio possesso mette in mostra un artwork in linea con quelli delle precedenti uscite dei Forgotten Tomb: una sovrapposizione di immagini, in rigoroso bianco e nero.
La formazione riportata sul sito della band, e su MySpace, vede Herr Morbid alla voce ed alla chitarra ritmica, Razor SK alla chitarra solista ed ai cori, Algol al basso, Asher alla batteria e Nordvargr alla programmazione. Non so se la line-up sia cambiata di recente: sul promo non ci sono notizie in merito, nè informazioni relative allo studio di registrazione.
"A Dish Best Served Cold" sorprende sin dalle prime battute per la sua melodia accattivante, diretta, arricchita da riff doom/gotici che si stampano subito in testa. Ad essi si contrappongono i vocalizzi torturati ed aggressivi di Herr Morbid, che mantengono elevata la componente estrema. La qualità di registrazione è ottima: potente e nitida, mette in evidenza tutti gli strumenti. Si nota pertanto il gran lavoro del basso, che non si limita mai ad un semplice ruolo di accompagnamento, ma rende il tutto più intrigante grazie a partiture complesse e ben costruite. Alla prima parte ne succede una seconda più introspettiva, aperta dall'arpeggio della chitarra e da un rallentamento generale del ritmo. Come anche in passato, gli arrangiamenti dei Forgotten Tomb sono sopraffini: non deve perciò stupire la vasta gamma espressiva della band, e la sua capacità di creare sfumature sempre differenti. Questa qualità permette alla musica di comunicare sensazioni di malinconia, contrizione, depressione. Bastano poche battute, come queste più lente, per infondere nel cuore dell'ascoltatore dei sentimenti così schiaccianti. Sensazioni che presto vengono spazzate via da un blastbeat devastante, che prelude alla ripresa del ritmo e dei temi principali.
Ben più sorprendente è la successiva "No Rehab (Final Exit)". La composizione è aperta da un arpeggio desolato, molto in linea con l'immaginario depresso della band. Fin qui, nulla di strano. Poi il suono si incupisce, con l'entrata in scena della batteria, ed ecco la prima bizzarria: le note in slide della chitarra, che donano al tutto un sound "americano". Facendo un paragone letterario, e spiritoso visto il contesto, questo passaggio potrebbe fungere da colonna sonora di un'ideale trasposizione cinematografica delle avventure del Pantera di Valerio Evangelisti, eheh. Alcuni potrebbero obiettare che un suono simile possa stridere con la poetica musicale dei Forgotten Tomb: secondo me ci sta bene, ed è giusto che un gruppo tenti strade diverse, altrimenti non farebbe che ripetere quanto ha già espresso in passato. I suoni poi si fanno più distorti, ed ecco la seconda sorpresa: Herr Morbid si esibisce in linee vocali pulite. Il timbro è rozzo, grintoso. Permettetemi di scomodare il termine "sludge": in questo modo penso di poter rendere meglio l'idea della musica, un compito sempre difficile. Un black infangato dallo sludge, strano vero? Sì, perchè il cantante passa quasi subito allo screaming. E poi è tutto un'alternarsi di vocalizzi puliti e distorti, a volte con le backing vocals sovraincise. "No Rehab (Final Exit)" prosegue con una ritmica costante, ed un suono d'assieme intenso e comunicativo, malato quel tanto che basta a ricordarci che questo è sempre black metal, per quanto eterodosso ed aperto a soluzioni nuove. Uno dei punti di forza della canzone sono gli arpeggi della chitarra, sempre inquietanti nella loro solitudine (si ascolti quello che sfuma, a poco a poco, nel finale). Ancora una volta, i Forgotten Tomb ci ricordano di essere dei veri maestri di questo genere!
Ecco ora la title-track, introdotta da un campionamento tratto da un film, credo. La partenza è decisa, potente, con un'andatura dark/gotica e un riffing cupo come al solito. Il cantante sbraita pieno di astio, mentre il resto della band si esibisce nel consueto campionario di bravure. La presenza degli elementi gothic è evidentissima: in primis, nell'apparente facilità d'ascolto. In secondo luogo, nel sempre più frequente utilizzo del timbro pulito del cantante. Anche la scelta dei suoni ha il suo peso, così come l'arrangiamento nel quale spicca la duttilità del batterista. Il black delle origini è ora contaminato da svariati stili, tra cui un approccio più "americano" anche negli assoli (si ascolti quello di chitarra che parte attorno al quinto minuto). A parer mio, queste novità stilistiche sono stuzzicanti, però le trovo un po' meno evocative e disperate, rispetto alle torture proposte in passato. Il cuore mi si allarga, infatti, quando partono sezioni più doom. Proprio perchè, in tali frangenti, l'oscurità piomba sulla musica in modo implacabile. E se prima era possibile intravedere un po' di sole, improvvisamente la tenebra copre i nostri occhi, ed incominciamo a brancolare nel buio. Eh sì, il gruppo non ci fa mai mancare la nostra sana dose di marciume. E' vero comunque che i Forgotten Tomb si siano fatti molto più melodici, e di tanto in tanto tali spunti risultano molto evidenti. E' proprio questa insistenza sulle melodie immediate che mi spinge ad utilizzare il termine gothic.
Non c'è che dire. I Forgotten Tomb sono molto coraggiosi, e si sono decisi ad un'evoluzione del proprio sound anche a costo di scontentare i fan della prima ora. Scegliere questa canzone come title-track, "Negative Megalomania", è quasi una provocazione. Ma dimostra anche una gran voglia di rinnovamento. Non credo che in futuro i Forgotten Tomb ritorneranno sui passi dei primi album. Quello è il passato, ed il gruppo ha tutto un futuro davanti a sè.
A parte la prima traccia che dura "solo" otto minuti, tutti i brani del CD sono assestati attorno agli undici minuti. Ecco perchè prima ho definito "apparente" la maggiore facilità di ascolto. Melodia e voci pulite aiutano molto a memorizzare determinati passaggi, ma durate così dilatate scoraggiano qualunque accusa di una svolta più mainstream.
Bello l'inizio di "The Scapegoat", con voce pulita distante su un arpeggio di chitarra. Il riverbero fa molto "noir", e la malinconia è palpabile. Da brividi, sul serio. Basta che non facciate parte della schiera dei blackster più intransigenti, ovviamente! Presto il gruppo ricomincia a snervare l'ascoltatore con il suo incedere strisciante ed avvolgente. La negatività è alta, anche se smussata dalla melodia onnipresente. Sezioni più morbide, intime, si contrappongono a decise inversioni di rotta, nelle quali lo stile dei nostri risulta sempre inconfondibile, nonostante l'evoluzione subita. Si parla tanto di gruppi americani, portatori di una ventata alternativa (tipo Xasthur, per fare un nome). Secondo me, questa è la tipica esterofilia della stampa specializzata italiana. Ascoltare un album come questo potrebbe far ricredere i tanti giornalisti che hanno teso a sopravvalutare gruppi sì buoni, ma non superiori in assoluto a quelli di casa nostra! La sezione finale è deprimente, con il cantante che ruggisce: molto bella.
"Blood And Concrete" inizia in maniera severa e violenta. Le successioni armoniche, talvolta dissonanti, mettono in luce il carattere (auto)distruttivo della band. Rispetto alle prove precedenti, si nota una maggiore evidenza dell'elemento black metal. Tradizionale, sì, ma ricco di personalità. Rispetto del genere, ma anche coraggio nell'osare qualcosa di più. La traccia mantiene intatta la sua austerità, grazie all'insistenza sulle medesime note, cariche di tensione. "Blood And Concrete" prosegue così, tra momenti più pesanti ed altri più agili, azzardando arpeggi di chitarra su blastbeat fragorosi ed onnipresenti reminiscenze dark. La traccia, poi, si apre su ritmiche meno pesanti, e le melodie gotiche tornano in auge. La scelta non mi ha convinto appieno, perchè fino agli undici minuti "Blood And Concrete" è un vero macigno di odio ed oscurità. Questa è però una mia opinione personale, che non deve intaccare il giudizio verso un album ottimo, e che offre diversi spunti di lettura e di opinione!
"Negative Megalomania" è un album che non può lasciare indifferenti. I Forgotten Tomb hanno provato ad aggiungere nuovi elementi al proprio stile, rischiando ed ottenendo un risultato notevole. La caratura artistica del gruppo resta immutata, così come il potenziale evocativo. Alcuni potrebbero considerarlo un album di passaggio, nel quale le idee sono state proposte in vista di uno sviluppo futuro. Io preferisco non pensare al futuro, e guardando al presente posso dire che "Negative Megalomania" mi sia piaciuto tanto. In un clima di poca creatività, questo album porta una ventata di (putrida) freschezza. Ragion per cui, non posso che suggerire ai lettori di accostarsi con fiducia a questo CD: chi ha un buon orecchio, non faticherà ad apprezzare la bellezza di queste cinque tracce.
(Hellvis - Gennaio 2007)

Voto: 8


Contatti:
Mail Forgotten Tomb: herr.morbid@forgottentomb.com
Sito Forgotten Tomb: http://www.forgottentomb.com/

Sito Avantgarde Music: http://www.avantgardemusic.com/