FORGOTTEN TALES
The Promise

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 46 min
Genere: Power Metal sinfonico


Certo che il primo approccio avuto con i Forgotten Tales non è stato dei migliori. Copertina squallida contenente tutti i peggiori cliché del Power Metal di ultima generazione: cavaliere (anzi, questa volta è addirittura una "cavaliera") con draghi a profusione annessi; sfondo dominato dall'immancabile castello; testi fantasy, etc. Ma ancora una volta devo ammettere che i pregiudizi sono fatti per essere smentiti, perché basta la prima canzone per farmi capire che il gruppo ci sa fare.
I FT provengono dal Canada, terra che in campo musicale ha sempre sfornato gruppi dalla forte personalità, basta pensare ai Rush, i Voivod, il pazzoide Devin Townsend con i suoi mille progetti, gli Annihilator. Nella biografia non è specificato l'anno di nascita del gruppo, però sappiamo che "The Promise" è l'album di debutto.
In modo superficiale, potrei liquidarli come uno dei tanti gruppi di Power Metal sinfonico che dalla seconda metà degli anni '90 hanno invaso il mercato discografico, ma non è così semplice. Certo, le influenze principali provengono sempre dalla scena europea, Helloween, Rhapsody ed un pizzico di Stratovarius, ma a favore loro gioca il fatto che quasi tutti i componenti del gruppo hanno studiato al conservatorio diversi generi musicali, tra cui il Jazz. Logicamente nelle composizioni di Jazz non vi è traccia, ma si nota che il modo di comporre dei FT non è devoto totalmente alle influenze sopra elencate, non cercano soltanto di copiare dai grandi del genere, ma cercano di dare ad ogni canzone un'identità ben precisa. Solo il fatto di non utilizzare la doppia cassa in maniera costante li rende diversi dai mille gruppuscoli che troviamo in giro, tanto che possiamo ascoltare anche degli ottimi mid-tempo dalle molteplici sfaccettature, come "Far Away" e la prima parte della suite "The Tale Of Neeris".
Un altro punto a loro favore lo segna la voce della bella Sonia. Anche lei con un passato nell'ambiente Jazz, si distingue dalle sue colleghe per una maggiore varietà nell'uso della voce. Mentre le famose Tarja dei Nightwish e Sabine degli Edenbridge possiedono una limitata impostazione lirica, che non consente loro di spostarsi più di tanto dal loro campo, la vocalist dei FT sa essere sia aggressiva che dolce, usa tonalità basse così come sa arrivare ad acuti non indifferenti, il tutto con una grande spontaneità.
Le canzoni, come ho accennato prima, sono influenzate da più gruppi, ma in generale gli Helloween gli hanno insegnato come rendere ogni melodia, anche la più complessa, orecchiabile. Dai Rhapsody hanno imparato l'arte degli arrangiamenti sinfonici, mentre dagli Stratovarius hanno preso un certo virtuosismo di fondo che non fa mai male. Grazie a "The Promise" il gruppo si è fatto notare all'estero, tanto che ha firmato varie licenze per la distribuzione dell'album in Giappone, Taiwan, Corea e Russia. Per la distribuzione Europea sono ancora in trattativa, ma non credo avranno problemi di questo tipo. Semmai, dovrebbero impegnarsi maggiormente sul fronte estetico, la copertina proprio non mi va giù. Apparentemente non è una cosa importante, invece conta moltissimo. Un gruppo con un buon gusto musicale come il loro non può e non deve rovinarsi con cose del genere.
(carma1977 - Aprile 2003)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail: forgottentales@forgottentales.com
Sito internet: http://www.forgottentales.com/