FORGOTTEN SILENCE
Kro Ni Ka

Etichetta: RedBlack Records / Boundless
Anno: 2006
Durata: 61 min
Genere: progressive / art rock


Ed ecco finalmente tornare i Forgotten Silence col loro quarto album, dopo quell'uscita estemporanea che era "Bya Bamahe Neem"! Era ora, sono passati più di 6 anni dall'uscita di "KaBaAch"! E molte cose sono cambiate. Di quella line-up sono rimasti solo 3 elementi: Krusty (basso e voce), Medvĕd (chitarra) e Biggles (chitarra). Purtroppo se n'è andata la cantante Hanka, e questa la reputo una grave perdita. I nuovi arrivati sono Čepa (batteria) e Marty (tastiere). L'etichetta è rimasta la Redblack.
Se "Bya Bamahe Neem" era un esperimento estemporaneo a detta dello stesso gruppo, non aspettatevi nemmeno un ritorno allo stile di "KaBaAch" o degli album precedenti. I Forgotten Silence sono cambiati notevolmente nel frattempo. Si sentono ancora echi del passato in qualche passaggio di basso e qualche riff, ma l'impalcatura nel complesso è completamente diversa. Qui di metal non c'è molto, solo qualche riff distorto. Di gothic/doom proprio niente. Di jazz c'è molto sparso in giro, ma sempre sporcato da rock e prog (in senso spurio).
L'album è composto di sole 3 canzoni, tutte sopra i 17 minuti di durata. Sono praticamente delle strumentali, qua e là c'è una specie di parlato, ma rimane in sottofondo e non si capisce praticamente nulla di quello che viene detto; inoltre il libretto riporta dei testi in inglese ed altri in ceco, io sono riuscito a capire alcune frasi in inglese e non le trovo... boh! Le canzoni sono basate su lunghi sviluppi di temi musicali, ad opera dei vari strumenti: chitarre, basso e tastiere hanno lo stesso peso, ognuno si prende i propri momenti di gloria e poi torna a fare lavoro di accompagnamento. Le tastiere hanno spesso i suoni dell'hammond, e sono il più forte richiamo ai gruppi progressive degli anni '70 (in questa rece quando parlo di "progressive" lo intendo come riferito ai gruppi prog anni '70, e non col significato originario di "realmente innovativo"). Per intenderci sono prog come gli Hammers Of Misfortune, tant'è che all'inizio della seconda canzone c'è un riff che ha marchiato a fuoco il nome del gruppo di Mike Scalzi.
Da quello che posso intuire, i Forgotten Silence hanno voluto mettere in musica un lungo giro notturno per le vie di una città. Questo suggerisce l'artwork, e le atmosfere della musica confermano l'impressione. Ascoltare questo album è come fare un viaggio mentale in mezzo a vie lungo un fiume, passando accanto a locali notturni, entrando in metropolitana, incrociando le festine in qualche piazza... si sentono spesso voci in lontananza, ma non è qualcuno che parla direttamente, l'ascoltatore continua a camminare per la sua strada, scoprendo come si evolve la via (tema musicale), girando l'angolo e trovando nuove strade. Un bel caleidoscopio. Troppo ancorato al progressive anni '70 per essere considerato art rock (sulla scia della scena americana dei gruppi intellettuali); troppo vicino al presente per essere accantonato come "regressive" (chi scopiazza il progressive); non abbastanza audace da sconvolgere i generi; ispirato quanto basta per essere considerato proprio figo.
La produzione è di qualità, i suoni dei vari strumenti sono nitidi e ben bilanciati nel mixaggio. La confezione, come solito della Redblack, è di elevato spessore in tutti i sensi: la carta è proprio grossa e di alta qualità! L'artwork, come detto sopra, si sposa bene con la musica.
Dopo il primo ascolto non avrei mai pensato che questi fossero i Forgotten Silence. Tra i primi 3 album si sentiva una costante evoluzione ed un legame parziale con quanto fatto in precedenza. Adesso sono praticamente un altro gruppo. Ed è comprensibile, visti i vari problemi di line-up, e visto che in pratica in questo tempo perso avrebbero potuto registrare altri due album. Sono restato spiazzato perché mi aspettavo qualcosa di diverso, ma sono anche rimasto piacevolmente colpito. L'unica critica che posso muovere è che questo non è un lavoro innovativo come lo era "KaBaAch". Come qualità siamo un pelo sotto, almeno per i miei gusti. Ma resta un ottimo album che consiglio a chi voglia farsi un trip di questo tipo.
(teonzo - Dicembre 2006)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito Forgotten Silence: http://fs.redblack.cz/

Sito Redblack: http://www.redblack.cz/

Sito Boundless: http://www.boundless.it/