FLOODSTAIN
Dreams Make Monsters
Etichetta: Bad Mood Man Records / Solitude Prod.
Anno: 2007
Durata: 39 min
Genere: stoner rock / southern metal
Fino ad ora tutte le pubblicazioni della Bad Mood Man hanno sempre
gravitato in quel limbo sospeso, fatto di suoni eterei, di lunghe
composizioni dilatate, di quadretti acustici e di gocce di pianoforte;
il denominatore comune era sempre la meditabonda malinconia che
pervadeva la musica, la leggerezza e le atmosfere intime. Adesso,
invece, sono arrivati gli olandesi Floodstain e il mondo dell'etichetta
russa viene sconquassato da una bella botta di stoner, che pur non
essendo originalissimo, si incammina con abilità tra i Queens Of The
Stone Age, i Kyuss, sfiorando il torrido southern dei Down. La musica
dei Floodstain, insomma, ha quel pregio innegabile di prenderti allo
stomaco, di attorcigliarti le viscere, di graffiarti con quel suono
sporco e grasso.
Il gruppo è già attivo da qualche anno e nel 2001 avevano già
pubblicato un primo, acerbo lavoro intitolato "Get It..."; dopo qualche
anno di attesa arriva il momento di un secondo album, "Take A Ride"
(2005), che viene ben presto seguito da questo "Dreams Make Monsters",
registrato nel 2006 e pubblicato l'anno successivo dall'etichetta
russa.
L'apertura viene affidata a "Monster" e qui il sottoscritto si è subito
alzato dalla sedia per scapocciare di gusto in giro per la stanza: un
riff azzeccatissimo del chitarrista Jeff e una linea vocale
assolutamente vincente guidata da Boy, cantante dotato di un bel timbro
a metà fra un Phil Anselmo ubriaco e un Chris Cornell più sgangherato.
La successiva "Love Is Poison", invece, è il pezzo che molti
sceglierebbero come singolo: un ritmo saltellante, melodie azzeccate e
dei rimandi nemmeno troppo velati ai White Stripes. Un pezzo
convincente e trascinante che convince sia nei momenti più catchy che
in quelli un po' più tirati.
Continuiamo ad aggiraci tra i vicoli sporchi di "Dreams Make Monsters"
e arriviamo a "Trailblazer" e "You Lose Alone": la prima si regge
piuttosto bene su un bel lavoro di chitarra, ma tutto sommato è meno
entusiasmante degli episodi precedenti; la seconda, invece, è una lunga
composizione di quasi nove minuti, più lenta a barcollante. Il brano si
svolge su ritmi decisamente più lenti e malinconici, una sorta di lunga
ballata stoner dalle venature blues che, soprattutto nella chitarra
solista, sembrano ricordare Jerry Cantrell e i suoi Alice In Chains.
Arriviamo a "Deathwish" e anche qui il ritmo si arresta un po'; la
musica si fa un po' meno intensa e i riff di chitarra, solitamente la
marcia in più nel sound dei Floodstain, sembrano un po' meno ispirati.
Fortunatamente ci pensa "Stray Dogs" a riportare in pista il tutto: una
marcetta alcolica che ben presto si trasforma in un bel brano velato di
malinconia. Questo sentimento, poi, trova la sua dimensione ideale in
"End Of Trail", altra composizione piuttosto lunga che si apre con una
introduzione semiacustica, ben supportata dalla voce 'cornelliana' di
Boy, per poi trasformarsi in un potente brano doomy, che in più di
un'occasione mi ha ricordato il riffing di Sua Maestà Tony Iommi in
persona. D'altra parte, come poteva mancare?
Tirando le somme, quindi, il nuovo album dei Floodstain è
sicuramente un lavoro intrigante e merita di sostare per un bel po' nel
vostro lettore. Certo, è indubbio che la matrice da cui prende vita sia
quella più classica e riconoscibile; non si fa fatica ad individuare un
numi tutelari del gruppo e ogni tanto la sensazione di già sentito
prende il sopravvento, ma in fondo la cosa diventa secondaria di fronte
a composizioni di valore come "Monster" o "Love Is Poison". Avanti così.
(Danny Boodman - Aprile 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Floodstain: info@floodstain.com
Sito Floodstain: http://www.floodstain.com/
Sito Bad Mood Maan Records: http://www.myspace.com/badmoodman
Sito Solitude Prod. http://www.solitude-prod.com/