FLIGHT 09
Human Nature

Etichetta: Neurosis Records
Anno: 2004
Durata: 50 min
Genere: progressive hard rock


Quando l'ex grande capo teonzo mi disse che i Flight 09 erano un gruppo dell'Uzbekistan la presi per un'iperbole, una forma scherzosa per dire che questa band non era proprio famosissima. Non conoscendo la loro musica, sono andato a dare un'occhiata al loro sito per documentarmi in vista della recensione ed ho scoperto che, ehi, è vero! Sono "davvero" un gruppo uzbeko!
Pensavo che i miei CD mediorientali o di qualche stato dell'Europa dell'est fossero sufficientemente esotici, ma questo li batte tutti! Ma bando alla ciance ed iniziamo a parlare di musica!
I Flight 09 hanno una storia piuttosto lunga: infatti si sono formati addirittura nel 1986, iniziando un'intensa gavetta fatta di concerti, pubblicazioni di piccole dimensioni e creandosi così un discreto seguito nel circuito underground del loro paese. E' solo nel 2002 che i Flight 09 sono riusciti, finalmente, a fare uscire il loro primo CD "internazionale" dal titolo "Rifflections". Questo album è stato seguito da "Forbidden Lullabies" un anno dopo.
Arriviamo così a "Human Nature", un terzo lavoro che si rivela essere particolare: si tratta, infatti, di una di quelle uscite che crescono con il passare degli ascolti. Non lasciatevi ingannare né dall'orribile copertina, né dal giudizio che probabilmente formulereste dopo un primo ascolto; lasciate che continui a girare nel vostro lettore e troverete diversi spunti interessanti.
La proposta dei Flight 09 è un hard rock dalle tinte progressive, con forti influenze americane, soprattutto nell'uso delle tastiere come tappeto sinfonico. La musica del trio ruota attorno alla figura di Igor Savitch, che non solo si occupa di tutte le parti di chitarra, voce e tastiera, ma riveste anche il ruolo di produttore ed autore di tutto il materiale.
Il CD si apre con "Eternal Disgrace", un brano cadenzato giocato tutto sui sintetizzatori 'cosmici' di Igor Savitch che non possiamo purtroppo annoverare tra gli episodi più riusciti del disco.
Al contrario il pezzo seguente, "Watching Your Soul", è quello più catchy e marcatamente legato all'hard rock americano, tanto da ricordare un certo pomp-rock tipo Journey o Kansas. La canzone è piacevole e si rivela uno dei pezzi maggiormente immediati e facili da ricordare, anche grazie a un ritornello ripetuto più e più volte da Savitch, il cui timbro roco e grezzo ricorda in più di un passaggio quello di Alice Cooper.
Si continua con "Dancers In The Night" dove, ancora una volta, la band rallenta dando vita a un brano variegato. Vengono alternati arpeggi acustici ed un accompagnamento di flauto a parti più sostenute, che sfociano in un finale affidato ad un assolo di chitarra di ottima fattura.
Se il brano successivo "He's Calling Me" non mi ha convinto del tutto a causa di un ritornello ripetuto talmente tante volte da rendere l'intero pezzo davvero statico e monotono, lo stesso non può essere detto di "The Crow", una lunga ballad sentita e sofferta dove gli arpeggi acustici vengono sorretti dall'ottimo tappeto di tastiere e dalla sezione ritmica precisa e discreta. L'unico neo di questo brano è l'accento particolarissimo di Savitch che, spesso, introduce nel suo inglese dei fonemi un po' astrusi (per esempio quasi tutti i "the" li pronuncia "sze").
Anche "One Night Without You" si rivela uno dei punti migliori dell'album e manifesta la vena più rock della band. Si tratta infatti di un brano dove il trio schiaccia il piede sull'acceleratore, creando riff energici che si appoggiano ad uno scheletro ritmico davvero dinamico e solido, ad opera di Constantine Savitch (basso) e Artion Piyanzin (batteria).
Dopo un altro paio di brani discreti anche se privi di particolari spunti, il lavoro dei Flight 09 si conclude con un'altra ballad: si tratta di "When The Sleeper Wakes Up", una canzone delicata e ben suonata, con ancora Igor Savitch sugli scudi con la sua chitarra acustica.
Tirando le somme di "Human Nature", quindi, ci troviamo di fronte ad un lavoro sicuramente da promuovere che contiene anche un paio di episodi davvero memorabili. Tuttavia i brani faticano spesso a decollare e, sebbene formalmente non ci sia niente che non vada nelle composizioni dei Flight 09, sono convinto che questa band possa fare di più.
(Danny Boodman - Marzo 2005)

Voto: 7


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Mail Flight 09: reis09@bcc.com.uz
Sito Flight 09: http://www.progressor.net/flight09/