FLESH
"Temple Of Whores"

Etichetta: Ironfist Promotion
Anno: 2006
Durata: 40 min
Genere: death metal


La Svezia è stata la nazione più importante in Europa per il death metal a partire dalla fine degli anni '80 e soprattutto durante i primi '90; come tutti sanno, in quegli anni sono emersi moltissimi gruppi e alcuni dei dischi pubblicati allora divennero dei classici del genere. Sempre in Svezia nacque anche il filone del death melodico, che a partire dalla seconda metà degli anni '90 fino ai primi del nuovo millennio divenne assai diffuso anche nel resto del continente. Molte persone però, soprattutto quelle legate al concetto originale e puro di death metal, e dunque non basato esclusivamente sulla melodia ma piuttosto sulla violenza, rifiutarono questa inversione di tendenza; nonostante tutto, a livello di vendite il death melodico conobbe un buon successo. Alcuni gruppi hanno pubblicato dei dischi validi, tuttavia, come sempre accade quando un genere diventa una moda, i cloni erano a centinaia e non fecero altro che portare ad un collasso della scena, invadendo il mercato con una miriade di uscite uguali.
Adesso le cose sono cambiate ancora e da qualche anno a questa parte si sta assistendo ad un ritorno della vecchia scuola death metal. I numeri non sono quelli del 1991: la scena è meno nutrita e, soprattutto, buona parte delle uscite discografiche si limita a ripercorrere le orme dei gruppi storici, senza però proporre qualcosa di realmente nuovo. Questa nuova corrente (ribattezzata da qualcuno "New Wave Of Ugly Old School Swedish Death Metal") non ha dunque dei tratti caratteristici, per cui non sembra destinata a rivoluzionare radicalmente il genere come avvenne invece in passato.
I Flesh fanno parte di questa nuova schiera di gruppi, ma non si possono sicuramente annoverare tra i migliori. Con il loro secondo lavoro, "Temple Of Whores", non riescono infatti a riconfermare il buon livello del precedente "Dödsångest" (a dire il vero, con il tempo anche questo mi ha un po' stancato). Lo stile è identico, l'attitudine e la registrazione pure, ma le canzoni mi sembrano più fiacche. Forse è solo un'impressione, forse è solo perché l'album sembra una fotocopia del precedente e di nuovo non ha proprio nulla, fatto sta che l'ho trovato noioso. I riff non cambiano di una virgola dalla prima all'ultima canzone, ci sono quelli lenti, basati su accordi lunghi con la batteria che li accompagna ora cadenzata, ora leggermente più sostenuta, e poi ci sono quelli nel classico stile Entombed, con qualche leggero riferimento al thrash. Ad essere pignoli, ce ne sono anche un paio in tapping, comunque estremamente semplici e schematici. La voce rimane immutata nel corso dell'intero lavoro, rendendo il tutto ancora più prevedibile.
Oltre alla mancanza di originalità della proposta, manca anche l'energia che animava i gruppi storici, così come quelli che sono venuti alla ribalta negli ultimi anni. Siamo molto lontani dall'atmosfera marcia e insana che trasmettono gruppi come Repugnant (R.I.P.) e Necrovation. I Flesh procedono sempre a velocità ridotta, per cui le canzoni mancano di cambi improvvisi e risultano abbastanza piatte, oltre che simili tra loro. La sezione ritmica è statica, non fa che sottolineare gli accenti nei riff lenti e pestare alternando tupa tupa e parti con piatti e rullante in contemporanea quando il brano entra nel vivo.
Non ci sono neppure passaggi davvero belli, in grado di fare la differenza, soltanto qualche buon riff -anche se derivativo- semplice ma efficace. A questo si aggiunge una produzione discreta ma non eccezionale per via della distorsione grassa, confusa e impastata della chitarra.
Insomma, di salvabile secondo me c'è ben poco. Non si tratta di un disco osceno, ma superfluo sì. Di album del genere potrebbero uscirne a centinaia ogni mese, perciò, prima di incorrere in questo rischio e trovarsi nuovamente invasi da produzioni inutili e uguali tra loro, è meglio porre dei limiti e concentrarci solo su quelli che meritano realmente di essere ascoltati. "Temple Of Whores" non rientra tra questi, sono sicuro che non mi verrà voglia di rispolverarlo e dargli un'altra chance.

(BRN - Aprile 2007)

Voto: 5,5


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