FIRE TRAILS
Third Moon

Etichetta: Valery Records
Anno: 2005
Durata: 63 min
Genere: hard rock / heavy metal


Chapeau, signori, chapeau! Ci troviamo di fronte a un uomo che, oltre ad essere una delle prime vere leggende del metal italiano, si è anche distinto, in più di vent'anni di onorata carriera, per la sua coerenza, la sua testarda capacità di andare avanti e la sua attitudine rock 'n' roll. Signore e signori, sto parlando ovviamente di lui, Pino Scotto! Clap clap clap clap!
Perdonate questo incipit enfatico ma, di fronte al ritorno di una vecchia gloria come Pino e i suoi Fire Trails, non si può che essere entusiasti, soprattutto se si tratta di un rientro in grande stile come quello celebrato da "Third Moon", il secondo (ma sarebbe più corretto dire 'il primo') full-length della band.
Facciamo un passo indietro, comunque, iniziando a presentare i protagonisti di questo lavoro a tutti coloro (spero pochi) che non li conoscono. Pino Scotto, storico cantante dei Vanadium, è un pilastro del metallo nostrano: con il loro debutto, "Metal Rock" (1982), la band milanese fu tra i primi a portare in Italia la carica dei grandi padri dell'hard rock (Led Zeppelin, Black Sabbath e Deep Purple), unita all'aggressività tipica del primo heavy metal. Dopodiché i Vanadium continuarono la loro scalata al successo pubblicando una serie di album di ottima fattura, integrando nel loro sound le influenze legate all'hard rock americano di Dokken e Van Halen, che portarono al clamoroso exploit di "Born To Fight" (1986). Sfortunatamente la band si sciolse nel 1990 e i musicisti presero strade diverse, che si rincontrarono solo nel 1995, con la pubblicazione di "Nel Cuore Del Caos", l'unico episodio in lingua italiana della discografia della band.
Ciononostante Pino non si perse d'animo e, nel 2002, fondò i Fire Trails e diede alle stampe il primo full-length della band, intitolato "Vanadium Tribute". Come si può immaginare, gran parte del lavoro consisteva nel riproporre i pezzi storici dei Vanadium, ma la presenza di tre inediti lasciava ben sperare sul futuro del gruppo. I Fire Trails, infatti, non si sono adagiati sugli allori, riducendosi ad essere una cover band ufficiale dei Vanadium; al contrario si sono messi in gioco, dando vita ad un album davvero ottimo, classico e moderno allo stesso tempo.
Sicuramente questo è riconducibile al grande valore dei singoli musicisti, tutti esperti ed efficaci nel proprio ruolo: Steve Agarthal si conferma un vero maestro della sei corde, dotato di un tocco molto settantiano che rende ogni composizione davvero gustosa; Larsen Premoli, con il suo bagaglio progressive, aggiunge quel tocco di classe in più; senza trascurare il forte apporto ritmico di Frank Coppolino (basso), Mario Riso e Tato a dividersi le parti di batteria. A coronare il tutto, poi, troviamo la splendida prova di Pino Scotto al microfono, che dimostra di essere uno dei cantanti della vecchia guardia, uno di quelli che ancora sapeva cantare con le palle e con il cuore, prima ancora che col diaframma e la testa.
Ma passiamo a dare un'occhiata da vicino a questo "Third Moon": le composizioni, tutte ottime, sono sempre ben bilanciate, con un scheletro di solido hard rock, su cui si innestano le accelerazioni più vicine all'heavy metal, momenti più epici ed evocativi, e contaminazioni progressive. Prendiamo il brano di apertura, per esempio, "Third Moon" che si sviluppa in un brano magniloquente, sostenuto dai tappeti di tastiere di Larsen Premoli, candidandosi alla palma di brano migliore del disco; o la successiva "Spaces And Sleeping Stones", diretta e potente.
Non troverete brani sotto tono in questo lavoro: ogni composizione è capace di svelare una sfaccettatura del sound dei Fire Trails. Così "Fighter" ci dimostra come il gruppo sia capace di destreggiarsi nelle cavalcate più veloci, tipo "Kill The King" dei Rainbow; "Sailor And Mermaid" lascia spazio alle divagazioni di clavicembalo ad opera di Larsen; "Reaching For The Sky" è un brano strumentale di una band affiatata e tecnicamente ineccepibile; e "God Of Souls", che colpisce per gli assoli intrecciati. Una nota di merito, infine, va senza dubbio a "Stronghold", un pezzo davvero epico in cui Angarthal e Premoli continuano a stupire con i loro duelli di pianoforte e chitarra acustica.
Complimenti ancora, dunque, a Pino Scotto e ai Fire Trails, per aver dato vita a un lavoro di cui la scena italiana può essere fiera, un lavoro che, spero, possa essere premiato dal pubblico come merita. Da parte mia non posso che consigliare questo CD a tutti coloro che amano le sonorità classiche: di sicuro non ve ne pentirete. Long live Rock 'n' Roll!
(Danny Boodman - Settembre 2005)

Voto: 8.5


Contatti:
Mail Fire Trails: info@steveanghartal.it
Sito Fire Trails: http://www.firetrails.it/

Sito Valery Records: http://www.valeryrecords.com/