FIREHOUSE
Prime Time

Etichetta: Laverty Music
Anno: 2003
Durata: 44 min
Genere: Hard Rock


"Prime Time" è il classico disco da ascoltare in macchina durante un lungo viaggio sulle strade della California. Ricordate i vecchi video delle Glam/Rock band che infestavano gli anni ottanta? Grandi tette, culi da infarto, party, sesso e rock'n roll... bene, i FireHouse sono questo. Non essendo un amante del genere mi sono avvicinato a questo lavoro con un po' di scetticismo, ma devo ammettere che dopo qualche ascolto ho trovato il lavoro abbastanza godibile e divertente.
Il punto di forza dei FireHouse sta nell'aver azzeccato la maggior parte dei ritornelli e della strofe, sempre assimilabili al primo ascolto. Il riffing di sottofondo è leggermente più metallico rispetto al genere che proponevano i gruppi degli anni ottanta. Pensate a Skid Row, qualcosa degli Ac/Dc, più una spruzzatina dei vecchi Poison più metallizzati, e non sarete lontani da quello che i FireHouse propongono.
L'iniziale title-track è il brano più immediato del disco per via di un ritornello che definirei "appiccicoso", nel senso che vi si stamperà in testa anche indipendentemente dai vostri gusti musicali. La chioma di Angus Young si scorge non appena parte il riff di "Crash". Ritmo sicuramente rubato agli Ac/Dc che non si tramuta in plagio solo per via di un ritornello melodicissimo e zuccheroso. Un potenziale singolo.
Ancora puro hard rock da party con la successiva "Door To Door", rovinata a mio modo di vedere da un coro da stadio un po' troppo forzato. Comunque è discreta. Si cambia registro con "Perfect Lie", una sorta di mid tempo abbastanza riuscito. Bella l'interpretazione vocale di CJ Snare, dalla timbrica non troppo dissimile da un ipotetico incrocio tra Sebastian Back e Bon Jovi. Puro hard rock puzzolente di whiskey si respira con la successiva "Holding On", la canzone più ancorata al vecchio hard rock anni '80. Come per il resto dei brani anche in questo caso va segnalata l'ottima performance del chitarrista Bill Leverty, sempre presente con riff ruffiani ma mai banali. Ottimi anche gli assoli presenti lungo l'intero lavoro.
"Body Language" è un perfetto incrocio tra Alice Cooper (quello più melodico dell'era "Poison" / "Trash") ed i primi Skid Row. L'immancabile semi ballad prende il nome di "I'm The One", non mi ha colpito più di tanto, ma va segnalata comunque per un ottimo accompagnamento chitarristico, che purtroppo non è supportato da buone melodie vocali. "Take Away" e "Home Tonight" sono due canzoni più o meno simili, legate anch'esse al classico hard rock leggermente metallizzato.
Chiude il disco la ballad "Let Go". Questa volta i FireHouse centrano il bersaglio, confezionando un'ottima canzone che ha la sfortuna di appartenere ad un gruppo che forse rimarrà relegato nelle seconde linee del genere proposto. Se fosse stata scritta da un grosso nome sono certo che sarebbe divenuta un ottimo singolo da classifica.
Il tempo per scalare le classifiche per questo genere di proposta è ormai passato, ma vi assicuro che due hit come la title-track o "Perfect Lie" avrebbero fatto sfracelli negli anni ottanta. Se siete amanti di queste sonorità credo che acquistando "Prime Time" non rimpiangerete le 15 euro spese.
(Stefanungol - Novembre 2003)

Voto: 7.5


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