FIRBHOLG
Ashes Of War

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 50 min
Genere: pagan/black metal


Ve li ricordate i Firbholg? Quella band umbra che aveva pubblicato nel lontano 2001 l'album "Holy Quest"? Ebbene, eccoli di ritorno sulle scene con questa nuova fatica. Anzi, potremmo considerare "Ashes Of War" come una vecchia/nuova fatica, visto che le composizioni erano già pronte nel 2005. Purtroppo il gruppo ha avuto diversi problemi con la formazione, e tra un avvicendamento e l'altro, tra le varie revisioni degli arrangiamenti... beh, gli anni sono passati! Eppure i Firbholg erano un gruppo dannatamente intrigante, all'epoca di "Holy Quest". Ricordo ancora il passaparola che mi aveva spinto ad acquistare quel disco, pubblicato non da un'etichetta qualsiasi ma dalla ben nota New LM Records. In più, il gruppo era prodotto da Paul Chain, un motivo in più per conoscerlo. D'altro canto, anche la copertina fantasy realizzata da Federico Sfascia era terribilmente stuzzicante.
Poco prima di procedere all'acquisto, avevo ascoltato qualcosa dei Firbholg su una compilation della quale ora non mi sovviene il nome, e quel black metal dalle tinte pagane mi era sembrato davvero ricco di promesse. E così è stato. Infatti, all'epoca di "Holy Quest", i Firbholg erano veramente un gruppo promettente. Canzoni valide, arrangiamenti nella norma, una trama fantasy avvincente... tutto funzionava al meglio.
Poi gli anni sono passati, e dei Firbholg non ne ho saputo più nulla, salvo averli incontrati forse in una compilation. Ma sono ricordi vaghi.
E' stato quindi con entusiasmo che ho accolto il ritorno degli umbri su full-length, ed è un piacere poterne scrivere su Shapeless Zine.
La formazione attuale consiste in Sir Woluk (Gian Marco Cruciani - voce), Tuolvok (Andrea Ronchetti - chitarra solista), Molelf (Emanuele Cruciani - chitarra ritmica), Holkar (Luca Benedetti - basso), Zerok (Fabio Bonazzi Bonaca - batteria e percussioni) e Wodref (Riccardo Cortellessa - tastiera). Il mastering di "Ashes Of War" è stato realizzato nell'estate del 2008 da Francesco Riganelli, presso i BPA Studios.
La copertina di "Ashes Of War" rappresenta le due metà di due volti mostruosi. Il tratto del disegno è quello tipico di Francesco Sfascia, che ha collaborato nuovamente con la band, accompagnando i vari testi con dei disegni esplicativi. Pertanto, il talento fantasy del disegnatore è presente nelle dodici facciate del libretto, tutto a colori e di ottima fattura.
I testi sono sempre molto importanti per i Firbholg, perchè raccontano una storia. Nella fattispecie, si tratta del secondo capitolo della cosidetta "Trilogia Di Mishall". In pratica, "Ashes Of War" narra gli eventi successivi a quelli di "Holy Quest". Nel vecchio album, dei cavalieri erano stati inviati dagli Dei alla ricerca del Diamante Nero, e le varie avventure li avevano portati a combattere contro il malvagio stregone Zerok (i vari eroi ed i cattivi hanno gli stessi soprannomi dei musicisti). "Ashes Of War" invece ripercorre gli eventi successivi, tramite testi meno narrativi ma più suggestivi, e dalla portata più vasta. Infatti, altre battaglie ed altre avventure, con l'entrata in scena di qualche nuovo personaggio (lo Swordman), e con la caduta di un Martello Dorato nelle mani di Zerok e dei malvagi, porteranno alla rovina dell'impero di Talash. Finale tragico? Beh, siamo solo al secondo capitolo della trilogia... e comunque i Firbholg hanno già annunciato che i lavori in corso in vista dell'album successivo sono cominciati sin dal 2007. Attendiamo dunque. E concentriamoci su "Ashes Of War" e sul suo contenuto musicale.
Ricordo subito che tutte le canzoni erano già più o meno pronte nel 2005, quindi quattro anni dopo la pubblicazione di "Holy Quest". Ora, una considerazione: i Firbholg non sono più sotto un'etichetta, nè hanno mentori particolari il cui nome è già sinonimo di promozione. Che disco è dunque, questo "Ashes Of War"? Beh, innanzitutto è un disco che va ascoltato, almeno una volta, accompagnando la musica con la lettura dei testi. Questo per capire la vicenda e valutare l'abilità drammatica e teatrale dei nostri. In secondo luogo, occorre ascoltare "Ashes Of War" così com'è, lasciando che sia solo la musica ad esprimersi. Che considerazioni se ne possono trarre? A prescindere dal fatto che ognuno ha un modo diverso di comprendere ed apprezzare la musica, credo che "Ashes Of War" sia un disco più che onesto, ma che al tempo stesso non brilli nè in quanto a personalità, nè in quanto ad originalità. Se infatti nel 2001 i Firbholg sembravano aperti ad ogni tipo di evoluzione, questo ritorno sulla distanza sembra aver tradito tutte le aspettative di una crescita consistente. O almeno, non ai livelli che mi sarei aspettato. E' vero, l'ho scritto prima... le canzoni sono state composte anni fa. Ma comunque sia, sempre dopo di quelle presenti su "Holy Quest". E gli arrangiamenti sono stati ripresi in mano più volte, a seconda degli avvicendamenti in seno alla band. Se nel 2001 le sonorità dei Firbholg erano accettabili, o comunque in linea con i tanti gruppi black/pagan presenti sulla scena, nel 2008 alcune scelte sonore sembrano un po' datate, o comunque "povere". Voglio dire, dopo tutti questi anni e l'esperienza maturata, sarebbe stato lecito aspettarsi suoni più convincenti, in particolare per quanto riguarda le tastiere. Invece, ecco dei suoni che faranno la gioia dei nostalgici degli anni '90. Anche per quanto riguarda le chitarre, ma qui il contesto è diverso. Anzi, distingue i Firbholg da altre band, in quanto le due asce utilizzano spesso e volentieri dei timbri che più black non si potrebbe, e questo dona alla musica delle suggestioni sinistre e gelide. I vocalizzi di Sir Woluk danno il loro meglio quanto più estrema si fa l'interpretazione, ed è proprio nei momenti più estremi ed oscuri che i Firbholg mettono in mostra il loro talento. Ma il sestetto vuole anche esprimersi in altre maniere, ad esempio utilizzando le solite melodie popolari o medievaleggianti. Scelte compositive che spesso funzionano, ma che altre volte frenano un po' la tensione accumulata. Si notano inoltre passaggi a volte pretenziosi, ma che dimostrano che il gruppo cerca sempre di migliorarsi, anche se i risultati non le danno completamente ragione.
E' davvero difficile indicare quali siano gli episodi migliori di "Ashes Of War". Personalmente mi è piaciuta molto "The Shadow Son", ma anche la finale "A Dying Empire - Domination" non è malvagia. A conti fatti però, le canzoni sono più o meno tutte allo stesso livello. Non si tratta di canzoni nè brevi nè lunghe, ma che riescono a proporci più stati d'animo all'interno di una singola traccia.
"Ashes Of War" è un disco piacevole, onesto ma anche un po' troppo scontato. I Firbholg di questo album sono un gruppo nella norma, che non fa mai gridare al miracolo. Credo che una valutazione obiettiva di ciò che effettivamente siano i Firbholg attuali, possa solo essere tratta dall'ascolto delle nuove composizioni. "Ashes Of War" rappresenta i Firbholg annata 2005, e pur intrattenendo l'ascoltatore con piacere ed interesse, non riescono a convincere al 100%. Ragion per cui, consiglio "Ashes Of War" ai completisti della band, agli appassionati di black pagan stile anni '90 ed a chiunque viva di pane e fantasy. Per il resto, confido in un passo in avanti decisivo in vista della prossima uscita del gruppo umbro.

(Hellvis - Marzo 2009)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail: firbholgband@gmail.com
Sito internet: http://www.myspace.com/firbholgband