FINSTERFORST
...Zum Tode Hin

Etichetta: Einheit Produktionen
Anno: 2009
Durata: 70 min
Genere: folk metal estremo


Dopo i buoni riscontri ottenuti dall'album "Weltenkraft" del 2007, la cui recensione è presente negli archivi della nostra webzine, i tedeschi Finsterforst sono passati dalla Heavy Horses alla Einheit Produktionen. Il matrimonio tra gruppo ed etichetta è stato coronato dalla pubblicazione di "...Zum Tode Hin", il secondo full-length dei Finsterforst, e loro terza pubblicazione in assoluto.
Registrato tra il giugno ed il luglio del 2008 negli studi Iguana, dove già era stato registrato "Weltenkraft", "...Zum Tode Hin" è stato subito considerato una priorità da parte della Einheit, tanto che è giunto in redazione con una confezione promozionale completa e lussuosa, seguito da tutta una serie di e-mail da parte dell'etichetta, decisa evidentemente a far recensire il disco il prima possibile.
Dunque, il CD di "...Zum Tode Hin" è corredato da una copertina molto bella, dai colori caldi con il rosso dominante, che raffigura un paesaggio lacustre. Il sole sta tramontando dietro alle colline, immerse in una dolce oscurità. Il cielo è coperto da nuvoloni, ma la luce solare che li buca si riflette sulla superficie del lago. Un'immagine rilassante, che riconcilia con la natura. Il libretto non è diviso in pagine: semplicemente è ripiegato su sè stesso. All'interno ci sono tutti i testi, rigorosamente in tedesco, mentre dall'altro lato ci sono le foto dei musicisti, a petto nudo e in atteggiamenti "selvaggi", i ringraziamenti e svariate informazioni. Tra l'altro, il pacchetto promozionale ci è giunto completo del classico foglietto informativo, più un flyer che annuncia la partecipazione dei Finsterforst al blasonato Ragnarok festival, giunto alla sua sesta edizione ed appuntamento irrinunciabile per gli amanti del pagan, del folk, del viking e di generi simili.
La formazione che ha inciso "...Zum Tode Hin" è la medesima dell'album precedente, vale a dire Marco Schomas alla voce, Simon Schillinger e David Schuldis alle chitarre, Tobias Weinreich al basso, Corenlius "Wombo" Heck alla batteria, Johannes Joseph alla fisarmonica e Sebastian "AlleyJazz" Scherrer alle tastiere. E' presente inoltre l'ospite Sevan Kirder, al tin-whiste, ovvero il classico flauto di latta irlandese, e Peter Hamm, chitarrista ritmico durante le esibizioni dal vivo dei Finsterforst.
In caso aveste dato un'occhiata alla mia recensione di "Weltenkraft", il mio atteggiamento critico nei confronti di questi sette tedeschi vi sarebbe subito saltato agli occhi. Ciò nonostante, avevo valutato quel disco con un'onestissimo e confortante 7.5. In effetti, "Weltenkraft" era ed è un buon disco, divertente e coinvolgente. Ma i Finsterforst mettevano in mostra, a fianco di tante qualità, anche un limite evidente: uno stile eccessivamente derivativo. La cosa era ed è innegabile. Ancora oggi, "Weltenkraft" suona tremendamente alla Finntroll, con l'esclusione del ritmo hummpa ma incredibilmente simile come atteggiamento, scelta dei suoni e tipo di produzione. Ma ecco, l'altra volta non l'ho scritto, ma volendo essere ancora più pignoli si sarebbero potutesottolineare qua e là similitudini con gli Ensiferum o i Moonsorrow. Questa derivatività devastante ha inflazionato un disco altrimenti ineccepibile. Con una pecca del genere, il voto che ha ricevuto "Weltenkraft" è da considerarsi altissimo. Questo perchè, a conti fatti, i Finsterforst suonano benissimo, e sanno come scrivere ottime canzoni. Gli arrangiamenti sono sempre stratificati e stuzzicanti, e spesso azzeccano delle idee notevoli.
Un altro piccolo neo di "Weltenkraft" era dato dalla lunghezza un po' eccessiva di alcune canzoni. Ebbene, a quanto pare con "...Zum Tode Hin" i Finsterforst non solo non hanno fatto marcia indietro, ma hanno addirittura accentuato questa caratteristica. Quindi, in questo CD abbiamo più di 70 minuti di musica suddivisi in sole cinque tracce! A questo punto, è chiaro che i Finsterforst stiano seguendo un loro percorso musicale, personale ed assolutamente anticommerciale. Una scelta del genere fa passare in secondo piano qualsiasi sospetto di "furbizia". Anzi, è probabile che tutte le similitudini presenti nella musica dei Finsterforst non siano altro che il frutto di un amore viscerale degli artisti per questo genere. I loro modelli, con i quali probabilmente sono cresciuti, fanno ormai parte del loro DNA. Per questo motivo, i Finsterforst non potrebbero mai suonare differenti. Il loro gusto musicale li porta a scegliere quel determinato suono di tastiere, quel preciso timbro della chitarra elettrica, e la costruzione di uno specifico tipo di melodia. Melodie spesso portate dalle tastiere, dalla fisarmonica o dal flauto, dal piglio popolare e medievaleggiante, più celtico-nordico che tedesco. Melodie quasi sempre in bilico tra minore e maggiore, con la predominanza del primo. Andare con la mente ai Finntroll non è poi così fuori luogo, per farsi un'idea delle melodie utilizzate. Ma, a ben guardare, non si possono biasimare i Finsterforst più di tanto. Questo tipo di melodie, di arrangiamenti, di atteggiamento musicale è tipico di tutta una scena, anzi, di tutta una parte di questa scena musicale. Anche andando a cercare gruppi contemporanei a Finsterforst, ma provenienti da altri paesi, come ad esempio i Falchion o gli Hromovlad, si nota come i difetti siano sempre gli stessi. Alcuni poi riescono a metterci tanto del loro, con trovate intelligenti (vedi gli Hromovlad), altri invece si limitano a suonare con perizia e cuore, senza scollarsi di dosso le pesantissime fonti di ispirazioni (vedi i Falchion).
Con "...Zum Tode Hin", i Finsterforst ci dimostrano dunque che certe sonorità fanno ormai parte di loro. E' inutile sperare che scompaiano, rimarranno per sempre. Bisogna quindi accontentarsi del loro modo di fare musica, godendosi la bellezza delle composizioni e l'intelligenza delle composizioni. E la vivacità esecutiva, importantissima quando le composizioni sono così lunghe. Ogni traccia infatti può essere considerata una mini-suite, composta da più brani uniti fra di loro a volte con successo, a volte in maniera meno convincente. Questi sono i loro titoli: "Urquell", "Das Grosse Erwachen", "Seines Gluckes Schmied", "Sturmes Ernte" e "Untergang". Le cose funzionano quando le varie sezioni di queste composizioni si susseguono con naturalezza, quando una parte "chiama" l'altra. Altre volte invece un tema si ferma, e di colpo ne parte un altro in modo poco consequenziale. E la cosa puzza un po' di puzzle. Certo è che brani del genere richiedono un certo impegno da parte dell'ascoltatore. Non è una musica d'impatto, con una melodia popolare piazzata in mezzo, che esaurisce il proprio potenziale in tre minuti. Qui ci vanno impegno ed attenzione da parte dell'ascoltatore, che non può distrarsi se vuole godersi la composizione nella sua interezza. Va specificato, a favore dei Finsterforst, che essi non cadono nella tentazione di allungare il brodo con sezioni insulse e noiose, ma che ogni composizione è densa, intensa e ricca di cambiamenti. La noia è pressocchè scongiurata, e può solo manifestarsi per via della durata eccessiva del disco. La ricerca poi di alcune personalizzazioni stilistiche (ritmiche meno veloci, passaggi più studiati e particolari), è un sintomo di buona volontà da parte dei sette musicisti, attenti più ai risultati artististici del proprio operato, che a compiacere gli ascoltatori.
Ciò non toglie che i Finsterforst siano rimasti ciò che erano, un grande gruppo a livello esecutivo e compositivo, che soffre di una cronica mediocrità sia come personalità che come originalità.
"...Zum Tode Hin" è un lavoro apprezzabile, gradevole come il suo predecessore, un po' lunghetto, ma che non mancherà di soddisfare gli amanti del folk metal più estremo.
(Hellvis - Marzo 2009)

Voto: 7.5


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