FINSTERFORST
Weltenkraft

Etichetta: Heavy Horses Records / Worldchaos Production / Dr. Music Distribution
Anno: 2007
Durata: 76 min
Genere: folk metal estremo


"Ciao, i Finntroll sono la mia band preferita e non ascolterei altro che loro. Avendo tutta la loro discografia, sono disperato! Suggeriscimi un gruppo molto simile, per favore!". Se qualcuno mi rivolgesse una richiesta così accorata e specifica, avrei una risposta pronta e priva di dubbi: "Prova ad ascoltare qualcosa dei FinsterForst!". Che sia la loro ultima pubblicazione, questo "Weltenkraft", o l'EP d'esordio del 1995, "Wiege Der Finsternis", la cosa ha poca importanza. Il gruppo tedesco è una garanzia, e la sua proposta musicale ha molto più di qualcosa in comune con la band finlandese. Innanzitutto, il connubio vigoroso tra metal e folk, con ritmiche quasi sempre sostenute, e con vocalizzi estremi. In secondo luogo, il genere di ritmica, il tipo di melodia, l'impostazione degli arrangiamenti, che includono tra l'altro suoni particolari quali fisarmonica, flauti, ecc.
Formatisi nel 2004, questi ragazzi hanno subito attratto le attenzioni delle etichette, grazie alla grande professionalità ed alla sicurezza strumentale. Queste qualità sono infatti innegabili, e se già erano evidenti nell'EP, in "Weltenkraft" splendono di luce propria. Gli studi "Iguana" March-Buchheim hanno svolto un lavoro semplicemente perfetto, pompando i suoni al meglio, mettendo in evidenza ogni singolo strumento e garantendo alla band un impatto potente ma al tempo stesso espressivo.
La formazione che ha inciso il CD (in copertina c'è la foto di una foresta) vede Tobias Weinreich al basso, Johannes Joseph alla fisarmonica ed ai cori, Marco Schomas alla voce ed alla chitarra a 12 corde, Simon Schillinger alla chitarre sia elettriche che acustiche, Cornelius "Wombo" Heck ai cori (ma dal vivo suona la batteria), AlleyJazz alla tastiera e David Schuldis alla chitarra ritmica. Alla realizzazione del CD hanno partecipato gli ospiti Christoph Schuster all'oboe, Sevan Kirder al tin whistle ed al flauto tedesco e Jonas Mayer ai cori. Non male vero, tutta questa gente? Insieme hanno sfornato un prodotto di dieci canzoni per un totale di ben settentasei minuti di musica.
La mia impressione, ascoltando il CD, è un misto di piacere, ammirazione ed un bel po' di rabbia. Piacere, perchè il disco è ben fatto. Ammirazione perchè il disco è MOLTO ben fatto. Tanta rabbia, perchè l'essere così derivativi fa passare in secondo piano tutte le qualità del gruppo! Certo, non basta una fisarmonica per far suonare un gruppo fome i Finntroll, nè sono una persona che si limita alle apparenze. Qui non c'è quasi traccia di "hummpa", l'ormai famoso ritmo popolare finlandese, però... però, che i FinsterForst suonino lenti, che utilizzino riff black metal, che ci mettano del loro, nulla è utile ad esorcizzare questi spettri scandinavi. E' un'impressione che perdura, e che non bastano passaggi personalizzati per scacciarla. No. Questo è il limite, l'unico ed il maggiore, dei FinsterForst. Mi chiedo perchè tanta qualità e talento, debbano essere immolati sull'altare del conformismo agli stilemi di un altro gruppo! Credo sia una mancanza di rispetto verso sè stessi! Basta ascoltare l'arrangiamento, con le lunghe note di tastiera sullo sfondo, la ritmica potenziata, la voce sempre uguale a sè stessa. Anche se questa mia affermazione farà arrabbiare i tedeschi, non credo che ci sia un recensore al mondo che non li abbia accostati alla band citata in precedenza!
Uno potrebbe obiettare che il mio giudizio si limiti ad un'impressione a pelle, e che utilizzando certe melodie popolari, molti gruppi potrebbero somigliarsi. Falso. I Malnàtt di "Carmina Pagana" ne sono un esempio, tanto per citare un nome. Anche lì c'è la fisarmonica, ci sono le ritmiche tirate e le vocals sempre distorte, eppure l'accostamento funziona solo alla lontana.
Che peccato quindi! Anche perchè canzoni come "Des Waldes Macht" o "Die Suche Nach Dem Licht" (col suo oboe azzeccatissimo) sono due ottimi singoli. Oppure che dire dei coretti anthemici di "Rauschende Nächte", o la quasi tarantella di "Weinende Ruinen"? Tutti questi episodi, creativi e di indubbia efficacia, scivolano via lisci e potenti, per la soddisfazione dell'ascoltatore. Vederli dal vivo dev'essere un'esperienza esaltante! La qualità musicale è elevata; forse solo il minutaggio è un po' troppo lungo. Settantasei minuti sono tanti per dieci canzoni (come ho scritto prima), ed alcune traccie (tipo "Verlorene Seelen") tendono ad essere prolisse. E' comunque fuori di dubbio che i tedeschi abbiano talento. E' perciò importante che si stacchino dai modelli, e comincino a camminare con le proprie gambe. Ne hanno tutte le possibilità, basta usare un po' più il cervello e un po' meno l'istinto. E' brutto frenare la propria ispirazione, ma è una cosa necessaria se si vuol dire qualcosa di proprio.
"Weltenkraft" è un bell'album, il cui voto è penalizzato dalle considerazioni sopra riportate. Vale comunque la pena dell'acquisto, in caso pensaste che il gruppo possa fare al caso vostro.
(Hellvis - Ottobre 2007)

Voto: 7.5


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