FINAL TRAGEDY
Greed

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 49 min
Genere: Prog Metal


I francesi Fianl Tragedy sono nella scena da diversi anni, in pratica dal 1989 quando Jean-Luc Millot suonava in una band techno-thrash che si chiamava Etheric Soul. Nel 1993 Delphine Cochand sostituisce il cantante e dopo 3 anni i due decidono di lasciare la band e di portare avanti un loro progetto a due, quindi danno vita ai Final Tragedy. Vengono pubblicati due lavori, "Final Tragedy" (3 song CD - 1996) e "Trial Of Tears" (4 song CD - 1998) che raccolgono ottimi consensi al punto tale che i CD ottengono visibilità anche nei negozi FNAC, la più grande catena di negozi musicali francese (quando vado a Parigi ormai faccio sempre tappa fissa almeno in quelli di Champs Elisées, Bastille e Forum de Halles).
Questo "Greed" doveva essere distribuito da un'etichetta canadese ma nel 2001 la label fallisce e quindi i due decidono di autoprodursi e di far uscire comunque il lavoro. "Greed" comprende 8 canzoni (se ho capito bene i 4 brani che componevano "Trials Of Tears" sono stati riarrangiati ed inseriti in questo full-length) di cui l'ultimo, "Gift?", è una suite di 11 minuti strutturata in 2 parti.
Il disco è stato registrato nel loro home recording studio, Delphine si è occupata delle parti vocali soliste, dei cori (insieme a Jean-Luc) e dei testi mentre Jean-Luc della musica suonando chitarra, basso, tastiere e seguendo la programmazione.
La produzione generale non rende giustizia ai brani, i suoni sono impastati, a tratti poco definiti, creando un effetto "pastone" a volte poco piacevole; nello specifico trovo che la voce è troppo riverberata e distante, la batteria è un po' troppo in ombra, soprattutto i piatti. Invece sono molto belli i suoni di chitarra pulita e la scelta delle sonorità delle keyboards.
Col termine prog metal si dice molto poco: in effetti la musica dei Final Tragedy è un mix di influenze che scaturiscono in un risultato che trovo molto soddisfacente: le atmosfere sono cupe, decadenti e traggono ispirazione da situazioni dark a cui si mescolano ritmiche molto serrate in pieno stile heavy, a volte anche thrash metal, in cui fa contrasto la voce femminile, melodica ed evocativa.
Dovendo dare un'idea generale posso dire che i Final Tragedy vanno a richiamare un certo tipo di songwriting che può ricordare certe composizioni dei Dream Theater di "Awake", in particolare mi riferisco a certe cadenze di chitarra ritmica; altre situazioni richiamano elementi tipici del folk prog (vedi Renaissance) mentre i passaggi vocali mantengono un'impostazione dark anche se ogni tanto spunta qualche citazione a Geoff Tate (il ritornello di "Speak The Words" è né più né meno la strofa di "Anybody Listening?") e a James LaBrie.
Quella dei Final Tragedy è una musica in continuo movimento, con arrangiamenti vari e molto ben curati ed ottimamente sviluppati che rendono i brani fluidi e scorrevoli. Forse in certi momenti è il tipo di sound dato alla voce che tende ad appiattire un po' il risultato finale. Questa a mio avviso è la lacuna principale di questo lavoro, perché i brani sono molto interessanti, suonati ottimamente ma purtroppo alla lunga la voce "litanica" può risultare un po' noiosa.
Di sicuro questa componente non può mettere in ombra il notevole lavoro svolto dai due, in particolare mi piace veramente molto quanto fatto da Jean-Luc per quel che riguarda tutta la sezione strumentale, e questo grazie ad alcuni passaggi raffinati e che denotano la notevole classe che ha questo musicista.
Concludendo posso dire che resta un prodotto sobrio ma intenso e sentito, a tratti originale anche se talvolta un po' monotono per i motivi descritti sopra. Comunque il giudizio complessivo non può che essere positivo.
(Disconnected - Marzo 2003)

Voto: 7.5


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