FINAL BREATH
Flash-Burnt Crucifixes

Etichetta: Gutter Records / Massacre
Anno: 2000
Durata: 42 min
Genere: Thrash/Death Metal


I Final Breath sono una band tedesca devota alla vecchia scuola del thrash. Si sono formati nel 1993. La line-up originale era la seguente: Michael Imhof alla voce, Jorg Breitenbach alla chitarra solista, Werner Muller alla chitarra ritmica, Thomas Wissel al basso e Heiko Krumpholz alla batteria. Nel 1995 hanno inciso un demo intitolato "Soulchange". Nel 1997 hanno pubblicato un miniCD dal titolo "End Of It All" che ha permesso ai Final Breath di avere un contratto con la Gutter Records, costola della Massacre. Grazie ad esso hanno potuto pubblicare nel 2000 il loro primo full length, questo "Flash-Burnt Crucifixes". La scelta del produttore è ricaduta su Andy Classen noto come ex-chitarrista degli Holy Moses (nonché fratello della cantante Sabina) e rinomato per le sue collaborazioni in sede di registrazione (Asphyx, Die Apokalyptischen Reiter, Callenish Circle, Rotting Christ, ecc.).
Prima di commentare questo CD è doverosa una precisazione. Presto recensirò anche "Mind Explosion" (2002), il nuovo album dei Final Breath. So che molte cose sono cambiate attorno alla band: la più evidente è l'arrivo di un nuovo cantante. Oltretutto, nei due anni che hanno preceduto la pubblicazione dell'ultimo album, il gruppo ha acquisito esperienza grazie ai numerosi concerti (in compagnia di act rinomati quali Night In Gales, Tankard, Disbelief, ecc.). I miei giudizi si riferiscono quindi solo ed esclusivamente ai valori della band all'epoca in cui ha inciso "Flash-Burnt Crucifixes". Ho evitato di ascoltare il nuovo album proprio perché il mio giudizio non venisse influenzato dalla conoscenza degli sviluppi futuri della band.
Ho ascoltato "Flash-Burnt Crucifixes" (da ora FBC) con attenzione e, non nego, con un certo divertimento. I Final Breath ci sanno fare, hanno tiro e freschezza. Aldilà di questo però, FBC non offre molto altro all'ascoltatore. Il gruppo infatti non è campione di originalità. L'impressione che mi danno i Final Breath è quella di "già sentito" anche se non si può indicare una band la cui influenza sia stata decisiva. Piuttosto, i tedeschi hanno preso un po' qua un po' là dai più importanti maestri del thrash americano (Slayer, Exodus, Metallica, Forbidden, Testament, ecc.).
Dalle parole che ho appena scritto il lettore potrebbe pensare che i Final Breath ripropongano il thrash pari pari a com'era negli anni '80. Sarebbe ingrato nei confronti della band, se così fosse. La loro scarsa originalità non è sinonimo di suono-retrò. Spesso infatti il quintetto sfiora sia il death metal delle origini (soprattutto per lo stile del cantante Michael Imhof) che quello melodico svedese. Anche in questo caso però non si dimostrano altro che buoni mestieranti.
E' necessario che i Final Breath incrementino il songwriting cercando soluzioni più personali (l'avranno fatto? Lo sapremo nella recensione del prossimo album!).
Altro punto sfavorevole. La band ha voluto Andy Classen come produttore, ma non pare che egli abbia preso molto a cuore questo impegno. Mi duole dirlo ma il suono della band risulta penalizzato dalle sue scelte. Il suono è troppo poco profondo: il basso è seppellito dagli altri strumenti e la grancassa della batteria non gode di condizioni migliori. In compenso piatti e rullante sono in primo piano, in maniera quasi sguaiata.
Nonostante tutto questo, FBC funziona ugualmente. Questo perché i Final Breath hanno alcune interessanti carte da giocare: prima fra tutti, un tiro eccezionale. Sono sicuro che questi tedeschi hanno il thrash nel sangue, perché ogni singola nota di questo disco trasuda di sudore e passione. Consiglio a tutti gli amanti del thrash di ascoltarlo, perché FBC garantisce una buona dose di adrenalina e di sano headbanging.
Le tracce migliori dell'album sono "Going Hellbound", "Ratrace", "Sociopathically Insane", "Exposed To Hatred", "Soulcontrol" e "Chaos". Queste sei canzoni riassumono quanto di meglio i Final Breath sanno dare. La voce del cantante è potente (sebbene piuttosto monocorde) e le chitarre producono parecchi riff taglienti. La sezione ritmica picchia in maniera micidiale, districandosi fra innumerevoli cambi di tempo (ottimo lavoro del batterista Krumpholz in "Sociopathically Insane"). Sarebbe stata un'ottima scelta fare un EP con solo queste canzoni! "Bloodred Sky" e "Killing Machines" sono invece due brani fortemente influenzati dal death melodico svedese (soprattutto il secondo). Imhof è sicuramente un cantante più adatto a questo genere di metal, infatti in queste tracce riesce a dare il meglio di sè. Questi due brani non sono tra i più belli ma dimostrano come i Final Breath possano barcamenarsi anche in territori diversi dal thrash.
"The Pact" è una canzone anonima mentre l'opener "Violent Death" è veramente scarsa. Non è stato un colpo di genio quello di porre questo brano ad inizio del disco. Forse i tedeschi volevano aprire FBC con una copia della slayeriana "Angel Of Death", ma qui il risultato è risibile. Ambedue i brani godono (o soffrono) degli assoli di Breitenbach, un chitarrista che forse dovrebbe limitarsi a tenere la ritmica.
Come concludere? FBC è un album piacevole, pieno di passione e di grinta. Purtroppo, ha parecchi difetti maggiori che ne diminuiscono la qualità finale. E' un disco consigliato a chiunque voglia divertirsi al suono del thrash più grintoso e sanguigno. In maniera spensierata, senza impegno.
(Hellvis - Marzo 2003)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail: heiko@finalbreath.de
Sito internet: http://www.finalbreath.de/