FIGHTCAST
Breeding A Divinity
Etichetta: Kolony Records
Anno: 2008
Durata: 35 min
Genere: metalcore
Nati a Cesena nel 2004 i Fightcast, hanno all'attivo un primo mini CD
autoprodotto, "Killer Goodfellas Family", dello stesso anno; da lì in
avanti un'intensa attività live, che li ha visti di supporto a band
quali Caliban, The Agony Scene, Extrema e Linea 77; nel 2007 sono
iniziate le registrazioni del primo vero e proprio full-length,
"Breeding A Divinity", uscito sotto l'egida dell'italiana Kolony
Records. Fin da subito, i connotati generali sono riconducibili ad un
metal moderno di matrice europea, arricchito da numerosi inserti
melodici e richiami hardcore; quindi chitarre potenti, veloci e
corpose, dal suono tagliente e fluido; ritmiche serrate, martellanti ed
incisive e melodie vocali ora grezze e corrosive, ora aperte e
melodiche. "Poison Cage", primo brano in scaletta, ne è l'esempio più
concreto, dove a partiture decisamente più tirate e veloci fanno da
giusto contro altare bridge e ritornelli assolutamente aperti e
melodicamente azzeccati ed orecchiabili e dove le vocals pulite la
fanno da padrone. Con "Filter" si prosegue lungo la stessa linea,
colpendo l'ascoltatore con ritmiche, fraseggi e soluzioni sonore veloci
e violente, ma di un'irruenza e prepotenza sempre controllata e
stabile, tanto da accompagnare e preparare essa stessa ai successivi
passaggi più melodici; buonissimi in questa occasione i soli, a circa
metà brano, tecnicamente validi, fluidi ed assolutamente nella parte.
Anche con "Three Ghosts For You" e la successiva "The White Pitch" , le
sonorità e le reminescenza espresse rimangono essenzialmente le stesse,
andando, nell'occasione, a ricordare più di una volta gli svedesi In
Flames, sia in fase ritmica che, principalmente, per le linee vocali e
le soluzione armoniche utilizzate; riuscendo facilmente ad inserire in
chiare ed imprescindibili partiture death/thrash, richiami e soluzione
decisamente più vicine all' hardcore, soprattutto per quanto concerne
le linee vocali in genere, per il loro stile ed il loro utilizzo.
Mentre"Chrome Within"non è niente altro che una breve introduzione
acustica, "New Shape Behind", sesto brano del lotto, non si allontana
di molto dalle sonorità sopraccitate; ma si identifica, comunque,
rispetto ai brani precedenti, sia per una maggior potenza e cattiveria
esecutiva, che per una superiore vena hardcore lungo tutte le strofe,
più cadenzate e ricche di groove, per poi riaprirsi sui ritornelli,
dove invece le chiare assonanze swedish fuoriescono ancora una volta
prepotentemente.
Una maggior carica emotiva ed esecutiva, contraddistingue a mio parere,
"Illogical Trip", che colpisce veramente nel segno, con le sue
partiture cadenzate e potenti, da cui fuoriesce costantemente e viene
posta in risalto una linea melodica di fondo assolutamente vincente,
all'inizio leggermente oscurata dalla prepotenza e dalla violenza delle
ritmiche, ma che poi prende assolutamente forma, corpo e sostanza,
lungo i soli centrali e nei cantati puliti, andando a creare una
piccola contraddizione sonora che va a far risaltare il pezzo in
questione. La rabbia e la violenza sin qui espresse, ma entro certi
limiti contenute, vengono lasciate andare e fatte sfogare pienamente
lungo i solchi di "Charlie B.", veloce, violenta e ricca, ricchissima
di groove. Da sottolineare la buonissima prova dei chitarristi,
tecnici, veloci e dall'eccellente gusto melodico.
Tocca alla title-track chiudere il lavoro in questione e tutto ti
aspetteresti tranne che una lunga serie di rumori, urla, suoni
inconsulti ed inserti synth. Poco più di due minuti che in un certo
qual modo riescono ad aprirci le porte verso il mondo Fightcast, un
enorme calderone in cui le più svariate influenze, metal, thrash, death
ed hardcore riescono a creare un suono ed uno stile, che, pur
riconducibile ai più conosciuti esponenti dei generi in questione, In
Flames e Soilwork su tutti, riesce altresì a ritagliarsi una propria
filosofia ed una propria fisionomia, fatta di buone idee di fondo e di
un'ottima tecnica musicale e compositiva; una sana attitudine ed una
grande, grande voglia di sfondare e farsi strada nell'enorme bolgia
underground. Trentacinque minuti di buona, ottima musica, che scorre
velocemente e piacevolmente, senza trovare alcun ostacolo di sorta, se
non una troppa, eccessiva ricerca del ritornello melodico, su cui poi
basare l'intera struttura del pezzo e che forse alla fine rende tutti
quanti i brani troppo simili tra loro, togliendogli un poco di
personalità e di carattere; cosa questa assolutamente migliorabile
nell'immediato futuro e che non diminuisce il valore assoluto del CD in
questione. Nota di merito per la registrazione e la produzione sonora,
a cura di Riccardo Pasini dello Studio 73, di livello decisamente
internazionale.
(Pasa - Settembre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Fightcast: http://www.myspace.com/fightcast/
Sito Kolony Records: http://www.kolonyrecords.com/