FEROSITY
Overthrown Divinity

Etichetta: Redrum666
Anno: 2007
Durata: 33 min
Genere: death metal


La storia dei polacchi Ferosity può essere divisa in due periodi. Un primo nel quale il gruppo non ha mai lasciato la sala prove e che è durato appena un paio d'anni, dal 1995 al 1997, prima dell'inevitabile scioglimento a causa della cronica mancanza di musicisti. Un secondo periodo, che ha avuto inizio nel 2005, quando cioè il gruppo ha preso la decisione di riformarsi. Sebastian "Sebek" Kubajek (batteria) e Paweł "Pavulon" Kędzielski (voce) hanno anzi considerato questo il vero inizio della storia dei Ferosity (la storpiatura del moniker credo sia dovuta al fatto di distinguere i polacchi dai tantissimi gruppi chiamati Ferocity). La formazione è stata completata con gli innesti di Piotr "Habib" Pyrzanowski e Marek "Marro" Wróbel alle chitarre, e Tomek "TommyDevilll" Jachimek al basso.
"Overthrown Divinity" è stato registrato nel giugno del 2006 allo studio LA, in Polonia, ma ha dovuto aspettare fino al 2007 prima di essere pubblicato dalla Redrum666. A seguito della registrazione di questo CD, e dopo la sua pubblicazione, i Ferosity si sono distinti per un gran numero di concerti, grazie ai quali si sono guadagnati una discreta fama underground in patria.
La copertina di "Overthrown Divinity" è strana, a metà strada tra il visionario ed il fantascientifico. Sinceramente, non saprei dire cosa rappresenti: a occhio sembra il particolare ingrandito di un disegno più complesso, tanto più che l'immagine appare leggermente sfocata. Forse la cosa è voluta, forse no. Bisognerebbe chiedere al suo autore, Artur Szolc... Comunque sia, il libretto è di due pagine contenenti esclusivamente le informazioni relative alla registrazione, i ringraziamenti, i contatti ed una foto dei musicisti.
"Overthrown Divinity" contiene undici tracce per un totale di trentatre minuti di musica. Death metal puro, di vecchia scuola e di stampo americano. Un death metal aggressivo e brutale, suonato con la giusta attitudine. I vocalizzi del cantante sono incomprensibili, ed il suo gutturale è profondo e potente. Le due chitarre sono generose ed inarrestabili, e creano un muro sonoro compatto e consistente. La sezione ritmica è precisa e competente, e sorregge a meraviglia il lavoro delle due asce e del cantante. Il quintetto è in possesso di un'ottima tecnica e di un'intesa meravigliosa. E dimostra di avere le idee chiare. Per essere un album d'esordio, praticamente autoprodotto, "Overthrown Divinity" è realizzato in maniera assolutamente professionale. I suoni sono azzeccatissimi, i volumi sono giusti ed il suono è vivace, oscuro e mai piatto. I Ferosity sono l'ennesima riprova di quanto sia valida la Polonia, nel campo del metal estremo. Difficilmente un gruppo polacco fallisce, all'appuntamento su full-length. E "Overthrown Divinity" è senz'altro un disco degno di rispetto, capace di comunicare energia ed oscurità, di inquietare e di spingere all'headbanging. Senza invidiare nulla alle produzioni di gruppi più quotati.
Certo, il quintetto ha anche i suoi limiti, che però sono i limiti classici di tutti i gruppi che si votino alla vecchia scuola di un genere. Certi riff, certi cambi di ritmo, il tipo di suoni, tanti clichè sono cose già sentite e risentite. E' ovvio che, qualora si ami un genere musicale in un certo periodo della sua evoluzione, si tenda (anzi, si sia obbligati) a proporre certe soluzioni già ampiamente sfruttate in passato. E questo è ciò che fanno i Ferosity. Però, dalla loro, hanno un innato talento nello scrivere buone canzoni. Questo talento o ce l'hai, o non ce l'hai: non c'è via di mezzo. Ed i Ferosity sanno scrivere canzoni degne di nota. Le undici tracce qui presenti, pur nella loro brevità, hanno caratteristiche ben definite: nessuna di esse si perde nel limbo delle "canzoni tutte uguali". Se all'inizio può sembrare che un riff sia simile a quello di tante altre canzoni, sviluppandosi il brano assume caratteristiche personali, vuoi rallentando, vuoi accelerando, vuoi fermandosi e ripartendo. Idea dopo idea, i Ferosity dimostrano di saper maneggiare il death metal come fosse argilla nelle mani di un abile scultore. E questa abilità dà forma a brani di tutto rispetto quali (ne cito alcuni, ma sono tutti validi) "Revenge", "God Of All", "And Death Shall Have No Dominion", "Prophecy" e "Temptation". Musica buona, che ricorda in alcuni frangenti i vecchi Morgoth, ma che porta nel suo DNA tracce di Dying Fetus, Immolation, Cannibal Corpse e così via.
La tracklist è completata da un brano bonus ("It"), la cui qualità di registrazione è decisamente più scarsa: probabilmente, proviene da una prova o da un demo mai pubblicato.
Il CD contiene anche una parte multimediale, contenente i video di "Prophecy" e "Born Like This". Si tratta di registrazioni prese dal vivo, amatoriale, con camera fissa. C'è inoltre la solita sezione contenente vari mp3 tratti da pubblicazioni della Redrum666: una scelta interessante, capace di stimolare i recensori, ma anche i vari acquirenti.
"Overthrown Divinity" è quindi un disco molto buono, contenente un death metal trascinante e ben suonato. Una nuova buona uscita per la Redrum666, ed un nuovo gruppo polacco da tenere d'occhio!
(Hellvis - Luglio 2008)

Voto: 7.5


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