FE.. DUP
13,0,0,0,0
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 50 min
Genere: alternative metal estremo e melodico
Corredato da una copertina bianca macchiata da aloni rosati, ecco il
primo full-length dei Fe.. duP. Questo CD è stato registrato nel Hate
Studio con una formazione a cinque, e porta a compimento l'evoluzione
artistica della band, dopo le tappe precedenti di "Last Day Of The
Life" (2003 - recensito sulla nostra zine) e "Dogma" (2005). Due
canzoni del nuovo full-length, tra l'altro, provengono proprio da quel
demo: nella fattispecie si tratta di "Drink Me" e "Descent".
La formazione che ha inciso il CD vede Loris alla voce, Davide
alla chitarra, Simone alla batteria, Bruno al basso e Mathias alle
tastiere ed al sintetizzatore.
"13,0,0,0,0" parte in maniera severa, con un gran riff di
chitarra sostenuto da una sezione ritmica rabbiosa ed arrembante, ed il
ruggito devastante di Loris in primo piano. La struttura della canzone
è piuttosto semplice, e per questo molto efficace. L'intervento delle
tastiere di Mathias aggiunge una componente atmosferica al tutto, ma si
tratta comunque di una breve parentesi. "13,0,0,0,0" è in
primo luogo un brano d'impatto, che azzanna l'ascoltatore alla
giugulare e non molla la presa. La seconda parte della composizione è
molto evocativa, con i suoi passaggi improvvisi da accelerazioni
brucianti a rallentamenti distruttivi. La canzone si conclude comunque
con la ripresa del riff portante. Davvero bella!
"The Game" parte immediatamente, senza dar tempo all'ascoltatore
di riprendere fiato. Potenza d'impatto e melodia atmosferica vanno di
pari passo in "The Game". Tastiere e sintetizzatori smussano la
ruvidità di chitarra e basso, mentre la bella voce di Loris si esibisce
anche in passaggi puliti, che donano alla canzone una parvenza "emo". I
miei complimenti per l'ottimo lavoro di Davide alla chitarra: è molto
migliorato nel corso degli anni, soprattutto dal punto di vista
espressivo. E l'espressività raggiunge alti livelli nel corso di questa
composizione. I Fe.. duP non si limitano a pestare, ma riescono ad
accarezzare i loro strumenti, dando vita ad una gamma di timbri e di
atmosfere davvero variegata. La musica del gruppo veneto è
discretamente personale, pur inserendosi in un filone musicale al passo
coi tempi.
I vocalizzi dell'ospite Laura aprono "Invictus": un'apertura
fiera, maestosa e minacciosa. La partenza di questa canzone ha un
qualcosa di epico, quasi, e le urla del cantante sono spaventosamente
efficaci. "Invictus" prosegue poi per territori misti, dove la melodia
e la violenza pura sembrano fare a gara per il predominio, e quindi
ecco un continuo accavalarsi dell'una o dell'altra. L'aspetto melodico
sottintende comunque il tutto, cosa che rende "Invictus" apparentemente
di facile presa. Ho scritto "apparentemente" perchè non ci vogliono
molti ascolti per rendersi conto della complessità dell'arrangiamento,
e del brano. La voce di Laura ritorna nel corso del brano, arricchendo
il tutto con il suo bel timbro. Bravi Fe.. duP, davvero espressivi e
validi. Una delle canzone più belle del CD!
"Project Meiwes" è in possesso di tutt'altro aspetto. La
componente death è molto più accentuata, e quando il ritmo picchia, lo
fa senza compromessi. Compromessi che arrivano nel ritornello melodico,
dove le tastiere creano un tessuto sonoro sofisticato, seppur teso e
minaccioso. Comunque i Fe.. duP, che nel corso degli anni hanno
modificato il loro stile, non hanno perso il loro spirito creativo, e
la capacità di esprimersi con mezzi propri. E "Project Meiwes" stupisce
per la sua mutevolezza: basta confrontare l'assalto della prima parte
con la relativa lentezza della seconda. Comunque, un brano che
nonostante i tanti cambiamenti, mantiene intatto il suo aspetto
massiccio e virile.
"My Lai" è una canzone cattiva, nel quale il connubio tra melodia
e impatto devastante tocca forse il suo picco creativo, o comunque la
sua sintesi migliore. Il lavoro della chitarra è decisamente estremo,
mentre la voce prosegue per la sua strada, mettendo in mostra un
notevole eclettismo. Non c'è un particolare, in "My Lai", che non
affascini per la sua bellezza. Ogni minimo passaggio, sia esso portato
da basso e chitarra, sia invece sussurrato dalla tastiera, non è mai
fuori luogo. "My Lai" è un tripudio di colori e sapori, come un piatto
arricchito da tante spezie buone al gusto e belle alla vista. Le
influenze sono molteplici, e star dietro ad ogni piccolo particolare
dell'arrangiamento è una vera impresa. Ma è questa attenzione a fare la
differenza. I Fe.. duP non sono un gruppo come tanti. Se la loro
proposta musicale fosse meno studiata, se gli arrangiamenti fossero più
immediati, forse il talento del gruppo non spiccherebbe in maniera così
evidente.
"Harsh" è un intermezzo industrial/ambient piuttosto schizzato, utile a suddividere il CD in due parti.
"Drink Me" è una canzone che non sempre riesce a prendermi nella
giusta maniera. Mi sembra che la scelta dei riff, decisamente death
metal, non riesca a toccare i vertici di originalità ai quali il gruppo
ci ha, ahimè, viziati. Forse è il riff principale ad essere troppo
piatto, o un arrangiamento eccessivamente cupo... non so. Fatto sta che
"Drink Me" migliora parecchio con l'arrivo della melodia, cosa strana
per me, dato che d'istinto tendo a preferire in genere le parti
estreme. "Drink Me" cresce con gli ascolti, ma i Fe.. duP ci hanno
abituati a prestazioni migliori. Il punto più emozionante? Il cupissimo
intermezzo funereo attorno ai tre minuti e cinquanta dall'inizio.
Davvero spaventoso.
"Descent" è praticamente attaccata alla canzone precedente, ed è
aperta da una bella melodia intonata da Loris, sul solito
accompagnamento cattivo, spezzettato questa volta da tante pause. Il
lavoro della tastiera è più sinistro del consueto, ed il lavoro dei
Fe.. duP contribuisce alla creazione di atmosfere malate e negative. La
band veneta mischia suggestioni nu-metal con strutture a volte più
complesse a volte meno, in un crossover strano e straniante. Ogni volta
che ascolto un loro lavoro, mi chiedo come mai non siano ancora esplosi
definitivamente. Tra tante voci uguali l'una all'altra, i Fe.. duP si
sono sempre distinti, sin dal primo demo. Ma forse è proprio questo
loro genio, questo loro carattere indipendente a renderli, purtroppo,
di nicchia. Troppo alternativi per i metallari, troppo metallari per
gli alternativi. Ma (quasi) ogni loro composizione è un gioiellino, che
solo gli amanti della musica, i veri appassionati, possono godere in
ogni sua sfaccettatura. Un'altra grande canzone!
"Sucking Destruction" è aperta da suoni ambient/etnici e dai
vocalizzi dell'ospite Laura. La traccia poi esplode in un assalto
melodico, magari non sorprendente come successione armonica, ma sempre
ricco di sorprese per l'ascoltatore attento. E viene da chiedersi dove
siano finiti i vecchi Fe.. duP, quelli degli esordi. Le influenze sono
diventate molteplici, e il rock metal alternativo delle origini è ora
nascosto sotto molti veli che ne hanno cambiato tanto i connotati da
renderlo irriconoscibile. Adesso tutto è più metal, e addirittura si
fanno sentire delle suggestioni orientali. Grandi!
Il CD è chiuso da "Watch Inside", che come la traccia di apertura
è contraddistinta da una serie di riffoni aggressivi sui quali esplode
il growling di Loris. Però, presto la violenza sparisce per lasciar
posto ad un passaggio sognante, con la voce pulita del cantante
lievemente riverberata. Ma è un momento, come spesso accade nella
musica dei Fe.. duP. La violenza torna immediatamente in cattedra, come
se nulla fosse accaduto. Davvero cattivi, soprattutto Loris che, come
Davide, è migliorato tanto, acquistando un gutturale davvero rabbioso.
Una seconda parte sorprendente, con tanto di tastiere, dona a "Watch
Inside" quella dose di melodia che sembrava assente, mantenendo però
intatto un senso consistente di suspence. Notevoli, davvero notevoli!
Quanta intensità!
Un gran disco quindi, tutto da apprezzare. Non penso di dover
spendere parole ulteriori, perchè ripeterei quanto già scritto traccia
per traccia. I Fe.. duP continuano ad essere una delle realtà più
interessanti del nostro panorama musicale. Spero pertanto che il loro
valore venga riconosciuto non solo dalla critica, ma anche dal
pubblico. Perchè questo gruppo merita davvero il massimo!
(Hellvis - Ottobre 2008)
Voto: 8.5
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