FEAR MY THOUGHTS
Smell Sweet Smell (2001-2002)
Etichetta: Let It Burn Records
Anno: 2005
Durata: 68 min
Genere: metalcore
I tedeschi Fear My Thoughts sono nati nel 1996; dopo un primo demotape
autoprodotto hanno cominciato ad evolvere il proprio stile, inserendo
all'interno delle loro sonorità d'appartenenza, ossia, classico
thrash-death, partiture ed attitudini decisamente hardcore, riff heavy
metal ed inserti più melodici e tecnici. Tale evoluzione è ben
rappresentata nei due album successivi, entrambi usciti per la Let It
Burn Records, "23" e "Vitriol". Questi danno loro l'opportunità di
misurarsi in numerosi show per tutta l'Europa. Il full-length
successivo, "The Great Collapse", uscito per la Lifeforce Recods è
andato presto sold-out e con la loro ultima pubblicazione "Hell Sweet
Hell" hanno ricevuto riconoscimenti su importanti giornali del settore,
sino ad arrivare recentemente alla firma con la prestigiosa Century
Media Records. Buona fortuna.
Verso la fine del 2005 la band, in pieno accordo con la Let It
Burn Records, decide di ristampare su di un unico supporto i primi due
album, dando loro una nuova veste grafica ed offrendo ai fan
l'occasione di poter sentire il loro primi lavori ormai esauriti da
tempo. Il CD in questione è appunto questo "Smell Sweet Smell", che
subito dalla confezione si presenta in maniera ineccepibile, con la
copertina dal piglio decisamente astratto e surreale, che colpisce
soprattutto per l'utilizzo, sempre molto raro, di un fondale bianco,
atto a far risaltare con maggior prepotenza visiva i colori sgargianti
ed intensi che ne compongono il mosaico visivo.
"Vitriol" è il primo dei due album in questione. Dopo una breve
intro, che termina con poche note di pianoforte coperte da rumori di
fondo indefiniti e grevi, ecco partire il primo brano vero e proprio,
"Six Billion Mirrors": un classico attacco death-thrash, dalle chiare
reminescenze europee, dove i riff di chitarra seppur duri e taglienti,
risultano comunque molto fluidi e melodici. La voce di Mathias rasenta
molte volte il growling ma non lo raggiunge mai, rimanendo a metà tra
uno screaming molto urlato e profondo e delle vocals ruvide e cattive.
Numerosi sono i break in tutto l'arco del pezzo, stacchi che cambiano
continuamente volto al brano, rendendolo ora duro e cupo per poi
lanciarlo in veloci e tecniche partiture molto più vicine ad un certo
hardcore colto e ragionato. "A New Enlightenment Must Come To Find Out
What Matters" ha un impatto molto più classico, la velocità del thrash
intrisa di quella melodia tipica del vecchio metal ottantiano; vari
cambi di velocità ravvivano più volte il pezzo, non scostando però di
una virgola quei connotati melodici, che lo rendono decisamente
appetibile e di facile memorizzazione. Notevole sicuramente il break
finale, dove in più occasioni tornano alla mente i Children Of Bodom e
compagnia.
"Ataraxia" è una strumentale; parte molto lentamente, lasciando
che il riff di chitarra acustica ci avvolga e creando un'atmosfera in
crescendo bellissima ed emozionale; per poi, arrivati al culmine,
terminare in maniera quasi brusca con un pianto soffocato ed un intenso
solo di mandolino. Giusta introduzione questa, al brano seguente, che
ricalcando la melodia principale del pezzo precedente, vi costruisce
sopra sfuriate di violento e velocissimo thrashcore. Grande in questa
occasione il lavoro di Markus e Patrick alle chitarre: precisi,
tecnici, puliti ed avvincenti. A metà pezzo si ha la comparsa del
violino che contribuisce in modo significativo alla riuscita del break
melodico e lento. Anche questo brano è caratterizzato da numerosi cambi
di atmosfera e di ritmo, cambi che però non stoppano in alcun modo il
pezzo, anzi, ne rilanciano continuamente la fisicità e l'impatto.
Il penultimo brano di questo "Vitriol" è "As I Bleed". Furia e violenza
allo stato puro: sembra quasi un brano black suonato con le chitarre
ribassate e molto sature. Convincenti il riff principale, melodico e
malefico allo stesso tempo, e la parte finale, dove la velocità tende a
placarsi leggermente lasciando spazio ad una maggior melodia. "Fear My
Thoughts" conclude questa prima parte del CD: brano questo decisamente
fuori dal contesto sonoro che fino ad ora conoscevamo, infatti è un
pezzo questo di semplice e puro heavy metal anni ottanta, con vocals
pulite e molto alte, ritornelli ruffiani e convincenti, e classico solo
a metà canzone. Penso voglia essere un tributo da parte del gruppo a
tutti quei gruppi e generi appartenenti al loro background musicale e
che in un certo qual modo ne hanno influenzato le scelte stilistiche.
Strano ma decisamente ganzo.
I brani che ora andremo a prendere in questione fanno parte del
primo vero lavoro dei nostri, "23". Tale lavoro si apre con "Failure":
le urla di una ragazza terrorizzata danno il via ad un vero e proprio
massacro; le chitarre hanno un suono molto secco e asciutto, l'andatura
è molto più pacata, lenta e malata; le urla di Mathias sono sgraziate e
rozze, poco controllate, lasciate spesso in balia dell'impeto e della
furia. Non mancano comunque inserti melodici e break acustici, che
riescono a stemperare non poco l'opprimente atmosfera. Bizzarro
l'utilizzo di partiture spagnoleggianti a metà brano.
Con "Progression" la velocità tende ad aumentare, così come una
certa versatilità emotiva e stilistica. Veloci riff di chitarra
thrashcore, si alternano magistralmente a break acustici e molto
melodici, dove fa la sua comparsa anche il violino e così via. Uno dei
brani che più mi hanno colpito.
Dopo una breve strumentale giocata interamente su rumori ed
effettistica ecco partire "When Will It End". Il muro di suono torna a
farsi molto saturo, la melodia principale è veramente avvincente e
ricorda certe atmosfere utilizzate spesso nel black più tradizionale,
così come l'uso delle due chitarre, molto secche e taglienti. Brano
questo dal forte impatto emozionale ed emotivo e che, pur durando più
di sei minuti, risulta essere vincente e convincente.
La furia non tende a scemare nemmeno con "Killed For Profit", dove
comunque le chitarre si fanno più corpose e l'attitudine hardcore del
gruppo fuoriesce prepotentemente. "9284" è un breve set acustico,
lasciato interamente in mano a Lisa ed il suo magnifico violino.
In "Words Can't Express" si cambia di nuovo atmosfera, trovandoci
di fronte ad un brano dai forti connotati punk'n'roll , ripresi e
modificati dai nostri, imprimendo al tutto una maggior potenza
esecutiva e di suoni.
L'ultimo brano di questo "Smell Sweet Smell" è nuovamente
introdotto da leggiadri violini in sottofondo che poi lasciano spazio
alle chitarre e alla furia_ talvolta controllata e pregna di melodia ,
talvolta quasi senza senso ed ai limiti del semplice rumore.
Bellissima iniziativa questa della Let it Burn Records, riunire in un
solo CD i primi due lavori dei Fear My Thoughts, in modo da far
conoscere, anche a chi come me non li conosceva affatto, le loro
origini. L'unico appunto a tale iniziativa che mi sento di poter fare è
legato all'eccessiva durata di questo prodotto, quasi settanta minuti
di queste sonorità possono risultare infatti un po' troppi, scadendo un
po' nella monotonia, di certo tipica di questo genere. Bisogna
ricordare che questi due lavori sono datati originariamente 2001 e
2002, tempi in cui il cosiddetto metalcore ancora non aveva raggiunto
il suo apice. Anzi in alcuni casi, forse, doveva ancora nascere. Quindi
è da rendere sicuramente merito a questi cinque ragazzi di Rheinfelden
di aver precorso decisamente i tempi e le mode; riuscendo a miscelare
sapientemente sonorità a prima vista molto distanti come l'hardcore e
il death/thrash, heavy metal. Certo è proprio strana la vita: forse se
"23" o "Vitriol" li avessimo ascoltati con maggior attenzione, e
soprattutto maggior sforzo mediatico, quattro o cinque anni fa, avremmo
sicuramente gridato al miracolo. Ascoltandoli oggi, quando tutto ormai
è esploso e già fatto, si corre il rischio di considerarli parte
insignificante e banale del cosiddetto calderone metalcore. Non
commettiamo questo errore, diamo a Cesare quel che è di Cesare; diamo
ai Fear My Thoughts la giusta e tanto guadagnata chance.
(Pasa - Luglio 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Fear My Thoughts: thegreatcollapse@web.de
Sito Fear My Thoughts: http://www.fearmythoughts.com/
Sito Let It Burn Records: http://www.letitburnrecords.com/