FATES WARNING
Awaken The Guardian
Etichetta: Metal Blade
Anno: 1986
Durata: 46 min
Genere: Classic/Epic Metal
"Awaken The Guardian" è l'ultima prova 'metallica' con John Arch dietro i microfoni, cantante che ha segnato in modo deciso lo stile epicheggiante della prima formazione, caratterizzato da tematiche Epico/fantastiche e da riff arcani ed evocativi. (A questo bisogna aggiungere l'entrata in formazione del chitarrista Frank Aresti, che sostituirà il membro fondatore Victor Arduini)
Arcano è termine più adatto per descrivere la musica contenuta in questo disco, pregna di mistero e circondata da un alone di magia che solo gli altri tre dei loro primi quattro album possedevano.
La copertina ricalca quanto detto, enigmatica e affascinante, che ci mostra visioni e paesaggi da sogno, con la fosca figura nel retro (probabilmente il Guardiano) in attesa di risvegliarsi.
L'arpeggio iniziale dell'opener "The Sorceress" sembra uscito da un altro mondo, e ci introduce alla grande nel caleidoscopio fantastico dei Fates Warning.
Rispetto al precedente "The Spectre Within" (la prova meglio riuscita della vecchia formazione), le song sono più articolate e 'strane', ma pur sempre condite da quello stile unico e inarrivabile.
Il brano più bello di tutto il disco è senz'ombra di dubbio "Fata Morgana", già il titolo lascia presagire trame fantastiche e quando parte l'intro 'maideniano' non si può che rimanere ammaliati ed affascinati. In qualche passaggio riesco a ritrovare elementi accostabili ai Queensrÿche del primo EP, uniti ai vocalizzi acuti e solenni tipici di John Arch.
La successiva "Guardian" è un altro dei pezzi di maggior spicco, con un arpeggio acustico che potrebbe stare senza problemi in un disco dei migliori Blind Guardian, non a caso il monicker della band tedesca è stato suggerito proprio da questa canzone.
Il lavoro procede senza problemi col resto delle altre canzoni, forse un po' troppo articolate e di difficile assimilazione, questo è uno dei motivi per cui dopo averlo ascoltato tantissimo continuo a prediligere il disco precedente, in cui partiture ortodosse stavano benissimo assieme a passaggi più innovativi e contorti.
In questo caso si è un po' andati troppo avanti, soprattutto con canzoni come "Giants Lore" o "Exodus", belle ma pesanti soprattutto al primo ascolto.
Altra piccola pecca è la voce di John Arch, che molto spesso è troppo acuta, dosata male e per coloro che non sono abituati al suo timbro vocale potrebbe risultare un po' fastidiosa.
Ciononostante questo è un gran bel disco, l'ultima prova di magia unita al metallo più puro, il successivo "No Exit" è alle porte, disco in cui verranno cambiati del tutto i connotati della band, con un nuovo vocalist e con uno stile ancora più progressive e meno immediato.
Per gli amanti delle sonorità Epiche e misteriose degli anni '80 è da avere assieme ai primi due.
(Muad'Dib - Marzo 2003)
Voto: 9