FANGORN
Fangorn
Etichetta: G.U.C.
Anno: 2002
Durata: 62 min
Genere: death/black
Attivi nella scena underground tedesca dal 1994, i Fangorn giungono alla terza release per la label G.U.C. con questo omonimo disco (il primo che giunge al mio apparato uditivo) registrato presso i Digirt Studio di Dresden. Inquadrabile come death metal, la musica del gruppo si rivela una sorta di derivazione della scuola death melodica svedese mediata dallo stile classic/power alla Accept, nelle quali sono le influenze gothic a definirne la componente piu' personale.
Riff monocorde piuttosto veloci su una base ritmica cadenzata e quadrata, sulla quale si alternano lo scream/growl di Hardy e i vocalizzi femminili di Grit, costituiscono l'ossatura compositiva, con il chiaro intento di creare una musica atmosferica, evocativa ed oscura, grazie anche all'uso del tedesco nel cantato e a brevissimi accenni folk negli arpeggi. Obiettivo encomiabile, anche se non certo originale, che pero' porta i Fangorn ad assestarsi su un livello costantemente sufficiente di resa in tali termini, senza picchi qualitativi.
Il problema di fondo e' proprio la carenza di base: lo stile del gruppo e' troppo minimalista nel derivare con semplicita' le principali fonti di ispirazione compositive. Un lavoro di chitarra monocorde, ripetitivo e monotono, lungo i brani di discreta durata non riesce ad interessare, soprattutto se la sezione melodica - che dovrebbe essere la chiave di un genere come questo - si limita a timide influenze goth metal relative a vocalizzi femminili e a qualche accordo lungo nei riff. Anche per una sezione ritmica non eccellente, i brani si trascinano avanti con fatica, prevedibili nel ripetersi di soluzioni che non incidono, in perenne bilico tra aggressivita' black/death e variazioni armoniche con obiettivi atmosferici, rimanendo inefficaci sia nell'una che nell'altra. Dulcis in fundo la durata di oltre un'ora penalizza la resa di "Fangorn", diluendo ulteriormente le poche qualita' in brani fin troppo uguali e piatti.
Gli aspetti positivi sono inquadrabili piu' che altro in "Fluss" - pezzo migliore del disco - , dove un maggior lavoro di chitarra, in termini di inventiva, riesce a produrre un pezzo interessante e vario, anche per via di una certa melodia di fondo, in grado di accompagnare le escursioni liriche di Grit e, a grandi linee, di produrre quella fusione tra le sezioni 'pesanti' (le ritmiche death/black) e 'melodiche' (in termini di caratteristiche atmosferiche e ambient) che nella prolissita' di "Fangorn" vengono a perdersi in brevi e sporadiche parti limitate da poca inventiva.
Non me la sento di consigliare questo disco a nessuno, se non ai cultori del metal con derivazioni folk/ambient sulla scia degli Ulver, tenendo ben presente la relativa messa a fuoco delle ambizioni dichiarate e l'imperfezione nell'atto pratico.
(Melix - Gennaio 2004)
Voto: 5.5
Contatti:
Mail Fangorn: fangorn@guc-area.de
Sito Fangorn: http://www.fangorn-zone.de/
Sito G.U.C.: http://www.guc-area.de/