FALKIRK
Magnus Imperium

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 56 min
Genere: Power/Classic/Thrash


Mi sono avvicinato a questi Falkirk in modo abbastanza scazzato, non sapevo proprio cosa aspettarmi, dalla copertina Fantasy in stile manga giapponese l'idea poteva essere quella di un qualsiasi gruppo Power o Epic... il bello di ascoltare a scatola chiusa è proprio questo, non sai mai cosa aspettarti! Messo il CD nel lettore mi sono trovato di fronte una band preparatissima, molto professionale e con suoni curati alla perfezione, ma quello che mi ha colpito di più è stato ascoltare la voce del loro cantante Stephane Fradet... il suo timbro vocale è letteralmente IDENTICO a quello di Hansi Kursch dei Blind Guardian!!!
Non sto scherzando... la similitudine è così marcata che sia negli acuti iper-strozzati che nelle parti pulite 'classiche' di Hansi la differenza è impercettibile... incredibile!
Probabilmente questo fattore mi ha condizionato durante tutto l'ascolto del CD (oltre dieci canzoni), sta di fatto che mi pareva di recensire un nuovo progetto solista di Hansi, una roba tipo i Demons And Wizards. E proprio l'iniziale "Into The Flames" mi ha richiamato alla mente qualcosa stile Iced Earth per via delle ritmiche massicce e poderose. L'unica similitudine coi Blind Guardian è dovuta unicamente alla voce del vocalist, per il resto lo stile della band si attesta su ritmiche a metà strada fra l'odierno power a tratti thrasheggianti, condite da una tastiera che crea atmosfere di fondo ma senza eccedere in virtuosismi esagerati.
Devo dire che in ogni nota la band cerca costantemente una personalizzazione e una ricerca di un proprio stile, lo dimostra anche la successiva "The Calling", con alcuni riff e passaggi abbastanza ricercati. La tecnica individuale è davvero alta, i solos sono curatissimi e tecnici, anche se forse mancano di un pochino di originalità. "One Fate" è un altro pezzo decisamente accattivante, in teoria una sorta di ballad 'distorta' e senza arpeggi, un classico pezzo lento e malinconico che ha molto a che vedere con certe cose degli Stratovarius, saranno le tastiere, saranno gli assoli di fondo molto simili anche nei suoni a quelli di Timo Tolkki, il fatto è che poi spunta mister Hansi Kur... ops... Stephane Fradet a cambiare le carte in tavola, straordinaria la sua prova vocale, con acuti 'rauchi' da brivido, sia in questa che in altre canzoni del disco.
Questo connubio fra parti moderne, ricercatezza, tastiera ed elementi abbastanza personali fa di questo gruppo un'ottima promessa e una realtà nella scena Francese, il loro Metal è sì accostabile alle ultime uscite moderne (Nightwish, Iced Earth o Blind Guardian per via dei suoni), col tempo penso si potranno sentire ancor meno le influenze 'power' accostabili ai grandi nomi e arrivare ad uno stile ancora più Falkirk (che già in questo CD è molto presente).
Che altro dire? Molto molto bravi e di gran lunga superiori rispetto ad altre band più blasonate ultimamente, da tenere d'occhio.
(Muad'Dib - Aprile 2003)

Voto: 8.5


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Mail: falkirk@free.fr
Sito internet: http://falkirk.free.fr/