FALCHION
Chronicles Of The Dead

Etichetta: Massacre Records
Anno: 2008
Durata: 48 min
Genere: death/folk metal melodico


La storia dei Falchion non ha radici lontane dal tempo, ma è iniziata a Lahti, in Finlandia, nel 2002. Eppure, nonostante la giovane età, in seno alla band sono transitate tante persone, tutte con un passato nella scena metal del paese scandinavo, o che avrebbero avuto un futuro da lì a poco. La formazione attuale, ad esempio, conta nelle sue fila due pezzi da novanta quali Juho Kauppinen e Matti Johanson. Ambedue gli artisti sono diventati piuttosto noti grazie al successo dell'altra band nella quale militano, i Korpiklaani. Però il loro background è ben più vasto. Juho, cantante, chitarrista e fisarmonicista suona anche nei Demonic Cremation, un gruppo black nato dalle ceneri dei dimenticati Crodonium. Matti, batterista, è invece un veterano che ha iniziato a suonare death sin dall'inizio degli anni '90 con i Depravity, e che ora divide le sue prestazioni sullo strumento anche con i Crysalic ed i Psychopatic Terror. Il resto della line-up è formato da due solidi musicisti quali il chitarrista Toni Tieaho ed il bassista Janne Kielinen. Toni, che suona anche nei Crysalic di Matti, è proprio una new entry. La notizia del suo arrivo è uscita nel sito dei Falchion nel dicembre del 2008. Toni ha sostituto così Miikka Tulimäki, cioè colui che ha suonato una delle chitarre in "Chronicles Of The Dead".
"Chronicles Of The Dead", l'oggetto di questa recensione, è il nuovo album dei Falchion. E' stato registrato negli Adamantium Studios di Tampere nel marzo del 2008. Lo stesso mese è avvenuto il mastering, nei ben noti Finnvox Studios di Helsinki, sotto la supervisione di Mikka Jussila.
"Chronicles Of The Dead" chiude per ora un discorso cominciato col demo "Glory Of The Sword" nel 2003 e con l'album "Legacy Of Heathens" del 2005.
La copertina del CD, per quanto sia riuscito a vedere su internet, ci mostra una città distrutta ed in fiamme. Fiamme che però stentano a fuoriuscire da un CD formalmente impeccabile, ma privo a parer mio di un'anima. Attenzione, non si tratta certo di una questione di produzione. Anzi, gli studi nei quali i Falchion hanno inciso e masterizzato il CD sono tra i più rinomati del paese. E infatti la musica esplode letteralmente negli altoparlanti, grazie ad una nitidezza ed ad un dinamismo dei suoni invidiabile. No, non è certo un problema di produzione. La Finlandia è all'avanguardia, da questo punto di vista. Il problema è diverso, e nasce dal modo in cui queste composizioni sono proposte ed interpretate. I musicisti infatti sono tecnicamente ineccepibili: il virtuosismo non è impossibile per loro, sebbene non ne usufruiscano più di tanto, e le sbavature sono praticamente inesistenti. Data la perfezione del prodotto, un errore microscopico salterebbe subito all'orecchio. Tanta perfezione, però, tanta precisione non riescono a far passare in secondo piano dei limiti compositivi piuttosto accentuati. Limiti che nascono da un modo un po' stretto di intendere la musica. Sì, ci sono cambi ritmici anche ai limiti del prog, ci sono canzoni più lente ed altre più veloci, ci sono assoli quando meno te li aspetti... ma alla fine il succo del discorso è sempre lo stesso. Le melodie di queste canzoni sanno sempre di già sentito, e tanti clichè compositivi portano alla mente altri gruppi, guarda caso finlandesi. Il suono creato è estremamente simile a quello di tanti gruppi loro conterranei. E' vero, facendo un paragone calcistico, squadra che vince non si tocca. Ma riproponendo sempre la stessa squadra, prima o poi a qualcuno verrà il modo di trovare delle contromisure. Anche il piatto più saporito del mondo riuscirà a stufare, se servito a pranzo e a cena sette giorni su sette. E così sta accadendo in tempi recenti a tutti quei gruppi, finlandesi e non, che puntano su un certo tipo di suono che una volta era stupendo e travolgente, ma che ora sta uniformando sempre più gruppi. E' la stessa cosa che sta succedendo a tutte quelle realtà death melodiche o metalcore che stanno invadendo gli studi svedesi, o quegli studi europei che attingono da essi a piene mani. Arrivano sul nostro mercato album e demo prodotti sempre meglio, ma inevitabilmente simili a sè stessi.
Cos'è dunque che potrebbe cambiare le carte in tavolta? Cambiare studi di registrazione? Beh, se la produzione è ottima, forse sarebbe meglio tentare di comporre qualche melodia più originale. In effetti, i Falchion sono stati accusati più di una volta di assomigliare ai loro amici Ensiferum. E questa accusa non è infondata. Ma nella loro musica si possono sentire echi degli stessi Korpiklaani dove suonano Juho e Matti, se non anche dei Fintroll ma senza il ritmo hummpa. E ancora, come non pensare a gruppi così distanti stilisticamente eppure simili in qualche modo, come sonorità e comunicatività musicale, come Children Of Bodom, Sinergy o Stratovarius? E cos'hanno tutti questi gruppi di simile fra di loro? Produzioni spettacolari, tecnica formidabile, canzoni ben realizzate... ma poca anima. Almeno su disco. Sì, perchè visti dal vivo talvolta rendono molto, molto di più. Su disco però... la chirurgia esecutiva e la produzione nitidissima, mettono in luce una tecnica impeccabile e delle strutture ammirevoli, ma anche delle linee melodiche non sempre convincenti. Anzi, ascoltando bene ci si rende conto come i giri d'accordi siano più o meno sempre gli stessi. Come nel death melodico svedese. Questi giri d'accordi o queste sonorità sono così simili fra di loro che chiunque ascoltasse uno di questi dischi distrattamente, magari mentre è in auto, ed una delle tracce si inceppasse e cominciasse a ripetersi all'infinito, ci vorrebbe un bel po' prima che egli se ne renda conto. Perchè questo? Perchè ci va una grandissima preparazione per essere dei musicisti valorosi, ma per sapere scrivere una melodia indimenticabile, beh, ci va talento! Una persona può non possedere tecnica (vedi molti casi nel rock indie o nel pop), però può essere in grado di scrivere melodie in grado di restare. I Falchion, pur autori di tracce gustosissime come la title-track, oppure "Primitive Again", "Shades Of Grey", oppure i formidabili strumentali "Desert Breeze" e "Mayhem Machine", non sono riusciti a comporre un brano in grado di restare nella memoria dell'ascoltatore. Questo nonostante i riff precisissimi, i cambi ritmici imprevisti, i passaggi sghembi e le orchestrazioni ben composte da Tapani Siirtola. I Falchion altro non sono che un altro gruppo finlandese dell'ultima generazione. Cosa che non è un male assoluto, e in questo senso la Massacre ha fatto bene a metterli sotto contratto (il potenziale commerciale è sicuro)... però da artisti di questo valore sarebbe lecito attendersi qualcosa di più.
(Hellvis - Febbraio 2009)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Falchion: contact@soundofliberation.com
Sito Falchion: http://www.falchionband.com/

Sito Massacre Records: http://www.massacre-records.com/