FAITH OR FEAR
Instruments Of Death
Etichetta: Lost And Found
Anno: 2009
Durata: 54 min
Genere: thrash metal
Le operazioni di ristampa, al giorno d'oggi e da alcuni anni a questa
parte, sono una pratica ben avviata e oggetto di contesa da parte di
una moltitudine di etichette minori e non; ovviamente i nomi che
circolano dipendono dalla portata e dalla "potenza" della stessa
etichetta, ma bisogna ammettere che le label indipendenti ci hanno
regalato in più di una occasione delle chicche davvero particolari,
andando a rispolverare formazioni che nell'epoca di massimo splendore
si erano distinte in ambiti più underground, senza riuscire a cogliere
la palla al balzo, o semplicemente non essendosi trovate al posto
giusto nel momento giusto. La Lost And Found Records viene ad
aggiungersi alla lista, ed è prodiga nel "rispolvero" di formazioni
heavy/thrash (prevalentemente di matrice statunitense) che hanno dato
un contributo alla causa del genere fra gli anni '80 ed i '90. I Faith
Or Fear si vengono ad annoverare fra queste band, con un passato
decisamente interessante ed uno scioglimento forse prematuro; i nostri
si formano a Philadelphia nel 1985, e da subito si distinguono
raggiungendo grande popolarità nel proprio ambito territoriale. Il
brano "Dehumanized" viene inserito nella nona edizione della raccolta
Metal Massacre edita dalla Metal Blade, e ciò frutta un contratto con
la Combat, una delle più attive ed influenti etichette focalizzate sul
thrash dell'epoca, che sancisce l'uscita di "Punishment Area" nel 1989.
Un tour da co-headliner in compagnia dei Sepultura, durante il quale
due dei membri originari, il chitarrista Bob Perna ed il batterista
Rich Lohwasser, decidono di interrompere la loro collaborazione, la
sostituzione con Ed Schwegel (tutt'ora nella band) dietro le pelli e
Merritt Gant alla chitarra (che transitò negli Overkill, avendo
accettato in vece di Chris Bombeke, la mente e motore dei Faith Or
Fear), ed infine l'oblio riassumono le sorti dei nostri, fino alla
decisione nell'estate del 2008 di rispolverare le proprie armi da
combattimento e rimettersi in gioco, per ritornare sul mercato con una
proposta ancora legata ai vecchi canoni.
Il risultato è una sorta di raccolta, "Instruments Of Death", che
può essere indicata come il secondo studio album per la band; il
prodotto racchiude in primo luogo il demo "Dehumanized" (tracks 1-4),
originariamente datato 1987, nuovamente registrato proprio in occasione
di questa release, e comprendente il brano che da' il titolo allo
stesso album (bonus track nelle versioni cd e musicassetta all'epoca di
"Punishment Area"), in secondo luogo quanto indicato dagli stessi Faith
Or Fear come "True Life Recordings" (tracks 5-9), ovvero materiale
registrato nel 1990 all'alba dello scioglimento che sarebbe dovuto
comparire nel successore del debut album, ed infine la demo "Power
Lies" (tracks 10-14), risultato di un ben riuscito re-mix, di materiale
datato 19 anni fa.
La line up attuale riportata nel booklet risponde ai nomi di Tim
Blackman alla voce, Chris Bombeke alle chitarre (ed alla voce nelle
tracce 8, 11 e 14 della passata sezione discografica), CJ Jenkin al
basso e Ed Schwegel alla batteria, formazione che nel febbraio 2009 ha
realizzato la nuova veste sonora (inalterata nella struttura) dei
quattro brani presenti sulla demo "Dehumanized", come già introdotto.
Una consistente premessa, più che dovuta ad una band di questa
caratura, ma che ha raccolto ben poco durante la propria carriera, e
che oggi ottiene una maggiore visibilità grazie ad "Instruments Of
Death"; un lavoro ponderato e curato, che sta conoscendo una buona
notorietà, anche grazie all'artwork realizzato dal fin troppo noto Ed
Repka, a parere di chi scrive uno dei più riusciti dell'artista (oltre
che d'impatto e più particolareggiato rispetto a molti altri, che
perdono consistentemente parte della loro bellezza dovendo finire sulla
limitata copertina 12x12cm di un CD, quando non sono previste versioni
in vinile per i lavori in questione).
Il tutto per la consistente durata di 54 minuti, e ben 14 brani
presenti, accomunati da soluzioni stilistiche a tratti similari, ma che
lasciano intendere come vi sia stata un'evoluzione nel sound della band
verso una visione più progressive"; un combo con le idee ben chiare,
oltre alle doti tecniche necessarie per mettere in pratica quanto
prefissato, ed eccoci innanzi ad un muro del suono innalzato dalla
sezione ritmica, sempre varia e mai assestata su stereotipi tipici del
genere, oltre ad una chitarra che macina riff intagliati nella pietra
ed una voce abrasiva a coronamento del tutto. A differenza di quanto
accade con molte formazioni del revival thrash sorte negli ultimi anni,
qui non si sentono alti e bassi, e tutto "Instruments Of Death" viaggia
su livelli elevati; dall'opener "Dehumanized", malinconicamente
introdotta da un acido arpeggio, sfociante in un mid tempo corposo, per
passare alla titletrack, che vivacizza l'andatura, transitando per la
vena speed ed hardcore di "Done In Vein" e "Got No Choice" (da
sottolineare come si sia cercato di mantenere un continuum anche dal
punto di vista della qualità sonora, senza ricorsi a suoni finti ed
ovattati che sembrano andar di moda al giorno d'oggi), questo per
quanto concerne la sopracitata demo "Dehumanized" registrata ex novo.
Il bello deve ancora venire, e due brani del calibro di "Nightmare Of A
Lifetime", in cui esplode la melodia, in particolare nella splendida
partitura solista, e la strumentale "Straight To Hell", nei suoi
repentini cambi di tempo e di stile, appagano in pieno per l'acquisto
del cd. La conclusiva sezione del dischetto ottico, affidata alla demo
"Power Lies", non delude le aspettative, e la stessa "Power Lies", dal
mood US Power, si candida come uno dei brani migliori del lotto,
insieme alle armonie di "Darker Shade Of Death", conducendoci verso la
conclusione del breve ma intenso viaggio.
Un piacevole tuffo nel passato, e certamente un "must have" per
chi aveva apprezzato all'epoca, o riscoperto in tempi più recenti,
quella gemma della storia del thrash che risponde al nome di
"Punishment Area"; un lavoro che non smette di emozionare, dal
principio alla fine, e verrà recepito con somma gioia da quanti amano
riscoprire il thrash che fu, nella sua forma più incontaminata e
passionale. Un ritorno più che gradito, che non si è trasformato in
mera operazione commerciale, ed al contrario ha ridonato visibilità ad
una band con innumerevoli stimoli, non più sopiti e nuovamente
fuoriusciti allo scoperto, con la speranza che il tutto non si limiti
ad "Instruments Of Death", ma si concretizzi in nuovo materiale
inedito, support!
(PaulThrash - Marzo 2010)
Voto: 8
Contatti:
Sito Faith Or Fear: http://www.faithorfear.com/
Sito Lost And Found: http://www.lostandfoundrecords.com/