FADED
Abandoned Shadows

Etichetta: Il Male Production
Anno: 2004
Durata: 48 min
Genere: black metal con parti folk e ambient


I Faded sono un duo proveniente da Camerino, in provincia di Macerata, che vede coinvolti due membri degli Omonimo, ovvero MKh 979 (voce e synth) e Framaz (chitarra, basso e batteria). La batteria, tuttavia, è stata suonata da un session di nome Daniele. La band è nata appena un anno fa ed ha subito trovato un contratto discografico con l'etichetta bolognese Il Male Production.
Già osservando il libretto di questo CD si può intuire cosa ci riserva l'ascolto di "Abandoned Shadows", ovvero un black metal freddo ed essenziale, ispirato alla scuola norvegese non solo musicalmente, ma anche nell'attitudine e nelle tematiche trattate nei testi. In copertina, rigorosamente in bianco e nero, troviamo un albero spoglio coperto di edera, mentre all'interno del libretto sono presenti i testi e altre foto raffiguranti squarci di paesaggi naturali incontaminati. I due musicisti, invece, sono ritratti su un manto nevoso.
Musicalmente quest'album non riserva grosse sorprese, eppure riesce a coinvolgere molto e rendersi interessante ad ogni ascolto. Il black proposto dai Faded, come detto, è gelido e minimale, talvolta insistente nel ripetere gli stessi riff. Le note sono cariche di malinconia e aggressività. Su questo si innestano sporadicamente le tastiere, la chitarra classica ed anche altri strumenti tradizionali, dagli archi ai fiati (fatti con il sintetizzatore), a dare una nota di folklore. La voce consiste in uno scream effettato, abrasivo e carico d'odio, ma non mancano inserimenti di voci pulite.
Sono presenti sette tracce, comprese un'intro e un'outro abbastanza inutili.
Muscalmente, "Abandoned Shadows" ricorda molto "Filosofem" di Burzum. Ad esempio, gli innesti di tastiera in "Eternal", la mia canzone preferita, ricordano tantissimo "Dunkelheit". La distorsione delle chitarre, però, è meglio definita, nonostante il suono rimanga estremamente grezzo. L'intermezzo ambient di "Forest's Shadows", invece, con tanto di voce metallica, quasi robotica, e accompagnamenti lugubri, richiama i Diabolos Rising. Non manca qualche ritmica marziale e dal sapore epicheggiante, sulla scia dei Godkiller, come all'inizio di "Absolute Star". I brani sono insistenti, ossessivi e ostici, dall'incedere spesso sofferto e strisciante. Le accelerazioni, infatti, non sono frequentissime, e sopraggiungono senza preavviso a spazzare via l'atmosfera fattasi soffocante. Peccato che talvolta le composizioni risultino eccessivamente prolisse nel loro ripetersi. Forse sarebbe il caso di snellirle, visto che raggiungono sempre gli otto/nove minuti di durata.
Personalmente ho apprezzato questo disco perché riesce a trasmettere sensazioni fredde e staccate, piene di sconforto e distacco. Le tastiere, seppur con arrangiamenti essenziali e ripetitivi, riescono a donare qualcosa in più alle canzoni. A mio avviso le voci pulite non si amalgamano benissimo al resto, soprattutto in "Way For The Infinite" e "Absolute Star". Ci sarebbe da lavorarci su ancora un pochino per renderle più adatte. Gli innesti folkeggianti, invece, seppur non esaltanti, ci possono tranquillamente stare. Altro consiglio che do, poi, è quello di evitare di scrivere sul libretto frasi con i caratteri runici: sa troppo da copia spudorata dei gruppi nordici, e così facendo si fa la figura dei cloni e basta.
In definitiva, comunque, come debutto non c'è male: i Faded hanno centrato il loro obiettivo. "Abandoned Shadows" non si presenta come un disco innovativo, ma chi ama queste sonorità non rimarrà deluso. Peccato che non tutte le canzoni siano al livello delle migliori.
(BRN - Dicembre 2004)

Voto: 7


Contatti:
Mail Faded: faded_box@yahoo.it
Sito Faded: http://www.fadedsite.tk/

Sito Il Male Production: http://www.ilmaleproduction.com/