FACTORY OF DREAMS
Poles
Etichetta: Progrock Records
Anno: 2008
Durata: 47 min
Genere: progressive gothic metal con influenze elettroniche
Dietro al nome di Factory Of Dreams si cela l'identità di Hugo Flores,
rinomato polistrumentista già leader dei Project Creation, che ha
deciso di dare vira ad un progetto parallelo in cui viene affiancato
dalla cantante Jessica Letho. Il risultato di questo sodalizio è un
album che vive a metà tra diverse realtà: da una parte, infatti,
troviamo il mondo di Hugo, più legato al progressive, mentre dall'altra
abbiamo la voce angelica e cristallina di Jessica, ricorda molto i
Nightwish o il gothic metal più operistico. "Poles", dunque, è un album
dalle molteplici sfaccettature che potrebbe interessare molto gli
amanti dei generi in questione, anche se ci sono degli elementi che
rendono il tutto piuttosto ostico. Personalmente non posso ritenermi
totalmente entusiasta di questo progetto, a causa di alcune scelte
stilistiche che non incontrano i miei gusti. Superiamo per primo questo
scoglio e leviamoci il pensiero, così potremo concentrarci sulle cose
migliori di "Poles". La prima considerazione che mi viene in mente è
anche la meno importante, ma comunque mi pare doverosa: la voce di
Jessica è ottima e nessuno lo nega ma, come ho già avuto modo di
sottolineare in alte occasioni, ormai questo stile è talmente
inflazionato che è davvero difficile trovare qualche spunto che non si
sia già sentito decine di volte. Passando invece allo stile di Flores,
si nota subito come il musicista, che qui si occupa di tutti gli
strumenti (tranne il basso fretless, suonato da Chris Brown) pur
essendo molto abile nel gestire l'insieme, prediliga l'uso di sonorità
sintetiche, con batteria elettronica e tastiere che fondono tappeti più
morbidi e loop più o meno riusciti. Per quanto mi riguarda il risultato
finale non è eccezionale, perché queste scelte, invece di ricreare
un'atmosfera eterea e sognante, finiscono invece per riportare alla
mente la peggiore musica new age. Naturalmente questa sensazione
potrebbe non toccarvi minimamente, ma personalmente trovo che mi
impedisca di fruire al meglio del lavoro dei Factory Of Dreams.
Passando invece ai lati positivi del CD, non posso negare che le
composizioni siano composte con maestria e suonate bene: gli strumenti
si fondono in un unico fluire che viene guidato con naturalezza dalla
brava Jessica, cantante che credo sia alla prima prova discografica, ma
che mostra già un'invidiabile sicurezza.
Tra i brani presenti in "Poles" cito sicuramente "The Piano In The
Sea", perché si tratta d una delicata e pregevole ballata per piano e
voce che, essendo priva di quelle caratteristiche che non mi
convincono, finisce per essere il mio pezzo preferito. Poi troviamo
anche "The Sight Of A Better Universe", che nel complesso mi sembra il
pezzo che mette meglio a frutto le potenzialità di questo progetto;
"Stream Of Evil", più aggressiva e graffiante, come si può capire anche
dal titolo; oppure "Crossing The Bridge To The Positive Pole", che
chiude con il giusto pathos questo lavoro.
Non c'è molto altro da aggiungere: se la descrizione di queste sonorità
non vi ha fatto storcere il naso allora non temete perché "Poles" è un
lavoro professionale, curato e di sicuro impatto. Se però, come il
sottoscritto, amate gli stili più caldi e vibranti, allora potreste
rimanere un po' spiazzati da questo lavoro.
(Danny Boodman - Novembre 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Hugo Flores / Factory Of Dreams: sonicpulsar@sonicpulsar.com
Sito Hugo Flores / Factory Of Dreams: http://hugoflores.no.sapo.pt/
Sito Progrock Records: http://www.progrockrecords.com/