EYEFEAR
9 Elements Of Inner Vision

Etichetta: Massacre / Intromental
Anno: 2004
Durata: 51 min
Genere: prog metal


Gli Eyefear sono un gruppo tutt'altro che di primo pelo. Si sono formati infatti nel 1994 ed hanno all'attivo un album ("Edge Of Existence" del 1996) ed alcuni demo e promo. Onestamente non conosco il passato degli Eyefear che, stando a quanto riportato dal foglio informativo della casa discografica, doveva essere orientato verso un massiccio power metal melodico.
Il presente è invece contenuto nei brani che compongono questo "9 Elements Of Inner Vision", i quali, a dire il vero, si muovono su territori leggermente diversi, per quanto la matrice power metal rimanga piuttosto evidente. E' un prog metal non troppo cervellotico e neanche troppo indulgente dal punto di vista tecnico; diciamo che le trame sono abbastanza arzigogolate, ma riescono a mantenere una certa orecchiabilità e musicalità nel suo complesso.
Il ruolo di cantante è ricoperto da Danny Cecati, che qualcuno ricorderà forse per i suoi trascorsi nei Pegazus, band australiana tutt'altro che impeccabile ma capace di ritagliarsi un discreto seguito (vennero anche in tour in Italia qualche anno fa...) tra i fan dell'heavy metal più classico di fine anni '90.
Venendo al disco in questione c'è da dire che nel complesso l'album non è male, ma non ha neppure elementi che riescono a caratterizzarlo troppo rispetto ad altri del medesimo genere. Le canzoni mediamente "funzionano", ma raramente riescono ad esaltare o a convincere in pieno, se non in alcuni passaggi. Si ha la sensazione che i cinque ci tengano a rimanere a cavallo tra i due generi, metal e prog, evitando di "schierarsi" a favore di uno di essi. Scelta coraggiosa perché così facendo si corre il rischio di non accontentare nessuno, ma tant'è...
Il disco comunque è valido, non esaltante o innovativo ma complessivamente ben concepito. Mi colpiscono, a tal proposito le ipnotiche trame chitarristiche di "Dawn (A New Beginning)" o l'alternarsi tra cadenzato e veloce del buon "Where Clouds Divide", brani che mostrano il miglior volto degli Eyefear. Notevole anche "While The World Sleeps", una sorta di suite divisa in due parti, che contiene sia momenti pacati che fulminanti accelerazioni dal riffing "spezzato"; ottima, in questo caso, l'interpretazione del sorprendente Danny Cecati, bravo nel pulito e crudo e potente quanto basta nei momenti più duri! Poi che dire... ci sono alcune cose che colpiscono - vedi alcuni bei passaggi melodici di chitarra in "Illuminations Fades" - ma anche parti che alle mie orecchie suonano fiacche e abbastanza scontate, come le accelerazioni di "Two Souls Apart".
Nel complesso è un album abbastanza riuscito ma non imprescindibile. Si ascolta con piacere a tratti, mentre in altri risulta un po' anonimo. La prova dei singoli musicisti è tutto sommato buona. Non ci troviamo di fronte a saggi di tecnica individuale, ma tutti nel complesso sembrano essere al servizio delle composizioni (e non il contrario, come spesso accade!). La produzione è piuttosto buona, le chitarre sono potenti e gli strumenti si distinguono bene. La batteria non ha, a mio avviso, un gran suono di cassa nei momenti veloci, ma queste sono sfumature.
Gli Eyefear sono un buon gruppo, che a questo punto ha solo bisogno di trovare continuità. Il primo passo, almeno pensando al nuovo corso, è convincente in prospettiva, per quanto non esaltante.
(Linho - Febbraio 2005)

Voto: 7


Contatti:
Sito Eyefear: http://www.ozzyfrank.com/eyefear/

Sito Intromental: http://www.intromental.com/