EXTROVERT
Having Woken Ocean

Etichetta: Blacksmith Productions
Anno: 2005
Durata: 72 min
Genere: prog metal


Gli Extrovert provengono da Irkutsk (Russia). Si sono formati nel 1993 come Big Trouble, hanno cambiato formazione e denominazione più volte prima di arrivare a rilasciare questo "Having Woken Ocean" (questa è la traduzione in inglese... l'album è cantato in lingua madre!). Io li ho conosciuti proprio con questo album e devo dire che sono rimasto molto sorpreso. Infatti non esito a definire "Having Woken Ocean" una delle migliori uscite degli ultimi anni, almeno in campo prog metal. I nove brani di questo disco sono belli e coinvolgenti, ben composti e suonati magistralmente. I testi sono in lingua madre e la cosa non danneggia assolutamente l'ascolto, anzi... conferisce al tutto un certo feeling esotico che arricchisce la loro proposta. Proposta che può essere descritta come prog metal, che pesca sì dai maestri del genere, Dream Theater in primis, ma lo fa con il giusto piglio e la necessaria convinzione, riuscendo a risultare fresca e vivace all'ascolto. Settantadue minuti non sono pochi, ma solo raramente affiorano sensazioni di stanchezza. Anzi, più spesso si rimane stupiti di come i nostri riescano a risolvere anche brani elaborati con naturalezza senza forzature o passaggi a vuoto. Non elencherò i singoli brani, visto che anche i titoli sono scritti in russo, mi limiterò a citare i numeri dei brani... Ascoltare "Having Woken Ocean" è come venir catapultati in un turbine sonoro fatto di riff stoppati, stacchi a ripetizione, arrangiamenti particolari e cantati molto belli, assoli ispirati e tecnici... Ciò che stupisce è che le canzoni hanno una struttura ben definita, spesso hanno un tema dominante che viene ripetuto più volte nel corso della canzone. Insomma, gli Extrovert non fanno parte di quella cerchia di band che vede nel prog metal l'unico modo per dimostrare a tutti le proprie capacità tecniche. E va detto che dal punto di vista tecnico i russi hanno ben poco da invidiare. Il batterista è veramente molto bravo, tecnico e potente, attento comunque a dare i giusti riferimenti al gruppo. Il chitarrista è abile sia come solista che, soprattutto, in fase ritmica visto che incastra con disinvoltura ritmiche ai limiti del thrash, arpeggi puliti ed sognanti e rifiniture di prim'ordine. Il tastierista gioca molto sui suoni, anche se la parte del leone nel disco la fanno le chitarre; quindi più che tappeti evocativi o sognanti troviamo assoli dalle timbriche più ricercate o validi supporti alla sei corde. Buona la prova anche del bassista, solido in fase ritmica, che si lancia spesso in assoli di discreta difficoltà tecnica. Infine vorrei menzionare la prova del cantante, che con la sua timbrica calda si discosta un po' dagli standard del genere, riuscendo a rendere orecchiabili e, perché no, più "rockeggianti" composizioni che di accessibile avrebbero ben poco.
E nei dieci minuti del pezzo che apre il disco troviamo tutto quanto ho provato poco sopra a descrivere a parole. Un brano bellissimo da ascoltare mille volte che, nella migliore tradizione prog, mostra sfumature nuove ad ogni ascolto.
Non facciamo in tempo a riprenderci dal turbinoso inizio che il secondo pezzo ci assale con la sua trascinante andatura in levare. Bellissima la strofa, con il basso che lavora in sottofondo e la chitarra che cesella arpeggi e parti pulite costruite con grande intelligenza. Arriva il ritornello, ancora in levare... e non possiamo far altro che applaudire. Grandi Extrovert!!!! Anche gli assoli di chitarra e tastiere sono costruiti con cognizione e "cervello", visto che spesso riprendono, o accennano solamente, uno dei temi affrontati nella canzone. Leggo sul sito della Blacksmith che i nostri hanno avuto esperienze e collaborazioni teatrali ("Jesus Christ Superstar" ecc.)... beh, tutto ciò emerge dall'ascolto dei pezzi, visto che gli Extrovert hanno una capacità di arrangiamento e una musicalità che raramente si trovano in altri gruppi. Il terzo brano è realmente emozionante, grazie ancora alla bella prova del cantante. Molto bello e sentito anche il lungo assolo di chitarra. Per fortuna c'è ancora chi riesce a metter il cuore in quello che suona.
La canzone numero quattro è la più breve del CD, infatti dura "solo" cinque minuti e ventisei secondi. Ma in questi cinque minuti e passa c'è di tutto, ovviamente. Si tratta di un pezzo cadenzato con riff duro di chitarra alla primi Dream Theater; a rendere vincente l'insieme è ancora una volta l'arrangiamento imbastito a ruota dai nostri.
A seguire troviamo il brano più lungo, ovvero undici minuti e trentotto di magia pura. La chitarra e il basso pizzicati su un velo lontano di tastiera ci introducono a un pezzo realmente stupendo, tra Kansas, Dream Theater e... Extrovert! Qui troviamo tracce di prog metal, rock anni '70, guizzi di neo-prog a-la IQ/Marillion e melodia, tecnica... e soprattutto tanta classe.
La sesta traccia ci mostra anche la capacità del gruppo di giocare con accordi più "strani" e partiture che non dovrebbero, in teoria, rientrare nel loro background. L'inizio infatti è straordinario per composizione e concezione, e anche il proseguo non è da meno. E' bellissimo il connubio tra una sezione ritmica tambureggiante e sostenuta e la chitarra che cesella arpeggi dai colori non definiti. Verso la fine della canzone si ha anche una bella dimostrazione di tecnica (come se ce ne fosse bisogno....), con assoli all'unisono sciorinati in bello stile.
Il settimo brano è una sorta di ballad, anche se l'arrangiamento ritmico è molto percussivo. La melodia di voce è vincente, con un feeling quasi... sudamericano (!!!). Il suono delle tastiere rimanda a un certo prog inglese anni '80, ma è solo un accenno. Si tratta sicuramente della canzone di più facile presa all'interno del disco, con un bel groove di basso /batteria a trainare il tutto.
Il penultimo pezzo in scaletta è forse quello che mi ha colpito meno. Introdotto da uno sferragliante riff di basso, è un condensato di riff e parti diverse, suonate benissimo ma... forse amalgamate con meno cura rispetto ai brani precedenti.
Il pezzo che chiude il CD invece, dopo un sentito inizio alla IQ, ci mostra ancora gli Extrovert in piena forma. Fanno comparsa ancora i Dream Theater (la melodia di chitarra ricorda molto gli americani al tempo di "Images And Words") ma il resto è Extrovert al 100%.
In conclusione... un album che mi ha a dir poco stupito!
Segnatevi questo nome: Extrovert. Non inventano niente, probabilmente, ma fanno il loro mestiere meglio di tanti altri. Anzi, era tanto che non mi stupivo ascoltando un CD di prog metal. "Having Woken Ocean" è uno dei migliori album degli ultimi anni nel suo genere. Non fatevi scoraggiare dal cantato in lingua madre, se siete fan del genere provate a cercare questo album. Non credo che il CD sia distribuito dalle nostre parti. Se siete interessati provate a contattare direttamente la Blacksmith Productions (distributore serio e onesto!), ne vale veramente la pena.
(Linho - Aprile 2006)

Voto: 9


Contatti:
Mail Extrovert: extrovert@rambler.ru
Sito Extrovert: http://www.extrovert.ru/

Sito Blacksmith Productions: http://www.blacksmithprods.com/




Mi sono avvicinato alla musica degli Extrovert dopo un consiglio di Linho, che molto semplicemente mi ha scritto: “se ti piace il prog metal ti consiglio gli Extrovert”. Ok, il prog metal mi piace, ogni tanto mi stufa, soprattutto se non ha molto da dire, ma di Linho mi fido eccome, quindi ascoltiamo!
Bene, credetemi, quando leggete nella recensione qui sopra che gli Extrovert sono una grandissima band, credetegli, perché lo sono davvero! Non voglio dilungarmi troppo in descrizioni, perché c’è già scritto tutto in questa pagina, ma vale la pena di ribadire qualche impressione personale: questi bravissimi musicisti russi hanno un controllo totale dei propri mezzi, ma soprattutto sanno mettere a frutto questa abilità nella creazione di composizioni curate, entusiasmanti e mai fini a loro stesse. Canzoni che serpeggiano, si attorcigliano, saltano, accelerano e rallentano senza mai perdere la bussola, sempre ben ancorate ad una visione generale salda ed oculata.
È vero che questi ragazzi non inventano niente, ma quando la qualità delle composizioni è così elevata si può tranquillamente chiudere un occhio e tornare a godersi un genere che ha sempre bisogno di album di questa caratura. Personalmente non mi sono mai annoiato durante la durata (molto elevata) del CD e non ho trovato difetti degni di nota: l’unico mio parere non in linea con quanto detto da Linho è relativo alla prova del cantante, che non è riuscito a convincermi come gli altri musicisti. Per carità, formalmente ineccepibile e la lingua russa non mi disturba per niente, anzi, ma mi sembra che manchi un po’ di quel carisma che contraddistingue i grandi. Insomma, un buon cantante, ma non eccezionale.
Proprio per questo l’ascolto dell’album successivo degli Extrovert (che presto recensirò) mi ha regalato una sorpresa che non mi aspettavo proprio. Questa, comunque, è un’altra storia. Per adesso godetevi questo splendido esempio di progressive d’alta scuola.
(Danny Boodman - Novembre 2008)

Voto: 8,5